I costi della politica: Deputati e Senatori si gonfiano la busta paga

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Onorevoli stipendi crescono. La busta paga dei deputati è lievitata nel mese di luglio, mentre nel Paese si diffonde la febbre da caro-politica. L’aumento c’è già, nero su bianco, alla voce indennità nella bozza del bilancio di previsione per il 2007. L’hanno preparata i Questori della Camera e approvata in tempo per la sospensione dei lavori parlamentari. A conti fatti, si tratta di un esborso di 2,5 milioni di euro in più rispetto al bilancio dell’anno scorso, soldi che andranno ad impinguare la già corposa busta paga dei deputati. Si passa così, con un unico scatto, da una spesa complessiva di 92 milioni e 30mila euro nel 2006 ai 94 milioni e 580mila messi a bilancio per il 2007. Lo Stato pagherà quindi il lavoro d’aula degli onorevoli il 2,77% in più. In soldoni sono circa 4.000 euro l’anno per ciascuno dei 630 membri della Camera. Uno “scalone” per privilegiati che va a sommarsi ad un trattamento fiscale come pochi. Gli stipendi dei parlamentari sono infatti assoggettati ad un prelievo agevolato da parte dell’erario.
Tutto questo mentre nel Consiglio dei ministri si sta tentando di dare avvio ad una discussione preliminare sul disegno di legge taglia-costi elaborato dal ministro per l’Attuazione del Programma. Discussione abortita prima ancora di cominciare.
Iniziative che sembrano contraddire il bonus di 4.000 euro che i contabili della Camera hanno già predisposto per i deputati. In realtà l’adeguamento dei compensi per i parlamentari è pressocchè automatico. Gli stipendi di senatori e deputati sono infatti calcolati sulla base della busta paga del presidente di sezione della Corte di Cassazione. Non un magistrato qualsiasi, ma quello con il maggior numero di anni di anzianità alle spalle. A deciderlo una legge datata addirittura 1965.
Ad oggi lo stipendio netto dei deputati sfiora i 15mila euro al mese. Così diviso: l’indennità è pari a 5.486 euro e spiccioli; altri 4000 e rotti euro sono il rimborso spese per il soggiorno romano, anche per chi nella Capitale ci vive ed abita da quando è nato; 4.190 euro arrivano per i costi del rapporto con gli elettori; 3.300 euro ogni tre mesi per i trasferimenti da e verso l’aereoporto più vicino a casa e tra Montecitorio e lo scalo di Fiumicino. Cifra che sale a 3.995,10 euro se i km da percorrere sono più di 100. Somma dovuta anche quando il parlamentare dispone di un auto blu, un fatto non eccezionale considerata la pletora di sottosegretari in circolazione.
Per le spese telefoniche circa 3.100 euro ogni anno.
Per il momento, quindi, sacrifici per tutti, ma non per gli onorevolissimi.

Autore: Redazione Ceglie Plurale

Redazione Ceglie Plurale

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