Elezioni Politiche 2006: Teresa Bellanova

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“Ceglie: le origini del mio impegno e la sfida alla Camera dei Deputati”

Teresa_Bellanova_per_ceglie.jpgTeresa Bellanova, candidata alla Camera nella lista dell’Ulivo e con un passato trentennale di sindacalista nella Cgil, racconta in questa intervista a “Ceglie Plurale” le origini del suo impegno politico, un passato duro segnato dalle lotte per i diritti dei braccianti iniziato tra Brindisi e Bari, proseguito a Lecce e poi a Roma.

Com’è iniziato il tuo percorso nel Sindacato?
Ho iniziato giovanissima. Ero poco più che una ragazzina quando iniziai a lavorare. Così poco più che quattordicenne mi ritrovai a conoscere la piaga del caporalato, il reclutamento dei lavoratori, le dure condizioni di lavoro, e ho iniziato un percorso che avrebbe caratterizzato per sempre la mia vita. Sin da piccola ho incrociato la politica in casa, i miei genitori erano iscritti al Pci, erano militanti attivi. Mi sono ritrovata dalla parte di chi lottava contro lo sfruttamento del lavoro ed in poco tempo, neanche maggiorenne, sono entrata a far parte della Lega braccianti e della Camera comunale del Lavoro.

Ci sono delle persone che ricorda con più affetto?
Intanto tutti i compagni della Camera del Lavoro, soprattutto quelli più anziani che in quel periodo, cioè verso la metà degli anni Settanta, fecero di tutto per agevolare l’inserimento di noi più giovani, ed in particolare il mio. È stata come una grande famiglia. Penso ad Antonietta Ancona, per esempio, che è stata una figura straordinaria per la mia formazione di donna e di sindacalista. Mi ha accompagnato per mano in questa esperienza nel sindacato e nella politica, sostenendo me che ero una ragazzina. All’epoca c’era davvero poco spazio per le donne, eppure nella Camera di Ceglie ho incontrato davvero tanto sostegno ed affetto. C’era per esempio Antonio Cavallo che era il responsabile della Camera del Lavoro, Pietro Vitale, Antonio Argentiero, compagni anziani che sono stati decisivi per quell’operazione di rinnovamento del sindacato in corso nella Cgil dell’epoca, e che ha portato al mio inserimento. È merito loro e di tanti altri compagni se una giovanissima donna come me entrò a far parte del sindacato e nel 1976 fui poi assunta come funzionario.

Cosa ricorda dell’attività sindacale di quegli anni?
Ricordo il dramma del caporalato contro cui ho dedicato tutte le mie energie, e soprattutto ricordo in modo ancora molto vivo l’incidente in cui persero la vita tre giovani lavoratrici cegliesi. Erano a bordo di un pulmino che trasportava molte più persone rispetto alla sua capienza e morirono così, per l’indifferenza e la scarsa considerazione che i caporali e tutto quel sistema avevano per i lavoratori. Ricordo l’impegno con cui ci dedicammo a costruire un possibilità di trasporto alternativo per garantire il diritto di recarsi al lavoro in modo sicuro. Fu molto dura e ci scontrammo con una reazione violenta dei caporali che ovviamente non potevano accettare il nostro tentativo di autogestione del trasporto. Per loro reclutare e trasportare i lavoratori dove volevano significava esercitare un controllo assoluto. Alla fine riuscimmo ad organizzare delle linee di trasporto pubblico con la Regione per trasportare le lavoratrici cegliesi nel metapontino dove l’agricoltura intensiva offriva opportunità di impiego per i braccianti. A Ceglie l’agricoltura era povera e non permetteva grandi opportunità, così la stragrande maggioranza andava a raccogliere uva o ortaggi a seconda delle stagioni.

Com’è proseguita la sua esperienza sindacale?
Dopo la prima esperienza nella Camera del Lavoro di Ceglie sono diventata responsabile del Coordinamento regionale Donne Federbraccianti e nell’81 mi sono trasferita a Lecce. Qui prima come funzionaria, poi eletta dall’88 Segretaria Generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria), ho continuato ad interessarmi dei problemi delle braccianti e dei braccianti agricoli. E poi a partire dal 1996, con l’elezione a Segretaria Generale provinciale di Filtea (Federazione italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero) mi sono interessata dei problemi dei lavoratori del tessile. Una realtà molto dura anche questa, in cui ci si misurava con aziende che non rispettavano i contratti di lavoro ed imponevano forme di sfruttamento del lavoro. Per Filtea ho curato, sempre a Lecce, l’avvio dei contratti di gradualità, uno strumento per stimolare le imprese a scommettere sulla legalità, sul rispetto dei diritti del lavoro e che consente ai lavoratori di avere un rapporto di lavoro tutelato, di vedere riconosciuto un diritto di rappresentanza nella propria fabbrica ed all’interno del proprio posto di lavoro. Sono stati anni impegnativi e nel 2000 sono entrata a far parte della Segreteria Nazionale di Filtea con delega alle politiche per il Mezzogiorno, politiche industriali, mercato del lavoro, contoterzismo e formazione professionale.

E dal sindacato alla politica?
Nel 2005 sono stata eletta componente del Consiglio Nazionale dei Democratici di Sinistra, ho mantenuto il mio incarico nella Cgil sino a qualche settimana fa quando è stata ufficializzata la mia candidatura alla Camera dei Deputati nella lista dell’Ulivo in Puglia, a sostegno di Romano Prodi.

Quali legami ha ancora con Ceglie?
I legami affettivi prima di tutto. A Ceglie vive tutta la mia famiglia, i miei genitori, i miei parenti, e poi sono legati alla nostra cittadina i ricordi della mia infanzia e tutte quelle esperienze di vita, le lotte, le amicizie vere che mi hanno portato ad essere quello che sono oggi. È anche per questo legame che non si è mai spezzato che, anche se a distanza, seguo le vicissitudini sociali e politiche di Ceglie. E devo dire che ci pensa mio padre a colmare la distanza fisica, tenendomi sempre al corrente su quello che accade.

La nostra terra è ancora quella della disoccupazione in particolare giovanile e femminile, come fare secondo lei a ripartire?
La questione sociale di Ceglie è quella di tutto il nostro Mezzogiorno. A segnare la nostra cittadina è una debolezza sociale che è soprattutto economica, una fragilità che segna gran parte della Puglia e condanna i giovani e le donne ad un senso di precarietà che sembra non finire mai. La questione della disoccupazione giovanile e femminile che segna Ceglie è grave, ed è grave nel resto del Mezzogiorno. Un territorio che nel corso di questi anni è stato abbandonato a se stesso, completamente alla deriva, da un governo troppo preso da altre cose. Il nostro Mezzogiorno paga la sua arretratezza e però oggi, in un momento delicato dell’economia nazionale, sconta soprattutto la grave crisi strutturale del sistema produttivo del Nord che ha sempre utilizzato a basso costo la forza lavoro meridionale, delocalizzando e appaltando segmenti di produzione. Oggi questo sistema si rivela incapace di reggere la competitività con le nuove potenze economiche, e stenta a riprendersi perché in questi anni non si è fatto nulla per consentirlo. Così oggi per far ripartire l’Italia serve far ripartire il Sud. Questa è la scommessa del progetto di governo del Centrosinistra, non uno slogan, ma un progetto serio di rilancio produttivo.

Negli ultimi cinque anni quasi tutte le aziende tessili della provincia di Brindisi hanno chiuso licenziando migliaia di persone che per sopravvivere si sono inventati altri lavori, secondo lei cosa bisogna fare per far ripartire questo settore?
Purtroppo la crisi del Tac è grave e diffusa nella nostra Puglia. È una crisi che ha origini lontane e che può trovare risposte solo in una politica di sviluppo nazionale che individui nel tessile un settore da riposizionare sui mercati mondiali, sostenendo il rafforzamento delle piccole e medie imprese, stimolando l’innovazione dei prodotti. L’impresa italiana non può competere sui basti costi ma sulla qualità delle sue produzioni, ecco perché una questione decisiva è quella della valorizzazione del made in italy. E in Parlamento uno dei miei impegni sarà quello di arrivare all’approvazione di una proposta di legge che punti a valorizzare e a rendere informato il consumatore sulla rintracciabilità del prodotto.

Le chiediamo un impegno a portare in Parlamento le istanze della nostra Ceglie.
Sicuramente, accetto questo impegno senza alcuna incertezza. Anche se non mi piace essere chiamata onorevole, preferisco semplicemente Teresa. Sarò il deputato di Ceglie, sosterrò le istanze di Ceglie che sono quelle del Mezzogiorno, dei diritti, del lavoro, di un nuovo stato sociale, dei giovani che devono poter mettere a disposizione del proprio territorio i saperi e le conoscenze che hanno sviluppato. Sento profondamente questo impegno che prendo con Ceglie e con la Puglia perché è quello che ho sempre portato avanti stando dalla parte delle persone più deboli. Vorrei chiedere piuttosto qualcosa ai cegliesi. Vorrei chiedere loro, a coloro che mi hanno conosciuto e a quelli che vorranno conoscermi, di scegliere il simbolo dell’Ulivo il 9 e 10 aprile e di sostenere il nostro progetto politico. Ai cegliesi chiedo di attivarsi, di andare casa per casa, di parlare con gli altri e di lavorare tutti insieme perché il futuro è nelle nostre mani ed insieme possiamo farcela.

Ufficio Stampa
Arianna Genovese
tel. 3487296828
fax. 0832.318558
[email protected]

Intervista al Commissario prefettizio

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Da poco più di un mese è Commissario al Comune, quali sono le sue impressioni sulla città e sui cegliesi?
Considero Ceglie una cittadina dalle notevoli potenzialità. Inserita in un paesaggio di straordinaria bellezza, godendo di un gradevole clima collinare, riveste anche un particolare interesse per il piacevole borgo medievale e per le sue testimonianze storiche e archeologiche. L’Amministrazione Comunale e vari settori della società civile, consapevoli di tali potenzialità, hanno dato il via, con la collaborazione delle istituzioni interessate, nel tempo a varie iniziative a carattere culturale ed hanno sviluppato progetti di promozione turistica che hanno già contribuito a rendere nota la cittadina al turismo sia sia per la presenza di una elevata qualità della ristorazione sia per la presenza di rinomati esercizi di agriturismo che però non sono sufficienti a soddisfare la domanda di accoglienza. La limitata capacità ricettiva non consente al momento un pieno sviluppo turistico.

Lei ha sicuramente programmato gli impegni da portare avanti nei mesi che sarà alla guida del Comune, quali sono?
Si continueranno gli interventi programmati tra cui il completamento della Sede Municipale e del Palazzetto dello Sport. Sono in via di completamento i lavori di fognatura nera in varie zone dell’abitato (compresa la zona industriale). Sono in fase di inizio i lavori di fognatura nera in altre zone periferiche quale quella di Montevicoli. E’ stato appena approvato con Delibera Commissariale n.116 del 15.7.04 il progetto definitivo di fognatura pluviale dell’importo complessivo di euro 1.980.000, di cui euro 200.000 a carico del bilancio comunale e euro 1.780.000 con fondi POR da finanziarsi da parte del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale. Aggiungo che si stanno eseguendo i lavori di adeguamento della Scuola Elementare “De Amicis” in via Machiavelli. Si sta, altresì, predisponendo un progetto di adeguamento della Scuola Media Vinci alle norme di sicurezza della 626, a seguito della promessa di finanziamento dell’importo di 200.000 euro, con obbligo di cofinanziamento, a carico del bilancio comunale, di una quota almeno pari a quella concessa dalla Regione.

Quali iniziative intende portare a termine nelle prossime settimane?
Vorrei fare una premessa. Credo che un’Amministrazione Pubblica debba avere tra i suoi obiettivi primari rendere nel più breve tempo possibile fruibili le opere pubbliche ultimate e migliorare gli edifici ed i beni pubblici già esistenti adeguandoli ai bisogni. Tutto questo implica la dotazione di risorse finanziarie adeguate. L’insufficienza delle risorse è spesso la causa di un limitato e non ottimale utilizzo delle strutture pubbliche, impedimento che è sempre più difficile da superare per i vincoli di una rigorosa e restrittiva politica finanziaria delle Pubbliche Amministrazioni imposta dagli obiettivi economici della Comunità Europea. In questo quadro ho scelto tra le priorità più immediate, selezionate con la collaborazione del Direttore generale, quella del trasferimento della sede comunale, ma vorrei anche assicurare agli sportivi la fruizione del Palazzetto dello Sport in via di ultimazione nel prossimo Campionato.

Come ha trovato la situazione finanziaria del Comune?
Venendo alla situazione finanziaria del Comune, sappiamo che il Comune, con riferimento ad una serie di parametri fissati dall’Unione Europea, non ha rispettato il patto di stabilità. Ciò comporta dei vincoli e delle rigidità che gravano sul bilancio comunale. Ma la rigidità del bilancio dipende anche da tendenze nazionali che hanno invertito il rapporto tra finanza derivata ed autonoma. Ciò comporta che saranno sempre più ridotte le risorse che saranno assegnate dallo Stato perché in un sistema federalista dell’Ente locale accrescerà la propria capacità impositiva ma dovrà conseguentemente continuare una politica rigorosa di contrasto all’evasione.

Quali sono le peculiarità del bilancio da lei predisposto e approvato, ha ritoccato alcune aliquote, ha apportato modifiche allo schema di bilancio approvato dalla passata Amministrazione, saranno garantiti alla cittadinanza gli stessi servizi?
Le tariffe per la fruizione dei servizi pubblici sono state confermate nelle precedenti misure, così come sono rimaste invariate le aliquote per le entrate tributarie (imposte e tasse) sul presupposto che si debba incrementare la lotta all’evasione e all’elusione tributaria. E’ stata confermata l’alienazione di beni considerati strategici sotto l’aspetto dell’interesse pubblico. E’ stata confermata la spesa del precedente esercizio relativa alla programmazione dei servizi sociali per poter rispondere nei limiti delle risorse ai bisogni della città. Nel bilancio è stata prevista la spesa per il trasferimento della sede comunale e per la gestione del Palazzetto dello Sport.

Quali sono a suo avviso i settori che più incidono sulla spesa, quale la odierna capacità di indebitamento del Comune, quali “rami secchi” bisogna tagliare per rimettere in sesto finanziariamente questo Ente?
Tra i settori che più incidono sulla spesa quello relativo al personale di ruolo del Comune, oltre ai lavoratori socialmente utili e ai lavoratori impiegati nei piani di impresa, come avviene nella maggior parte dei bilanci comunali e quello relativo al personale del Liceo Musicale. Per quel che concerne l’indebitamento del Comune si è quasi al limite della propria capacità finanziaria. Alla domanda: “quali rami secchi tagliare?” Rispondo con una opinione non solo mia personale ma piuttosto diffusa. Io credo che i Comuni oggi non abbiano più molti rami secchi da tagliare; è da molti anni che si taglia nei bilanci comunali. Un settore ove si deve continuare l’impegno è quello delle evasioni dei tributi comunali.

A quanto ammonta complessivamente l’avanza di amministrazione, come sarà speso?
Potremo quantificare l’avanzo di amministrazione tra breve, appena avrò approvato il conto consuntivo.

Quali manifestazioni ha predisposto per l’estate cegliese?
L’amministrazione ha supportato il ricco calendario di manifestazioni predisposto da varie associazioni, con il particolare apporto di “Ceglie è”, con contributi alle iniziative che si terranno in luogo pubblico in relazione alle risorse finanziarie disponibli. Ringrazio tutte le Associazioni che hanno contribuito con il loro apporto a rendere vivace l’estate cegliese.
L’Amministrazione Comunale ha poi curato, naturalmente sempre in relazione alle limitate risorse finanziarie, una rassegna cinematografica di film, uno spettacolo teatrale ed un incontro con uno scrittore (Raffaele Crovi) premio “Campiello”. D’intesa con il Liceo Musicale sono stati programmati tre concerti.

In conclusione quale messaggio intende inviare alla cittadinanza?
Colgo l’occasione di questa conversazione per rivolgere un caloroso saluto a tutta la cittadinanza cegliese. Vorrei formulare un augurio alla città di una crescita esponenziale in funzione delle proprie preziose risorse: l’agricoltura, la ristorazione, l’impresa, l’artigianato, il commercio ed il turismo, le numerose testimonianze storiche e archeologiche che il territorio riserva.
Mi sarebbe gradito ricevere dalla società civile, dalla Chiesa, dalle Forze Politiche, dalle Organizzazioni di categoria e dalle Organizzazioni Sindacali, ogni utile contributo all’approfondimento delle problematiche che si porranno durante la gestione commissariale. Ringrazio “Ceglie Plurale” per avermi dato l’opportunità di far giungere questo messaggio.

Ringraziamo la Dottoressa Clara Minerva per l’intervista concessaci e le auguriamo buon lavoro.