In occasione delle celebrazioni della festa di Sant’Antonio da Padova, Celeste Patrono di Ceglie Messapica è stato portato a termine, ed oggi si presenta, l’inventario del prezioso Archivio della Chiesa Matrice, un contenitore sino ad oggi quasi del tutto sconosciuto a studiosi e cittadini e che conserva documenti dal 1500 ai giorni nostri.
Quando si è insediato il nuovo Parroco don Gianni Caliandro, credo di essere stato uno dei primi a sottoporre, (cosa che peraltro avevo fatto con i parroci degli ultimi cinquant’anni), alla sua attenzione la necessità di ordinare e se possibile informatizzare e conservare le migliaia di carte presenti in questo Archivio.

Se la memoria non mi tradisce dissi a don Gianni: “l’Archivio della Collegiata è il bene più prezioso di questa comunità e deve essere a disposizione di studiosi e semplici cittadini†e di rimando mi rispose: “il bene più prezioso sono i cittadiniâ€. Da assiduo frequentatore di archivi e biblioteche italiane, confermo ancora oggi quanto dissi in occasione di quell’incontro, dove, mi facevo portavoce di altri studiosi che erano pronti ad impegnarsi, gratuitamente, nel lavoro di riordino e catalogazione delle preziose carte.
Don Gianni, mi assicurò che avrebbe provveduto all’inventario dell’Archivio con personale di sua fiducia. Debbo confessare che me ne andai sconfortato e convinto che anche questa volta era stata fatta una promessa che non sarebbe stata mantenuta.
Faccio ammenda. La promessa è stata ampiamente mantenuta e in tempi rapidissimi e tra qualche giorno sarà possibile consultare tutta la documentazione, naturalmente secondo quanto stabiliscono le norme emanate dalla Santa Sede e dalla Diocesi di Oria in materia di archivi ecclesiastici. Attraverso l’inventario generale e particolare (sarebbe utile pensare anche ad un catalogo a stampa) sarà possibile, finalmente dopo secoli, di conoscere i documenti presenti che abbracciano quasi cinque secoli di vita religiosa, civile e familiare di Ceglie Messapica, ma soprattutto evitare altre ed eventuali dispersione di altri documenti.
Chi redige questa nota da diversi anni, attraverso articoli, interventi nelle TV locali e colloqui con i precedenti parroci ha cercato di richiamare l’attenzione di tutti sullo stato di abbandono in cui versava questo Archivio, fonte unica per conoscere le vicissitudini storiche cittadine.
Oggi gli studiosi, i cittadini e chi vorrà redigere una tesi di laurea ha a disposizione un nuovo strumento di ricerca che consentirà di gettare nuova luce sulla storia cittadina. Mi auguro che l’Archivio sia interamente, se possibile, giornalmente consultabile con la consulenza e la sorveglianza di personale idoneo. Come ha più volte ha ribadito il Santo Padre “I documenti degli archivi parrocchiali appartengono alle comunità che li hanno prodotti†e noi dobbiamo essere testimoni e gelosi custodi del patrimonio che ci hanno lasciato i nostri antenati e che la Chiesa ha conservato sino ai nostri giorni.
Ceglie e lo scrivente ringrazia don Gianni Caliandro, figlio di questa terra, per aver portato a termine una impresa che solo qualche mese fa sembrava impossibile. Un passo avanti importante è stato compiuto e consentirà a quanti vorranno avvicinarsi a questi preziosi documenti di usufruire di un importante patrimonio culturale che sicuramente arricchirà la nostra comunità .
Per completare l’offerta archivistica della nostra città , occorre ora che l’Amministrazione comunale, in tempi brevi, metta mano al riordino e alla informatizzazione dell’Archivio Storico del Comune.
Ricordo a chi mi legge quanto stabilito dal Decreto legislativo 22.1.2004 n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, Art.1, comma 2: “La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale (quindi anche cegliese) e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della culturaâ€.
Michele Ciracì