Un appello ai rappresentanti politici di Ceglie Messapica

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Ceglie Plurale è venuto a conoscenza che presso l’Istituto Tecnico Commerciale C.Agostinelli di Ceglie Messapica non si è formata la nuova prima classe ed i 18 ragazzi che si erano già iscritti, in quanto di numero non sufficiente, sono stati invitati ad optare per altri corsi di studio. Così si è decretata la morte, lenta ma certa, della scuola stessa con grave disagio degli studenti, delle loro famiglie ed anche dei docenti che, già dal prossimo settembre, perderanno la cattedra. La notizia è molto grave, soprattutto perché Ceglie perde un punto significativo di riferimento, impoverendosi sempre di più, dopo tutti i sacrifici posti in essere, alcuni anni fa, per ottenere in città questo indirizzo scolastico.
Pertanto, si rivolge un pressante appello agli amministratori locali ed a tutti i rappresentanti politic in Parlamento, alla Regione ed alla Provicia perché si attivino fattivamente per evitare la chiusura del Commerciale di Ceglie in quanto sarebbe un irreparabile perdita per l’intera nostra comunità.

Autore: Michele Ciracì

Storico locale e direttore di Ceglie Plurale.

Un commento su “Un appello ai rappresentanti politici di Ceglie Messapica”

  1. e fù così che iniziai la mia vita da emigrante… andando a scuola fuori di ceglie, continuando poi ad andare fuori da ceglie per cercare un lavoro… quale futuro si vuole offrire ai giovani quando non possono nemmeno studiare nel proprio paese?!!!
    ai miei tempi forse per la spensieratezza della gioventù non ci rendeva conto del problema…anzi era una forma di svago, visto le poche opportunità che offriva il paese in merito… e devo ringraziare i miei insegnanti per avermi dato le varie opportunità per inserirmi nel mondo del lavoro… ma oggi onestamente la lontananza dalle proprie origini diventa sempre più pesante man mano che passano gli anni, magari per quelle opportunità mancate e quelle amicizie che vanno a scomparire per processi naturali della vita…
    quante cose che avrei voluto fare nel mio paese e che non ho potuto fare, per colpa di occasioni mai avute.. e che in altre realtà erano del tutto naturali offrire alla gioventù sbocchi verso una vita lavorativa e sociale nelle proprie zone di origine… bene fanno quei ragazzi che si rifiutano di abbandonare il luogo di nascita…! bisogna lottare per il proprio avvenire nel proprio paese…

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