Francesco Colucci e Cosimo Altavilla

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In ordine cronologico un posto di rilievo nella storia della fotografia cegliese meritano i cosiddetti fotografi di piazza che hanno operato a Ceglie subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Produssero poco e quasi esclusivamente ritratti, ma sono stati fondamentali per la diffusione della fotografia, specialmente nelle classi più povere.
Non è facile illustrare l’opera di questi nostri concittadini che, per necessità, avevano appreso il mestiere di fotografo, nonostante la loro preparazione tecnico-artistica non fosse professionale, e riuscirono a trasmettere l’amore per questa arte a tanti cegliesi.
Francesco Colucci, meglio conosciuto come Cicchicchio, era nato a Ceglie da Giuseppe e Donata Gioia l’1 marzo 1902. Il padre calzolaio, come era in uso anni fa, lo manda a bottega per imparare il mestiere di falegname. Infatti, in anagrafe è registrato prima come falegname e solo successivamente come fotografo.
Il 4 gennaio 1925 a Modugno sposa Rosa Trentadue. In questa cittadina, dove si trasferisce per un breve periodo, apprende l’arte della fotografia. Ritorna a Ceglie e ogni mattina, con una antiquata macchina fotografica a soffietto, si posizionava all’angolo di Piazza Plebiscito e aspettava i clienti che volevano farsi fotografare. La sua casa-studio era in questa piazza al n. 33. La professione di fotografo era intesa da Colucci come un passatempo, visto che non si poteva permettere attrezzature costose che, in qualche modo, gli avrebbero consentito di sviluppare questa passione e produrre foto di una qualche pregevole fattura. Ma, a Ceglie, era conosciuto più come personaggio spassoso e amante della compagnia che come fotografo. Lo si vedeva spesso con Domenico Elia (Vurricchio), Pasquale Vitale (Pascale d’uecchje mie), Rocco Ciracì (Donnachiara), Stefano Elia (Stefano di biniditto) e altri passeggiare in piazza o portarsi nella cantina di Novè in via Chianchizze a sorseggiare un buon bicchiere di vino. In seconde nozze sposa Domenica Salonna. Francesco Colucci (Fotografo) muore a Ceglie il 27 maggio 1961.
Altro fotografo di questa epoca è stato Cosimo Altavilla, meglio conosciuto come Pignate. Nasce a Ceglie da Rocco e Angela Bruni il 17 gennaio 1914. Calzolaio come il padre, giovanissimo, come suonatore di clarino, si avvicina alla musica alla scuola del maestro Vincenzo Chirico.
L’8 febbraio 1931 sposa Crocifissa Suma. Come molti suoi coetanei, cerca fortuna nelle bande di giro pugliesi. Sicuramente durante queste sue uscite estive si avvicinò alla fotografia. Come fotografo operava esclusivamente nei mesi autunnali, in giro per la città o in piazza. Cosimo Altavilla muore a Ceglie il 4 febbraio 1983.
La produzione di questi fotografi è stata scarsa ed è andata quasi esclusivamente persa, salvo qualche sbiadita foto-ritratto conservata negli album di qualche famiglia cegliese.
Essi fanno parte di quel vissuto storicamente individuato negli anni ’40-50 del secolo scorso e nel loro piccolo hanno però lasciato il segno di un’epoca fatta di genialità e improvvisazione fissata su lastra o su carta con immediatezza e senza altra pretesa che produrre una foto, immortalare un volto o un avvenimento del nostro paese.