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Ceglie e il suo nome

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Città messapica, come la dice il suo nome, fiorente e forte nei tempi lontani e più volte distrutta e risorta. Ma le sue origini e i suoi abitanti si perdono nel buio dei secoli. Avanzi archeologici parlano di civiltà messapica di cui Ceglie era un centro. Un passato glorioso, un’elegante cittadina di antichissima origine: una delle città più importanti della Dodecapoli messapica [Manduria, Orra = Oria, Mesania = Mesagne, Brention = Brindisi, Kailìa Messapica = Ceglie Messapica, Hodrum, Neriton = Nardò, Alytia = Alezio, Sybar, Hyretum,Thuria Sallentina, Aoxentum = Ugento], fortificata e protetta da poderose mura megalitiche, delle quali restano visibili importanti reperti. La confederazione si basava su di un “sacro giuramento” che sanciva la fratellanza fra le sue tribù. Messapia è l’etimo antico di “Metapia” poi “Messapia” (terra di mezzo) che si riferisce alla penisola salentina posta tra il mondo greco ed il territorio occupato dagli Itali. Sono ben quattro le cinte murarie, la più antica delle quali, cioè la più interna, viene fatta risalire ad un’epoca compresa tra il V ed IV sec. a.C.. Collocata su alture, oltre i 300 metri s.l.m., è in posizione di privilegio per aria e per i vasti panorama. Francavilla Fontana, Oria, Latiano, Mesagne, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, Carovigno, Ostuni, Cisternino, Martina Franca, Villa Castelli: ecco la corona geografica intorno alla nostra Città.
Terreno roccioso e scosceso. Prodotti qualificati: olive, uve, mandorle e, qualche decennio fa, fichi, i quali venivano esportati oltre che al Nord dell’Italia, anche in Austria, Paesi Bassi, Germania, Francia.
Popolazione eminentemente agricola, le cui scarse produzioni la fanno vivere in forti disagi economici, gente di gran cuore, ma nello stesso tempo passionali nel bene e nel male, religiosi, caritatevoli, buoni amici (finché in buoni rapporti), ma di carattere incontrollato e di primo impeto. Il progresso sociale cui tutte le città si sono affacciate negli ultimi tempi, dà garanzia che anche per Ceglie si determinerà, sebbene molto lentamente, un miglioramento civile, economico, sociale e morale, di cui le nuove generazioni, foriere di nuovi tempi ne danno già i segni. Il nome CEGLIE (Celia per Tolomeo – lo riferisce Leandro nella Descrizione di tutta l’Italia, per i romani, Caelium, Caelia, Cilia, per M. Catone, Coeli, per A. Galateo, Coelios per Filippo Ferrari, Celium sive Caelia, Celio, et Ceglie……..in confinio ab Ostuneo), deriverebbe da “Celeia”, sloveno “Celije”, slavo “Kelija”, con il significato di “cella” (G. Semerano, Le Origini della Cultura Europea, Firenze 1974, vol. I, p.286). Kelia anche per Strabone (Geografia, l’Italia, libro VI, 3/8, Iapigia VI-3,7). All’epoca dei coloni greci era KAILIA, molto simile a KELIA, uguale KALUM, con il significato di COMUNITA’. Messapia con base accadica Musabu = domicilio = presidio, oppure Messu – Apsi = re del mare = popolazioni che formavano una federazione affacciata sul mare. A titolo di pura informazione, in Bosnia esiste tuttora un’altra fiorente città omonima della nostra: CELIJE.

Pasquale Elia

Di Redazione Ceglie Plurale

Redazione Ceglie Plurale

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