Le badanti, un aiuto prezioso

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Circa vent’anni fa nei paesi dell’est europeo iniziò quel processo di riforma che avrebbe visto la caduta dei governi cosidetti comunisti.Dopo il 1989 ogni paese fin a quel momento satellite del gigante sovietico potette essere artefice del proprio destino. In Romania dopo l’insurrezione del popolo nei confronti del dittatore Ceausescu giustiziato dopo la sua cattura iniziò un processo di ristrutturazione e smantellamento del vecchio regime ad opera di un Fronte FSN capeggiato da ion Iliescu. Nel 2004 le elezioni amministrative hanno visto affermarsi le due coalizioni centriste, (Partito Social Democratico con A. Nastase successore di Iliescu, e il Partito Liberale Nazionale con Trai Basescu). Attualmente il presidente rumeno in carica è T. Basescu.
Dal punto di vista economico la Romania vive oggi una situazione di crisi poichè la conversione del paese in senso liberista e capitalista è avvenuta in maniera disarticolata, l’inflazione è altissima con cali di produttività e forte disoccupazione. La sua adesione all’Unione Europea e i finanziamenti ricevuti, hanno permesso la crescita del prodotto lordo e l’inflazione è calata, ma questo non ha migliorato il livello di qualità della vita degli abitanti che spesso sono costretti a sopportare condizioni di vero disagio ai limiti della sopravvivenza.
Questa premessa era necessaria in quanto oggi, proprio a causa di quegli eventi politici, sociali ed economici assistiamo ad una forte spinta emigratoria delle popolazioni dell’Est verso l’Europa Occidentale: l’obiettivo quasi sempre è la ricerca di un lavoro temporaneo che possa permettere loro di guadagnare denaro da mandare alle famiglie rimaste nel paese d’origine. Sono soprattutto le donne a partire per venire in Italia: la loro è una presenza molto significativa anche nella nostra città.
Quasi sempre il lavoro che svolgono è quello di badanti nelle famiglie dove sono presenti situazioni di emergenza e disagio. Come per tutti gli emigranti, anche per queste donne, non è facile lasciare il loro paese d’origine, le case e le loro usanze e soprattutto i figli che certamente sentiranno l’assenza della madre per mesi, a volte per anni. Queste donne sono sorrette da una grande volontà e forza che riescono a trasmettere anche agli anziani che accudiscono. Generalmente, salvo casi purtroppo segnalati dalle cronache giudiziarie, queste donne si affezzionano ai nostri nonni o genitori e vivono in armonia con loro e con la famiglia che li ospitano.
Per capire quanto sono importanti le badanti, abbiamo raccolto la testimonianza della signora Elena Dimitrescuvenuta nella nostra città, spinta, come tante, dalla necessità di trovare un lavoro.

Signora Elena può dire ai nostri lettori da dove viene e da quanto tempo è in Italia?
Il mio paese si chiama Chinestea e si trova ai confini con l’Ucraina. Sono già 3 anni che vivo a Ceglie.

Perchè è venuta in Italia, racconta come è arrivata in Italia e a Ceglie?
In questo momento nel mio Paese non è facile trovare lavoro, specialmente per chi ha già superato i quarant’anni. Le fabbriche sonk chiuse da tempo e nella mia famiglia non lavora nessuno, e ho _figli che devono studiare. In famiglia abbiamo preso la decisione che a venire in Italia fossi io. Il vero problema è che non potevamo andare avanti con poco più di cento euro, quando per vivere ne servono almeno 500-600cento. Mia/miei figli inoltre devono continuare gli studi, uno studia da avvocato e l’altra da infermiere professionale.

Che tipo di lavoro svolgeva nel suo paese?
Ero impiegata in una fabbrica dove si lavorava la plastica.

Che tipo di lavoro svolge a Ceglie e chi ti ha indicato la nostra città?
Personalmente conoscevo delle persone che avevano dei parenti venuti a lavorare qui in Italia da parecchi anni, mi scrivevano insegnandomi qualche parola d’ Italiano e poi mi hanno chiamata. Ho iniziato facendo l’assistenza agli anziani presso diverse famiglie: Prima in Lombardia poi sono andata in Calabria, adesso mi trovo a Ceglie presso un signore per lo stesso tipo di lavoro.

Hai incontrato difficoltà ad inserirti nel tessuto sociale, quali ostacoli ha dovuto superare?
La decisione di venire in Italia è stata molto difficile, ma la mia famiglia non aveva scelta, all’inizio avevo paura di non riuscire ad adattarmi alla nuova vita. Il primo mese è stato terribile, non capivo la lingua, mi esprimevo a gesti e pensavo molto spesso alla mia casa e ai miei familiari. Non è stato facile cambiare abitudini e vivere con altre persone. Molte volte, nei primi tempi ho pensato di acquistare il bibglietto e fare ritorno nel mio paese, quando sono arrivata a Ceglie per fare assistenza a questo signore, ho trovato la strada giusta. Adesso devo dire che sto molto meglio, anche perché sono stata accettata, quasi come una di casa dalla famiglia del signore che assisto, tanto che i miei figli sono venuti a più riprese ospiti.

Quali sono i legami con il tuo paese, ogni quanti mesi ritorna a casa, come comunichi con la tua famiglia?
La prima volta sono tornata a casa dopo un anno che era in Italia, sono tornata per Pasqua e già il 2 maggio ero di ritorno. Sento la mia famiglia ogni settimana ma poi riesco ad avere notizie del mio paese tramite altre compagne che sono qui a Ceglie, ci scambiamo le informazioni per risparmiare sui costi delle chiamate telefoniche.

A Ceglie vivono altre mie concittadine, quando vi incontrate?
Siamo in_e tutte donne. Per gli uomini è più difficile trovare lavoro. Io ho al giorno_ore libere in cui posso uscire, incontro le mie compagne e con loro parlo di tutto, del nostro paese, di come ricolvere alcuni problemi relativi alle persone che assistiamo. A volte cerchiamo di dare sostegno psicologico a quelle di noi che si trovano ad affrontare momenti di tristezza, oppure aiutiamo le nuove arrivate che hanno problemi di lingua, insomma c’è molta solidarietà tra di noi.

Nella tua nazione tutto è cambiato dal punto di vista politico, economico e sociale, siete passati da un regime totalitario ad un governo elettivo. Qual’è il suo pensiero a riguardo?
Innanzi tutto dico che di politica nonme ne intendo molto. Ma penso che durante la dittatura Ceausescu non dovevamo preoccuparci di trovare un lavoro, una casa, di avere le cure mediche, per fare gli acquisti avevamo dei buoni che ci assicuravano il sostentamento giornaliero, insomma vivevamo tranquillamente. All’inizio del cambiamento la gente è stata felice e piena di speranza, la libertà acquistata ci ha permesso di andare da un paese all’altro, ora i negozi sono pieni di merce e si trova di tutto, ma il problema è che non abbiamo i soldi per acquistare. Non abbiamo più certezze anche perché i problemi che ci sono nel nostro paese non vengono ancora risolti perché siamo agli inizi di un nuovo modello sociale ed economico, c’è molta confusione e i governi che si succedono continuamente, non si mettono daccordo sulle cose da fare.

Come è stata accolta dal punto di vista umano, dai cegliesi, dalla nostra città e in generale dagli italiani?
Personalmente non posso che dire cose positive degli italiani, sono brave persone, io sono stata sempre accolta e trattata bene, anche se mie compaesane hanno avuto molti problemi, mi hanno raccontato che in alcune famiglie dove prestavano servizio, erano costrette a mangiare in cucina i resti del pranzo dei datori di lavoro. Ma questo penso che accada ovunque, non solo in Italia. Per quanto riguarda i cegliesi, non posso dire che cose positive, sono stata accolta bene ed ho con i cegliesi e la città un rapporto di simpatia e affetto. Ho verificato che Ceglie ospita con grande affetto i forestieri e agevola quanti intendono vivere e lavorare in questa città. Certo non faccio vita di società, perché il lavoro assorbe tutta la mia giornata, ma ritengo che chi intende lavorare in Italia, questa è una delle migliori città dove vivere, almeno io ho trovato la giusta collocazione e persone che mi vogliono bene e questo è fondamentale per lavorare in tranquillità.

Pensi di stabilirti in Italia o intenti ritornare nel tuo paese, come vedi il tuo futuro?
Resterò finché ci sarà il lavoro che mi permetterà di mandare soldi a casa e mi permetterà di mettere da parte abbastanza denaro da poter matenere la mia famiglia e fare una vecchiaia dignitosa e poi mi auguro che soprattutto la salute non mi venga a mancare.

Antonio Ciracì

Autore: Redazione Ceglie Plurale

Redazione Ceglie Plurale

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