Il lavoro che attende il sindaco, la giunta e il consiglio comunale

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Farò una premessa e poi esporrò le realizzazioni che i cittadini attendono dal sindaco, dalla giunta e dal consiglio comunale.
La premessa. A mio avviso, la nuova maggioranza deve individuare gli argomenti più importanti del proprio programma elettorale, scegliere le migliori proposte delle opposizioni ed elaborare un piano pluriennale di realizzazioni. Il piano deve indicare la stima dei costi, le priorità, le possibili fonti di finanziamento, i tempi di realizzazione e ottenere il pubblico consenso.
I cittadini, per parte loro, devono concedere all’amministrazione l’intero periodo del mandato per il raggiungimento degli obiettivi. Devono, inoltre, sapere esprimere giudizi separati sull’operato del comune, della provincia e della regione, attraverso la conoscenza dei compiti specifici dei tre organi di governo.
Le aspetttative. Il primo desiderio dei cittadini è quello di poter contare su di una maggioranza stabile e concorde nel lavoro di squadra. Tutti, dai consiglieri agli assessori devono sentirsi considerati e coinvolti da un’efficace azione di coordinamento da parte del sindaco. Le prime notizie, purtroppo, non sono positive: un consigliere ha lasciato un partito della maggioranza.
La seconda esigenza è quella di un’informazione costante intorno agli atti amministrativi, allo stato di attuazione dei progetti e alla situazione economica del comune. Può essere utile allo scopo un giornale comunale, su carta e online, dove possano esprimersi la maggioranza, le opposizioni e, per segnalazioni e suggerimenti, i privati cittadini.
In particolare, le attese più importanti riguardano:

  1. L’approvazione del Piano Urbanistico Comunale (PUG) con i suoi principi e linee guida, tra i quali: il recupero del centro storico; il rilancio del centro ottocentesco (v. Ceglie Plurale di Novembre); le tipologie edilizie; la valorizzazione della campagna, dei trulli, delle masserie e dei muretti a secco; lo sviluppo della zona artigianale; la perequazione, che rimedia alla carenza dei mezzi finanziari. Il piano può essere un’occasione per divulgare tra i cittadini la cultura della nostra terra, con la sua storia, le tradizioni, il paesaggio, la flora, l’architettura spontanea della città e della campagna, e rappresentare un’opportunità per educare al buon gusto, all’equilibrio delle forme architettoniche, all’immagine di una città bella e ordinata, alla tutela delle cose antiche e al rispetto della natura;
  2. Una politica di incremento delle entrate attraerso la vendita del patrimonio comunale, i fondi POR e derivati, i progetti finanziari pubblico-privato e, per ultimo, l’intervento fiscale;
  3. Un programma di risparmi sulla spesa corrente e su quella per investimenti allo scopo di ricavare ulteriori risorse finanziarie; gli strumenti utili a tale scopo possono essere la qualificazione dei fornitori, i contratti quadro, il pareggio di bilancio degli enti, l’informatica, la dilazione del debito pubblico, il controllo di gestione;
  4. Il miglioramento dell’efficienza dei servizi comunali, in particolare della polizia municipale, attraverso modifiche organizzative e procedurali e soprattutto il richiamo al senso del dovere e del pubblico servizio; l’istituzione di nuovi servizi, come una cooperativa di vigili ausiliari per il traffico (basata sull’autofinanziamento) e uno sportello di assistenza ai cittadini per il disbrigo, tra l’altro, di pratiche con enti, come AQP, ASL, ecc.;
  5. L’ordine e la pulizia nella città, con particolare attenzione alla sicurezza, alle regole per il traffico e i parcheggi da osservare in tutto il paese, alla manutenzione di strade, piazze e giardini;
  6. Una politica a favore del settore manufatturiero e dell’agricoltura (v. articoli di gennaio e marzo di Ceglie Plurale), del commercio, del turismo e della ristorazione con l’utilizzo, tra l’altro, di Internet e di appositi promotori; il turismo potrebbe contare sulla ricettività delle nostre masserie e case tipiche di campagna;
  7. Una politica sociale, per il lavoro e la scuola; la scuola deve essere il luogo dove educare i giovani al senso civico;
  8. La valorizzazione di alcuni beni culturali, architettonici, archeologici e speleologici; il sostegno alle manifestazioni religiose, folcloristiche, musicali e sportive; in questo ambito rientrano le Grotte di Montevicoli ed il Teatro che, tra l’altro, potrebbe essee utilizzato anche come cinema, settore che richiama spettatori in numero tre volte superiore rispetto al teatro; teniamo inoltre presente che i musei e i castelli, almeno in Puglia, attirano poco i visitatori e pertanto non consentono il pareggio di bilancio;
  9. Una politica di opere pubbliche attenta al progetto e al controllo dei lavori per evitare i successivi onerosi interventi di manutenzione: i basolati stradali dissestati ne sono un esempio.
  10. Tra le aspettative esistono tre argomenti sui quali la nuova maggioranza può caratterizzare il suo operato: il sostegno allo sviluppo economico, la politica sociale e quella fiscale.
    Lo sviluppo economico determina ricchezza, incremento della base imponibile e crea opportunità di lavoro. Pertanto il comune, per la parte di sua competenza, deve sostenere le imprese attraverso la disponibilità di aree a costi bassi, la ri-assegnazione di quelle non utilizzate, i servizi, le attività promozionali, le fiere. La ricerca del lavoro, a sua volta, deve essere incentivata con le cosiddette politiche attive ad esso orientate.
    La politica sociale deve prevedere, tra l’altro, l’elaborazione dei piani sociali di zona e, se possibile, la promozione di quelle nuove forme di solidarietà che già operano in altre città: i prestiti di solidarietà, i gruppi di acquisto solidali, le cooperative sociali.
    Una politica fiscale condivisibile da parte dei cittadini, prima dell’aumento delle tasse, deve attuare il risparmio e il controllo della spesa, migliorare la qualità degli investimenti, conoscere la base imponibile ed eliminare l’evasione fiscale sugli immobili (ICI) e sui rifiuti (TARSU).
    Dopo aver attuato queste operazioni preliminari, è possibile intervenire sulle tasse, ma con modalità opportune. Per l’ICI si possono applicare aliquote e detrazioni diverse: un’aliquota più bassa per la prima casa e più alta per il restante patrimonio; una detrazione di imposta sulla prima casa, più alta per i redditi più bassi. Naturalmente il riequilibrio fiscale pò essere realizzato anche in assenza di maggiori esigenze finanziarie.
    In sintesi il messaggio più importante da trasmettere ai cittadini è che una spesa si può fare se ci sono i soldi e che qualunque finanziamento non viene dall’alto, ma deriva originariamente dalle nostre tasche. E’ fondamentale, quindi, che la spesa sia ben amministrata e controllata e che le tasse siano progressivamente maggiori per chi ha redditi più alti.

    Angelo Palma

    Autore: Redazione Ceglie Plurale

    Redazione Ceglie Plurale

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