A proposito del Castello

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La rinuncia da parte della locale Amministrazione comunale al diritto di prelazione per l’acquisto del castello Verusio è l’argomento dell’odierna meditazione.
Amarezza, dispiacere, sbigottimento, delusione. Si, proprio enorme delusione.
Questi sono i sentimenti che, al momento, pervadono l’animo dei cegliesi a qualsiasi colore politico essi appartengono.
Il castello è, da secoli, il simbolo della città. Esso appartiene all’intera comunità messapica. Ora si capisce meglio la coraggiosa scelta del Prof. Isidoro Conte. Bene ha fatto a scendere precipitosamente da quel treno. Bravo Rino! Hai di sicuro la stima e l’ammirazione dell’intera cittadinanza anche tra coloro che non ti conoscono. Nella vita, in fondo in fondo, il rispetto e la considerazione del prossimo è quello che conta.
Non trovo le parole adatte per stigmatizzare la balorda decisione adottata dalla Giunta municipale riferita al tema in discussione. Altri amministratori, degni di quel nome, avrebbero esperito delle ricerche per acquisire al patrimonio comunale il monumento come:
a). – la richiesta di un libero contributo agli Istituti di Credito operanti sul territorio. Il Banco di Napoli, per esempio, mi risulta molto sensibile a questo tipo di operazioni;
b). – la richiesta di sponsorizzazione a tutte le imprese commerciali cittadine;
c). – la necessità di partecipazione della Regione e della Provincia;
d). – disporre la riduzione del 50% (per un solo anno) delle elargizioni per le feste patronali;
e). – applicare la riduzione del 50% (per un solo anno) sugli stipendi del Sindaco e degli Assessori;
f). – promuovere una sottoscrizione fra tutti i cegliesi;
g). – ridurre drasticamente le spese per le festività natalizie;
e se proprio fosse stato infine necessario, come ultima ratio, aumentare eventualmente di un quarto di punto (per un solo anno) l’ICI.

Pasquale ELIA

Lettera aperta al Sindaco di Ceglie Messapica

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Signor Sindaco,

Mi piacerebbe tanto capire il significato di quel fantascientifico ALBERO (?) DI NATALE
fatto costruire in Piazza Plebiscito e, devo confessarLe, a malincuore purtroppo, che nonostante tutto l’impegno profuso, non ci sono proprio riuscito ad afferrarne il senso.
Potrà essere, e forse lo sarà anche, perché no, un’opera d’arte, ma per una piazza, quale è la nostra, di concezione e stile fine Ottocento, quell’avveniristico manufatto è, a dir poco, fuori tempo e fuori luogo.
Non me ne voglia. Signor Sindaco, l’esposizione di quella futuribile costruzione troverebbe
giusta collocazione, a mio avviso, e non ne sono poi nemmeno tanto sicuro, nel parcheggio
antistante un grosso Centro Commerciale o, nell’aviorimessa di un’astronave, o meglio ancora, sulla luna per i freddi colori siderei e la gelida luce che avvolge tutta la piazza fino ad una certa ora, poi anche quella va a nanna e la piazza piomba nel buio più profondo. Si, proprio così, perché intomo alle tre di mattina risulta spenta anche la pubblica illuminazione. Per risparmiare forse energia elettrica e recuperare il costo dell’allestimento?
Nella nostra Ceglie, sarebbe stato più giusto seguire la tradizione, ovvero, il CLASSICO
ALBERO (abete) NATALIZIO addobbato con luci intermittenti e colori variegati, il quale
avrebbe fatto certamente la gioia di grandi e piccini. Il Corpo Forestale dello Stato che, tra l’altro, mi consta di persona, è molto sensibile a queste festività. Le avrebbe concesso gratuitamente un bei ABETE. Avrebbe gioito anche il bilancio comunale, non Le pare?
Bene ha operato quel buontempone che la mattina del 23 dicembre ha fatto trovare attaccato alla costruzione un cartello su cui era riprodotto a caratteri cubitali: “BELLO SCHIFO! I contribuenti”. Professore, qualche volta, scenda dal trono e vada nelle piazze, nei Bar, nel mercato settimanale, ascolti i suoi sudditi, verrà a conoscenza di tantissime cose che Le potranno essere utili per governare al meglio la città, ma soprattutto per spendere con oculatezza il loro denaro. E’ come se avesse infilato le mani nelle tasche dei suoi concittadini.
Se frequentasse la piazza avrebbe sicuramente ascoltato i commenti dei contribuenti cegliesi.
Quell’albero, se così vogliamo indicarlo, non piace proprio a nessuno. Su DIECI persone ascoltate, tra l’altro, di ogni ceto sociale, ben UNDICI pareri sono di segno negativo.
Il Natale tra fede e tradizioni è la festa della famiglia ma soprattutto dei bambini. Per i più
piccoli è anche il giorno dei doni tanto desiderati. Ricorrenza caratterizzata da preparativi abituali i quali sono rimasti inalterati nei decenni, vale a dire, il Presepio, l’Albero di Natale (ABETE), il Babbo Natale, la Befana e gli zampognari.
E questo è un dato che dovrà tenerne conto nel prossimo futuro.
Mi auguro che quelle casette in legno (quattro giorni e cinque operai per montarle) dove è
stata preparata la Natività rimangano di proprietà della collettività. Sarebbe stato certamente ancora meglio se quel Presepio, per esempio, fosse stato allestito in una vecchia casa del Borgo Antico. Poteva essere un’attrazione turistica non solo, ma anche e sicuramente un risparmio considerevole per le casse comunali.
Infine, avrà certamente il buon senso di informare, a mezzo stampa, od altro modo, la
cittadinanza tutta, di quanto sia stato il reale costo di quelle strutture, montaggio e smontaggio compreso (casette in legno, impalcatura in tubi, automezzo con carrello elevatore, mano d’opera, luci, etc.).
Meglio sarebbe stato se gran parte di quella somma fosse stata donata in beneficenza alle
tante famiglie bisognose cegliesi.. La comunità avrebbe maggiormente apprezzato il gesto.

Pasquale ELIA