Costruire spazi ludici e plurifunzionali

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Intervista all’ingegnere Pasquale Suma

Come è nata la sua collaborazione disinteressata con la scuola?
Sono stato invitato, quale presidente dell’Associazione “Amici della musica”, ad esprimere un parere in merito alla lettura del territorio che la scuola del I Circolo aveva presentato nel Piano dell’Offerta Formativa. Dal dibattito tra gli attori sociali presenti al tavolo è emersa la crisi della società cegliese da me pienamente condivisa e l’urgenza di educare alla cittadinanza attiva, piena e consapevole. Come esperto del settore urbanistico ho dato la mia disponibilità a supportare i ragazzi nella lettura del tessuto urbanistico cegliese.

La ricerca-azione sviluppata può essere presa a modello anche per l’elaborazione degli strumenti urbanistici?
Certamente! Tenendo presente infatti che gli strumenti urbanistici hanno incidenza sullo sviluppo socio-economico della comunità, è doveroso che i cittadini, ad ogni livello e fascia di età, vengano chiamati a progettare il futuro della propria città. In questo senso la metodologia dell’ascolto e la condivisione della proposte risulta essere la più democratica. Credo, inoltre, che solo attraverso la partecipazione e, partendo dalle esigenze dei bambini sia possibile cambiare il volto di una città. Le idee dei bambini, se ben interpreatate, sono ricche di contenuti.

Come è possibile pensare di costruire una città a dimensione dei bambini?
Utilizzare il parametro costituito dai bambini significa fare in modo che ogni azione intrapresa sia a favore di tutti i cittadini, nessuno escluso, bambini, anziani, diversamente abili o temporaneamente inabili. Coinvolgere i bambini, che sono la ricchezza di una comunità, significa pensare ad una città dotata di spazi a loro dimensione, di spazi ludici e plurifunzionali. Il bambino può essere considerato come l’archetipo di qualsiasi cittadino, quello forse più soggetto a soffrire dei disagi di spazi anonimi e asettici.

Cosa l’ha colpita particolarmente coi bambini e gli operatori scolastici?
Sono stato favorevolmente impressionato dall’attenzione e dalla sensibilità degli operatori scolastici verso il tema della crisi della nostra comunità e dalla forte volontà di dare il proprio contributo attraverso l’educazione alla responsabilità, al protagonismo attivo e alla cittadinanza consapevole e critica. Il lavoro con i bambini mi ha molto affascinato, perché mi ha dato modo di constatare ancora una volta quanto essi siano capaci di intuizioni e originalità.

Quali altri interventi si potrebbero progettare per il recupero del tessuto urbano e del centro storico in particolare?
Il nostro centro storico è particolarmente povero di aree attrezzate a verde destinato a momenti ludici dei nostri piccoli. Tenendo presente ciò, si potrebbe cominciare dall’individuare, quartiere per quartiere, i possibili spazi da riqualificare e, attraverso il coinvolgimento dei cittadini progettare e realizzare spazi pubblici a misura d’uomo.

Autore: Redazione Ceglie Plurale

Redazione Ceglie Plurale

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