Elezioni Politiche 2006: Salvatore Santoro

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Santoro_Casini.jpgPerché ti sei candidato al Senato nell’U.D.C.?
In questi anni l’U.D.C si è battuto con passione per costruire istituzioni più efficienti.
Il nostro partito ha contribuito molto ad accrescere il senso dello Stato e Pier Ferdinando Casini ha rappresentato il livello più alto di questa cultura istituzionale nel suo ruolo di Presidente della Camera.

Che ruolo assume l’U.D.C. nello scacchiere politico nazionale?
Nel centro-destra noi rappresentiamo una forza moderata di Centro protagonista senza timidezza, per innovare la politica nazionale e far crescere i valori che sono comuni alla maggioranza degli italiani.
Noi siamo il Centro che si pone su un piano di continuità con la tradizione Liberale e Democratica Cristiana.

La famiglia per voi dell’U.D.C. è un grande valore.
Sì per noi la famiglia è il punto centrale della vita sociale è abbiamo fatto una politica a difesa della stessa, a differenza della sinistra che vuole equiparare i PACS e le unioni civili alla famiglia, fondata sul matrimonio riconosciuto dalla Carta Costituzionale.
Mi piace ricordare il bonus bebè e la nostra proposta per il buono-casa che prevede una deduzione dall’imponibile del canone di locazione.
La Sinistra con Bertinotti vuole invece la requisizione delle case sfitte.

E per il Mezzogiorno quale politica intendete sviluppare?
Tra i nostri valori vorrei richiamare la difesa dell’unità nazionale e lo sviluppo del Mezzogiorno. Serve un regime di fiscalità di vantaggio senza del quale il Mezzogiorno non può decollare. Questa fiscalità deve essere collegata ad una politica per la salvaguardia dei nostri beni culturali ed artistici e ad una moderna politica di sviluppo dell’offerta turistica coniugata sul terreno culturale, valorizzando le tipicità dei nostri prodotti e delle nostre risorse. Non può mancare un supporto finanziario con l’accesso facilitato al credito.

DOTT. SALVATORE SANTORO
Nato a Ceglie Messapica il 24/04/1951, è laureato in Scienze Politiche ed è Funzionario dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Ostuni. Ha ricoperto importanti incarichi assessorili in qualità di Consigliere Comunale e Provinciale. Politico di ispirazione e formazione cattolica è sempre stato impegnato per la crescita di una concezione Cristiana Liberale della società.

Cronaca di una morte annunciata. Basta polemiche, al lavoro

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Pietro Federico con voti 7.696 è il nuovo sindaco di Ceglie Messapica, al ballottaggio ha sconfitto Nicola Ciracì che ha raccolto 3.941 voti.
Onore delle armi agli sconfitti. Rispetto per chi cade. Questa la regola in democrazia. Non vi sono nemici. Solo avversari. Oggi a me domani a te, secondo la volontà popolare. Il consenso è sempre degno di rispetto, anche se tradisce le attese di questa o quella parte politica. Lo impone il costume civile di ogni democrazia.
E cerchiamo di capire cosa è accaduto. E’ bene analizzare le cose con chiarezza.
E’ stato un successo dei vincitori. Ma è stato soprattutto un insuccesso di chi ha perso. Determinante è stato il sentire di un popolo che aveva capito prima della campagna elettorale come stavano le cose. E come sempre accade alla nostra gente, non lasciava trasparire molto di quello che pensava. Un po’ per timore, un po’ per naturale ritrosia.
Quanto alla piazza, si è subito schierata con il centrosinistra. Che ha avuto il merito di presentarsi unito. Il centrodestra è arrivato più diviso al traguardo elettorale, con una coalizione che risentiva di troppi malumori e dissapori tra le forze politiche alleate, dominate dalla figura ingombrante del suo candidato sindaco Nicola Ciracì che ha pagato, in prima persona, in pari misura, a tutta la Casa delle Libertà.
Ma la piazza non sempre dice la verità. Pajetta diceva: Piazza piene, urne vuote. Ma questa volta la piazza è stata verace. I comizi del centrodestra erano fiacchi, in coda a quelli del centrosinistra sempre affollati. Il candidato sindaco del centrodestra è stato lasciato solo da molti fedelissimi senza nemmeno il conforto dei suoi compagni di ventura, intenti a dividersi le sue spoglie e a prendere le distanze da lui. Come gli asini della favola attorno al leone morente.
Lungi da noi la tentazione di infierire sui perdenti.
Il centrodestra esce, dopo questa consultazione amministrativa, con le ossa rotte. E’ stato penalizzato, prima perché si è presentato diviso e, soprattutto, per aver mandato a casa due sindaci eletti dal popolo, con in più la pretesa di apparire saggio amministratore.
Quando si dice che il potere acceca!
Non ha saputo leggere il cambiamento in atto nella nostra città che ha portato alla nascita nei mesi scorsi, del movimento Ceglie che Lavora, e succesivamente della Lista Magno che ha raccolto un successo di voti e di simpatia oltre ogni più rosea previsione, movimenti che si sono appropriati della ribalta politica, sociale e culturale della città, con coraggio e determinazione.
Gli elettori hanno soltanto detto basta ad un centrodestra che per ben due volte, negli ultimi anni, è stata chiamata a governare la città, ma per beghe interne non ha saputo rispondere alle necessità della società cegliese, sempre più giustamente esigente. Ma adesso il popolo attende di sapere e giudicare le nuove proposte del centrosinistra che ha vinto le elezioni. Guai a deluderlo!
Molti hanno votato il centrosinistra anche contro le loro stesse inclinazioni, pur di liberarsi. Si, liberarsi dallo spettacolo sgradevole di partiti e consiglieri del centrodestra rissosi e inconcludenti.
Guai a deluderli!
Come diceva il divino Totò, tutto è bene quello che finisce male. Nella vittoria di Vendola alla Regione e del centrosinistra a Ceglie, c’è un vantaggio inestimabile per la nostra città.
Dal 20 aprile, Ceglie non è più una città in declino, allo sfascio, da rottamare, è entrata, finalmente, nel paradiso terrestre del tutto va bene, tutti bravi, onesti e preparati.
Siamo certi, il centrosinistra manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale, qui ne ricordiamo alcune:

  1. Saranno riaperti tutti i reparti cancellati dal Piano di Riordino Ospedaliero e il nostro Ospedale ritornerà ad operare come prima e non sarà più uno stabilimento;
  2. sarà abbassata l’aliquota dell’ICI e della spazzatura tra le più alte d’Italia, riavremo gli uffici dell’acquedotto e dell’ASL;
  3. sarà aperto il Palazzetto dello Sport;
  4. le strade saranno asfaltate, maggiore rispetto per i beni culturali, l’Ufficio di Polizia Urbana funzionerà come accade in altri paesi a noi vicini;
  5. sarà approvato in tempi brevi il famigerato PUG (vecchio PRG).

Come promesso dal nuovo Presidente della Regione, ai giovani senza lavoro sarà concesso il sussidio sociale (400-500 euro al mese).
Adesso tutti i cegliesi vogliono cederci chiaro.
Aspettano anzitutto una serena e obiettiva valutazione della situazione amministrativa del Comune. Niente rivalse, niente vendette, bando ai giustizialismi (con l’odio non si costruisce nulla). Soltanto la verità delle cose come stanno. Niente accuse, ma neanche coperchi.
Trasparenza, soltanto trasparenza.
Non si può progettare nulla di serio se non si conoscono attentamente le condizioni di partenza. Queste conoscenze non devono restare confinate tra gli scranni del Consiglio Comunale. Devono essere partecipate a tutto il popolo, anche attraverso un uso più efficace dell’informazione.
Occorre dunque un impegno nuovo, un grande impegno politico e culturale, capace di mobilitare tutte le forze vive e creative della società cegliese. Occorre anche scambiarsi esperienze e sinergie con i paesi vicini che sono più avanti di noi. Bisogna inserirsi subitamente nei meccanismi istituzionali ad ogni livello provinciale, regionale, nazionale ed europeo, mobilitando amicizie, intelligenze, apporti decisivi di idee e di competenza.
Ne sarà capace la nuova Amministrazione? Lo speriamo.
Poche parole sul nuovo sindaco Pietro Federico. La gente lo percepisce come un professionista serio. Poco appariscente ma di poche chiacchiere. Non ha il piglio demagogico di certi arruffapopoli da mercato del sabato e questo è già un fatto positivo.
Ma la politica è un mestiere a rischio. Occorre polso, dignità, dedizione, altruismo, passione, coraggio, prudenza… Ma anche un po’ di fortuna.
Noi lo seguiremo con spirito di verità, ma anche con quel taglio critico che fa parte inalienabile del nostro giornale.
Come abbiamo dato spazio a tutte le minoranze in passato, così ne daremo alla nuova opposizione per il ruolo insostituibile di rappresentanza democratica.
Ci auguriamo che il giornale possa in un prossimo futuro constatare che questa bostra Ceglie comincia a vivere.
Ricominciare dai giovani, dalle ragazze, e dai ragazzi dal volto limpido e sereno, che anche dalle colonne di questo piccolo giornale hanno contribuito in questi anni a rendere credibile il cambiamento, la speranza e perché no, il miracolo di una Ceglie diversa e amata da tutti noi cegliesi.