La festa di San Rocco

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Agosto per tutti i cegliesi residenti e emigranti che rientrano per le vacanze in famiglia, rappresenta un appuntamento irrinunciabile, quello con la festa di San Rocco, Compatrono di Ceglie.
Quella del 16, non è la festa patronale che si celebra invece, il 13 giugno in onore di Sant’Antonio da Padova ma è la più importante della città, anche perché giunge in un periodo dell’anno in cui i lavori della campagna consentono una tregua prima del’autunno.
Festeggiare San Rocco è il ripetersi di una devozione verso un Santo che da quasi 500 anni è a salvaguardia della città, preservandola da pestilenze anticamente molto frequenti. Il popolo cegliese ha sempre invocato e ottenuto grazie dal Santo di Montepellier, tanto da erigergli, sin dal Cinquecento, un Santuario divenuto nei secoli successivi meta di continuo pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti da tutto il Regno di Napoli, come testimoniavano le migliaia di ex voto che solo alcuni decenni fa adornavano la vecchia Cappella e la nuova chiesa.
Ricco era il “tesoro di San Rocco” come testimoniano alcuni documenti, in possesso dell’Archivio Diocesano di Oria, “tesoro” venduto per far fronte alle esigenze del clero e costruire la nuova Collegiata nel 1785 e la nuova imponente chiesa dedicata al Santo.
In vecchie immagini ottocentesche, la statua è interamente coperta di ori. Per la processione del 16 agosto, poi, si approntavano alcuni paliotti su cui venivano appesi i donativi più importanti.
Il ricordo degli eventi che hanno visto protagonista il Santo che ha fatto sentire la sua presenza paterna sulla città e l’antica promessa di devozione, viene rinnovato ogni anno, ma oggi, in modo completamente diverso rispetto al passato.
Solo alcuni decenni fa la festa dedicata a San Rocco era grandiosa, con luminarie e fuochi pirotecnici di grande bellezza. Oggi, è alquanto dimessa, per mancanza di risorse economiche ma, anche per la modesta partecipazione finanziaria di noi cegliesi, stretti dalla crisi economica e perché la gente vive ormai stancamente le nostre tradizioni, che in altre città invece stanno vivendo una stagione felice.
E’ grazie, quindi, al Comitato dei festeggiamenti e al parroco di San Rocco, Mons. Angelo Principalli se anche quest’anno, nonostante le tante difficoltà, si è approntata una festa nel solco della tradizione, con un ricco programma religioso che inizia il 7 agosto e si conclude con il solenne Pontificale del Vescovo Mons. Marcello Semeraro del 16 e la processione del 17 agosto. Intenso anche il programma civile. Lunedì 16 concerto della Grande Banda di Ceglie Messapica diretta dal Maestro Antonio Bagnato, mentre il 17 presterà servizio l’Orchestra di Fiati “G. Ligonzo” di Conversano, diretta dal Maestro Angelo Schirinzi. Le strade cittadine saranno illuminate dalla Ditta Antonacci Rocco di Manduria. Alla fine della festa gli immancabili e tanto attesi fuochi pirotecnici della Ditta Pierdaniele Friscira di Taranto. Gli addobbi in chiesa saranno curati dai fratellli Salicandro di Francavilla Fontana.
Nel suo messaggio inviato ai fedeli Mons. Principalli richiama tutti i cegliesi a raccolta intorno al Santo: Fedeli e concittadini, celebriamo, in continuità di fede con i nostri Padri, la santità del compatrono della nostra città San Rocco. La devozione verso di lui ci spinga a guardare alla sua testimonianza di pellegrino della fede e dell’amore e a seguirlo nella fiducia verso il Padre celeste e nella vicinanza e solidarietà con i fratelli. La sua intercessione ci liberi da ogni male e ottenga alla nostra comunità cittadina serenità e prosperità.
La festa di San Rocco deve continuare. Questa tradizione positiva della nostra gente ha bisogno, però, dell’aiuto economico di tutti noi, in particolare di quanti traggono i maggiori benefici da queste feste.
Accogliamo i componenti del Comitato della festa nelle nostre case con gentilezza e doniamo il nostro contributo spontaneamente con devozione e generosità, come ha sempre fatto il popolo cegliese.

Autore: Michele Ciracì

Storico locale e direttore di Ceglie Plurale.

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