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Museo parrocchiale di San Rocco

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Una risorsa poco conosciuta o scarsamente valorizzata, piano piano può anche divenire un peso o, addirittura, un intralcio. Deve aver pensato questo don Angelo Principalli, parroco della chiesa di San Rocco, per iniziare a mettere mano ad un museo parrocchiale.

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Il nuovo cimitero: la nostra “Punta Perotti”

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Questo giornale a più riprese si è interessato del Cimitero e ha posto all’attenzione degli organi comunali e dei cittadini la situazione di degrado della “casa di tutti”!
E’ noto l’abbandono di viali e cappelle gentilizie, in particolare quelle costruite nell’Ottocento, veri capolavori delle maestranze locali che, purtroppo, cadono letteralmente a pezzi. Così come necessitano di un urgente intervento quelle degli ordini religiosi che, salvo rare eccezioni, sono diventate un vero bazar. Cosa dire, poi, della cappella del clero, meglio conosciuta come la “cappella dei preti” che si trova subito dopo la scalinata d’entrata, lasciata in uno stato pietoso di degrado e abbandono che non fa onore alla Chiesa, al cimitero e soprattutto al clero cegliese, solo pochi anni fa molto attento anche alla sua tomba. Questa cappella è il sintomo del disinteresse di un bene che appartiene non solo all’ordine religioso, ma a tutta la comunità. Lo tesso discorso anche per la cappella dell’ex Società di Mutuo Soccorso.
Vogliamo richiamare l’attenzione anche su altri aspetti che meritano la nostra considerazione. La conservazione delle opere d’arte presenti nel Cimitero, lasciate all’incuria dell’uomo e del tempo che dovrebbero trovare invece, una diversa e più consona collocazione. La spoglia chiesa, potrebbe essere un “rifugio” per conservare queste preziose testimonianze d’arte.
Come non parlare della irrisolta questione che riguarda l’Ossario? Una vera vergogna, dove il “rispetto” per i resti mortali dei defunti è inesistente. Oggi, è ridotto ad un vuoto contenitore di cose inutili, dove bisogna lasciare e dimenticare i propri cari, un luogo dove è impossibile individuare i resti mortali dei famigliari che si intende traslare nelle cappelle di famiglia: il personale non è tenuto a scendere nell’Ossario!
Un discorso a parte merita la parte nuova, ancora in costruzione del Camposanto cegliese.
Abbiamo perso una occasione per fare, almeno nel Cimitero un discorso di omogeneità di costruzione delle cappelle. In questo luogo sacro, abbiamo ripetuto gli orrori commessi nella edificazione della Ceglie degli anni ’60-’90.
Si è consentito di edificare le cappelle senza un ordine preciso in dispregio al buon gusto. Il Comune doveva dare un indirizzo di omogeneità costruttiva delle cappelle, predisponendo un disegno di massima e precise disposizioni sull’utilizzo dei materiali di rivestimento esterno. Chi entra in questa parte del Camposanto, non può fare a meno di paragonarlo a “Punta Perotti”, in quel di Bari!
Più che il Cimitero sembra la fiera delle vanità. Consigliamo a tutti la lettura della poesia “A Livella” del divino Totò.

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Vincenzo Putignano, Garibaldino

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Nasce il 15 aprile 1833 da Francesco e Maria Semeraro. Nel 1866 abbandona volontariamente le funzioni di sindaco della città, per arruolarsi di nuovo con Garibaldi per la liberazione del Veneto.
Nell’esercito garibaldino raggiunge il grado di colonnello. Amico personale dell’Eroe dei Due Mondi, fu sempre fiero di aver combattuto per l’Unità d’Italia.
Reduce dalla campagna del Tirolo, dove si distinse per atti eroici, tanto da meritarsi onorificenze al valore, continuò a rendere importanti servizi alla pubblica tranquillità. Partecipa alla cattura di pericolosi delinquenti come il capo banda Vitantonio Guarino, del grassatore Giuseppe Amico, dell’omicida Rocco Gioia.
Per i suoi numerosi atti eroici il Ministero degli Interni il 25 ottobre 1870, lo premia con una medaglia d’oro.
Spirito ribelle tenne sempre alta la sua appartenenza al corpo garibaldino, tanto che faceva seguire la sua firma da, garibaldino. Durante le feste patronali era solito vestirsi con la Camicia Rossa e metteva in bella mostra le numerose decorazioni ricevute.

Denominazione attribuita con deliberazione della Giunta Municipale n. 210 del 10 marzo 1987