Categorie
Attualità

Ospedale di Ceglie, ancora bugie

[ratings]

Ancora una volta il Comitato cittadino per la salvaguardia del Presidio Ospedaliero di Ceglie, spinto dalle tante lamentele dei cittadini, chiede di far sentire la proprio voce ritornando a parlare del problema Ospedale. Più volte il Comitato si è battuto, negli anni passati, sempre sospinto dai cittadini, per ottenere la riapertura dei reparti chiusi e per restituire alla comunità cegliese quel “fiore all’occhiello” che è l’Ospedale e del quale la comunità è stata “scippata”.
Fino ad oggi, però, il Comitato ha lottato contro i mulini al vento; ogni incontro è sempre stato disertato da tutte le rappresentanze politiche sia di destra che di sinistra e non ha potuto contare neanche sul sostegno del Sindaco. Oggi i cittadini, stanchi di sentirsi presi in giro, si rivolgono al Comitato perché intervenga in loro difesa ed in qualità di mediatore, chieda alle autorità politiche di prendere un impegno serio in favore dell’Ospedale.
Basta con i “se” o con i “forse”, i cittadini vogliono risposte concrete quali per esempio la riapertura immediata del reparto di Medicina come previsto dall’ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1 del maggio 2006, e come ribadito dal Direttore Generale nell’incontro avvenuto nel mese di gennaio 2007 al quale erano presenti esponenti politici del centro-sinistra.
A distanza di mesi nulla è cambiato, anzi, dopo circa 30 giorni dalla riapertura del reparto di Chirurgia, dal 1° luglio 2007 si assiste nuovamente alla chiusura del suddetto reparto e di tutta l’area chirurgica per lavori di rifacimento dell’impianto di condizionamento del gruppo operatorio.
Insomma, che dire, nel danno la beffa, sì, perché tali lavori potevano essere fatti prima della che il reparto fosse aperto! Forse dovremmo pensare che l’apertura è avvenuta in maniera affrettata, spinta per lo più da interessi politici? Ai cittadini farebbe anche piacere conoscere le motivazioni che hanno indotto alla chiusura del reparto di Lungodegenza riabilitativa con la soppressione di 32 posti letto, quando invece potevano essere trasformati in “Centro di risveglio per coma” come specificato nell’ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1 del maggio 2006.
Ma le assurdità sembrano non finire più, infatti al Pronto Soccorso era stata inserita la figura del cardiologo e dell’anestesista i quali dovevano però rispettare il turno 8-14 in queste ore il Pronto Soccorso risultava coperto, superate le ore 14,00 e sino alle ore 8 del giorno successivo, il Pronto Soccorso risultava sprovvisto di tali figure professionali.
Tutto ciò sarebbe già sufficiente per capire di essere stati presi in giro perché come fa il Pronto Soccorso a lavorare in maniera efficiente e garantire sicurezza e qualità nell’assistenza al di fuori delle fasce orarie 8-14, vista la situazione?
Ci si chiede anche che fine abbiano fatto alcuni poliambulatori quale per esempio Pediatria, litotrisia, alimenti e nutrizioni, riabilitazione respiratoria presenti solo sulla carta, ma inesistenti nella realtà?
Che dire poi della tanto decantata “autonomia funzionale”? Ai cittadini farebbe piacere capire cosa i Signori politici intendono per autonomia in quanto, stando al significato letterale significherebbe, per i cittadini, “autosufficienza in tutto”, capacità di operare in maniera autonoma, ma pare che il termine assume un significato differente per le istituzioni, considerando pensosa la situazione attuale in cui versa il nosocomio cegliese, e tenendo presente che per poter effettuare interventi complessi a Ceglie , bisognerebbe sempre chiedere il consenso al Direttore dell’Unità Operativa complessa dell’Ospedale di Francavilla Fontana, dalla quale “volente o dolente” dipendiamo sotto l’aspetto organizzativo-funzionale. Come è possibile dedurre, di autonomia non c’è neanche l’ombra.
Si può sapere cosa c’è di positivo che possa essere dedotto da questa ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1, visto che gli ospedali non funzionano e le liste di attesa aumentano sempre di più creando disagi ai cittadini?
Il Comitato, dopo aver valutato questa penosa situazione, propone:
1) l’istituzione di una sede di Distretto Socio-Sanitario del quale facciano parte Ceglie, San Michele Salentino, Villa Castelli e Cisternino;
2) vista l’esistenza dell’ambulatorio di Cardiologia, la possibilità di mettere un Holter pessorio e di poter ritirare, sempre nell’ambulatorio cardiologico cegliese, il risultato; solo così si eviterebbero alcuni disagi ai cittadini costretti a spostarsi per un semplice accertamento all’Ospedale di Francavilla Fontana;
3) rivolgendosi a tutte le forze politiche, l’organizzazione di un Consiglio Comunale monotematico nel quale si possa discutere, in collaborazione con il Comitato, sulle sorti definitive in attesa che la Regione Puglia attui il nuovo piano di riordino ospedaliero.

Per il Comitato
Cataldo Rodio

Di Michele Ciracì

Storico locale e direttore di Ceglie Plurale.

1 risposta su “Ospedale di Ceglie, ancora bugie”

Purtroppo un pò tutta la Puglia si trova in queste condizioni, dove si combatte con la scarsità di personale e la precarietà delle strutture. Speriamo che qualcosa si muova…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.