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Servono cambiamenti radicali e non contentini

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Il Comitato cittadino di salvaguardia del Presidio ospedaliero della Città di Ceglie Messapica (Br) all’inizio del mese di luglio, seriamente preoccupato per lo stato di totale abbandono del proprio Ospedale, facendosi anche portavoce delle innumerevoli proteste pervenute da parte dei cittadini per via dei disagi mai venuti a cessare dall’epoca dello smantellamento dei reparti ospedalieri del nosocomio cegliese, si rivolgeva agli organi di stampa, richiamando l’attenzione di partiti, parlamentari pugliesi e amministratori dell’ASL/BR1, sulla necessità che venisse considerato seriamente il problema della Sanità cegliese per dare delle risposte chiare ed esaurienti ai cittadini, che in un primo momento erano stati “SCIPPATI” di un ospedale in passato punto di riferimento per l’intero territorio brindisino, e poi ingannati dalle TANTE PROMESSE ELETTORALI di restituzione del mal tolto.
Nell’occasione erano state formulate delle proposte:

  1. istituzione di una sede di distretto socio-sanitario;
  2. possibilità di mettere un holter pressorio all’ambulatorio di cardiologia;
  3. organizzare un Consiglio Comunale monotematico.

Il Comitato a distanza di tempo, si vede costretto a rivolgersi ancora una volta agli organi istituzionali, ritenendo essere stati proficui, a giudicare, da come vanno le cose, gli incontri tra gli stessi avuti per discutere sull’argomento.
Lamenta il Comitato che, comunque il nuovo Piano Regionale della Salute dovrebbe scaturire da un confronto con associazioni, comitati civici ed organismi di rappresentativi dei cittadini (e tutto ciò, non solo con le parole, come fanno alcuni rappresentanti politici del centro sinistra, ma anche con i fatti).
I componenti del Comitato non si sono ancora rassegnati: attendono di conoscere le motivazioni che hanno indotto alla chiusura del reparto di lungodegenza riabilitativa; vogliono capire perché non è stato ancora aperto il centro di risveglio per coma apallico, e perché non si è ancora provveduto a dotare il pronto soccorso delle indispensabili figure cardiologo e dell’anestesista rianimatore.
Si chiedono anche che fine hanno fatto i poliambulatori in precedenza esistenti e perché non è stato ancora attivato il reparto di Medicina, nonostante l’impegno assunto dal Dr. Scoditti e perché si tarda a dotare il nosocomio cegliese della tanto decantata AUTONOMIA FUNZIONALE, una cosa sola è certa, sostiene il Comitato: si pensa solo agli ospedali di San Pietro Vernotico, Mesagne, Fasano ed Ostuni – paesi ben rappresentati da esponenti politici, a differenza di Ceglie che sembra proprio essere stata DIMENTICATA DALLA POLITICA LOCALE: molto eloquente è la recente diatriba che sta riguardando Ostuni per la creazione del nuovo ospedale zona nord che i politici di quella città vogliono far sorgere nella stessa struttura ospedaòliera già esistente in quel Comune.
In mancanza di risposte, il Comitato fa sapere che ha programmato per il mese di settembre incontri pubblici per informare i cittadini della GRAVE SITUAZIONE IN CUI VERSA IL NOSOCOMIO CEGLIESE ed intende organizzare una serie di manifestazioni per sollecitare i politici ad intervenire e a farsi portavoce nelle opportune sedi dei disagi dei cittadini.
ALL’OCCORRENZA NON SI ESCLUDONO MANIFESTAZIONI DI PROTESTA CHE POTRANNO ESSERE PORTATE A BARI PRESSO LA SEDE DEL GOVERNO REGIONALE.

Ceglie Messapica 30.8.2007
Il Presidente del Comitato
Cataldo Rodio

Di Michele Ciracì

Storico locale e direttore di Ceglie Plurale.

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