Su quella strada, quante vite stroncate

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Ho lasciato passare i primi momenti di un giusto dolore prima di scrivere sulla morte del giovane Giorgio che ricordo con grande affetto, lo stesso che egli mi testimoniava ogni qualvolta ci incontravamo.
Che possono le parole degli estranei, degli amici, e magari dei più stretti parenti sull’acerbo dolore che la perdita di un figlio di questa comunità cagiona a tutti noi?
Ciò nonostante, penso come i credenti, come quelli che sono stati baciati dalla fede, che se Dio ha tolto alla famiglia Giorgio, che questo pensiero almeno ci consoli e ci faccia rassegnare al volere di Dio. Solo la fede ci fa sperare che noi rivedremo i nostri familiari che ci furono tanto cari: è questa la speranza che Dio lascia all’uomo.
I familiari devono sopportare con coraggio le pene per una morte così ingiusta che costringe una madre, un padre, una figlia e una madre che dovrà surrogare il defunto genitore presso la sua figliola e dicare ad essa ogni istante della sua vita. La mamma coltivi pure questa giovane pianta; forse potrà essere la più bella consolazione per l’anima così profondamente ferita. Essa la richiamerà sempre alla memoria del suo genitore e il dolore che manterrà vivo nel suo cuore e che non cesserà mai, tornerà in suo profitto, alimentando la tenerezza e l’amore verso un volto e un amore di papà mai conosciuto.
Può consolare il pensiero che Giorgio lascia in eredità il prezioso patrimonio delle sue virtù e che restituisca calma al cuore di tutti i famigliari che lo hanno amato come figlio, fratello, marito e padre.
Se queste poche parole bastassero come balsamo a tanto dolore, continuerei a scrivere per ore, ma penso che ci possiamo consolare che Iddio ci fa sperare un’altra esistenza, in cui saremo riuniti con i nostri cari per non lasciarci più!

Colà anche voi cari genitori, moglie e figlia ritroverete per sempre il caro Giorgio.

Strani fenomeni nel cielo di Ceglie Messapica

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Ma si tratta di fenomeni che si sono verificati nel lontano 26 ottobre 1956. La notizia fu riportata all’epoca sul numero 47 de La Domenica del Corriere, supplemento settimanale illustrato del Corriere della Sera. Pare che un lettore cegliese abbia avvistato verso le 5:50 della mattina strani fenomeni nel cielo. Ecco l’articolo completo intitolato Le veglie di Ceglie.

Distrutta una delle colonne della Via Crucis

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Veduta della Stazione della Via Crucis
Veduta della Stazione della Via Crucis

Stamattina la città si è svegliata con un’amara sorpresa. Una delle edicole (Stazioni della Via Crucis) di via San Paolo della Croce è stata distrutta.
Da anni avevamo previsto la triste fine di queste opere d’arte cittadine che si trovano in una delle vie più trafficate della nostra città.
Questo giornale, a più riprese, si è interessato affinché fossero trasferite in un luogo più sicuro come, per esempio, il sagrato antistante la Chiesa dei Padri Passionisti.
Sull’argomento pubblicheremo un’articolo più esauriente nelle prossime ore.

Veduta della Stazione della Via Crucis
Veduta della Stazione della Via Crucis

Veduta della Stazione della Via Crucis
Veduta della Stazione della Via Crucis
Veduta della Stazione della Via Crucis
Veduta della Stazione della Via Crucis