Ceglie, polemica Fi-sindaco

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Prosegue la polemica a distanza tra il capogruppo di Forza Italia, Nicola Ciracì ed il sindaco Pietro Federico. «Finalmente il sindaco ha parlato! Malgrado i suoi impegni privati, associativi, ecclesiali ed il tempo necessario per scrivere documenti contro Vendola – scrive Ciracì -, dopo la mia nota sul problema Alberghiero, Federico si è preoccupato personalmente della questione, ben dieci giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, parlando a suo dire con tutti ad esclusione dei consiglieri provinciali di maggioranza il “duo” Mita (bella collaborazione!) e del preside Caramia visto che egli stesso dice: “mi risulta che abbia rifiutato l’offerta di tre aule distaccate, umide e malsane”. Ma con chi ha parlato? – chiede Ciracì – Davvero pensava di risolvere il problema offrendo tre magazzini?» E prosegue: «Risultato dell’interessamento del sindaco: la gara per il nuovo Alberghiero continua ad essere ferma da 14 mesi, l’Ostello della gioventù, la cui ristrutturazione è costata 350mila euro, malgrado terminato non può essere consegnato con le cinque aule visto che il Comune non ha provveduto all’allaccio dell’impianto fognario (l’assessore ai LL.PP esiste o ha solo delega agli specchi?), mancano le aule sia per il primo anno dell’Alberghiero che dello Scientifico». «Solo nelle ultime ore – riprende Ciracì -, a seguito del mio intervento, i tanti “educatori” che avevano immaginato di poter ulteriormente frammentare il Polo Scolastico hanno avuto l’illuminazione di adibire in fretta e furia la vecchia pretura a sede scolastica. Peccato che la promessa del sindaco di trasferire in tale sede gli uffici del giudice di pace con un risparmio per le casse comunali sbandierata ai quattro venti non verrà più mantenuta». E quindi osserva: «Siamo al caos amministrativo. Ceglie è tornata ad essere una Cenerentola bistrattata dall’amministrazione provinciale con il silenzio complice dei due consiglieri provinciali di maggioranza. Il sindaco, con una caduta di stile, consiglia a chi osa criticarlo un corso di recupero offrendosi come docente. Personalmente sono ben lieto di accettare – prosegue – a condizione che le materie di insegnamento siano: come trasformare le baite di legno in cemento, come promuovere sul campo i parenti dipendenti city manager, come dilapidare 100mila euro per rifare la pavimentazione del palazzetto dello sport pur di coprire le responsabilità del sindaco dell’epoca, come trovare la facciatosta di non citare neanche una volta la parola ospedale nella relazione programmatica presentata al consiglio dopo averla strumentalizzata per l’intera campagna elettorale. Speriamo – conclude – che Federico a sua volta non diventi discepolo di chi ha indebitato Ceglie per un ventennio, ma dimostri di avere una spina dorsale». E la replica al capogruppo consiliare di Forza Italia in consiglio comunale è giunta lapidaria. «Un sindaco non può rispondere solo con le parole, ma con gli atti amministrativi – ha detto Pietro Federico – Ai cittadini, poi, spetterà il giudizio finale».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Autore: Redazione Ceglie Plurale

Redazione Ceglie Plurale

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