Incendia l’auto del vicino per dissidi condominiali

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Ieri notte a Ceglie Messapica, persone in pericolo segnalano al 112 che dal palazzo ove abitano sta fuoriuscendo del fumo nero. Immediato l’intervento: la chiamata al numero salvavita era giunta appena in tempo. I Carabinieri della Stazione di Ceglie, intervenuti, sgomberano l’intero palazzo e con l’aiuto del VV.FF. di Ostuni e Francavilla Fontana, mettono in salvo le persone e domano le fiamme. Verrà accertato che il fuoco è partito da una macchina Y-10 incendiata alle ore 1 di quella notte all’interno di un garage dove, tra le altre, erano parcheggiate anche autovetture alimentate a GPL (e questo ha reso l’intervento ancora più urgente).
Scattano le indagini: vengono repertate alcune prove e fotografati accuratamente i danni. Le testimonianze raccolte e la visione dei fascicoli fotografici permettono nottetempo il rintraccio del colpevole che vagava per il centro storico, con gli abiti ancora sporchi di liquido infiammabile. Immediatamente è tratto in arresto per il delitto di “incendio” (punito fino a 7 anni). Si tratta di G. F., di Ceglie, di anni 20, incensurato, vicino di casa dei proprietari della macchina incendiata. A suscitare l’incontenibile ira del G.F. sarebbero stati dissidi condominiali. Titolare del fascicolo il PM dott. Antonio Negro, della Procura di Brindisi.
Continua l’attività della Stazione di Ceglie per la repressione dei gravi delitti di incendio che talvolta si sono verificati. I precedenti:
* 5 febbraio 2005: incendiata una sala giochi. Le indagini permettono di denunciare i due piromani (V.A. e D.C.), entrambi cegliesi;
* 6 luglio: incendiata una peugeot 206 in pieno centro; la Stazione arresta 2 giovani e denuncia un minore (R.G., D.F. e C.B);
* 21 novembre, incendiata opel corsa e la facciata di un trullo. Arrestato G.T., già condannato con giudizio direttissimo).

Fonte: TRCB

Rimesso in libertà dopo la rissa a Ceglie Messapica

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Ha lasciato il carcere subito dopo l’interrogatorio Francesco Marinelli, molfettese di 31 anni, arrestato l’altra notte dai carabinieri per resistenza a pubblico. I militari dell’Arma erano intervenuti nei pressi di un bar a Ceglie Messapica dove Marinelli avrebbe picchiato un giovane solo perchè questi era un brindisino. «A me i brindisini mi sono antipatici», aveva detto prima di aggredire il malcapitato. Il suo legale, l’avvocato Raffaele Pesce, ha chiesto al giudice la rimessione in libertà del suo assistito. Una richiesta che è stata subito accolta. Il processo a carico di Marinelli inizierà lunedì. Sarà sempre l’avvocato Pesce ad assistere, in udienza, il presunto aggressore chiamato a difendersi dalle accuse.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno