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Una bruttissima notizia

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L’Amministrazione comunale ha organizzato una Società di scopo per la gestione del Teatro Comunale. Già all’epoca della nascita di questa strana Società esprimemmo le nostre perplessità e subito pensammo che era una operazione clientelare per soddisfare le frustrazioni artistiche (ben remunerate) di compiacenti amici.
Questa Società doveva spendere in tre anni 121.000 euro. 25.000 euro venivano messi a disposizione dal generoso Comune e 60.000 euro dovevano entrare da contributi regionali. In ogni caso questa Società nasceva con un disavanzo preventivato e dichiarato di 60.000 euro. Ora sappiamo che il finanziamento della Regione è saltato e pertanto il Comune dovrà accollarsi tutte le spese.
A questo punto ci chiediamo se non sia il caso di sciogliere questa Società e i soldi che si butteranno via potrebbero essere utilizzati per sistemare qualche lavoratore socialmente utile sfruttato dal Comune.

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Ospedale di Ceglie, ancora bugie

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Ancora una volta il Comitato cittadino per la salvaguardia del Presidio Ospedaliero di Ceglie, spinto dalle tante lamentele dei cittadini, chiede di far sentire la proprio voce ritornando a parlare del problema Ospedale. Più volte il Comitato si è battuto, negli anni passati, sempre sospinto dai cittadini, per ottenere la riapertura dei reparti chiusi e per restituire alla comunità cegliese quel “fiore all’occhiello” che è l’Ospedale e del quale la comunità è stata “scippata”.
Fino ad oggi, però, il Comitato ha lottato contro i mulini al vento; ogni incontro è sempre stato disertato da tutte le rappresentanze politiche sia di destra che di sinistra e non ha potuto contare neanche sul sostegno del Sindaco. Oggi i cittadini, stanchi di sentirsi presi in giro, si rivolgono al Comitato perché intervenga in loro difesa ed in qualità di mediatore, chieda alle autorità politiche di prendere un impegno serio in favore dell’Ospedale.
Basta con i “se” o con i “forse”, i cittadini vogliono risposte concrete quali per esempio la riapertura immediata del reparto di Medicina come previsto dall’ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1 del maggio 2006, e come ribadito dal Direttore Generale nell’incontro avvenuto nel mese di gennaio 2007 al quale erano presenti esponenti politici del centro-sinistra.
A distanza di mesi nulla è cambiato, anzi, dopo circa 30 giorni dalla riapertura del reparto di Chirurgia, dal 1° luglio 2007 si assiste nuovamente alla chiusura del suddetto reparto e di tutta l’area chirurgica per lavori di rifacimento dell’impianto di condizionamento del gruppo operatorio.
Insomma, che dire, nel danno la beffa, sì, perché tali lavori potevano essere fatti prima della che il reparto fosse aperto! Forse dovremmo pensare che l’apertura è avvenuta in maniera affrettata, spinta per lo più da interessi politici? Ai cittadini farebbe anche piacere conoscere le motivazioni che hanno indotto alla chiusura del reparto di Lungodegenza riabilitativa con la soppressione di 32 posti letto, quando invece potevano essere trasformati in “Centro di risveglio per coma” come specificato nell’ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1 del maggio 2006.
Ma le assurdità sembrano non finire più, infatti al Pronto Soccorso era stata inserita la figura del cardiologo e dell’anestesista i quali dovevano però rispettare il turno 8-14 in queste ore il Pronto Soccorso risultava coperto, superate le ore 14,00 e sino alle ore 8 del giorno successivo, il Pronto Soccorso risultava sprovvisto di tali figure professionali.
Tutto ciò sarebbe già sufficiente per capire di essere stati presi in giro perché come fa il Pronto Soccorso a lavorare in maniera efficiente e garantire sicurezza e qualità nell’assistenza al di fuori delle fasce orarie 8-14, vista la situazione?
Ci si chiede anche che fine abbiano fatto alcuni poliambulatori quale per esempio Pediatria, litotrisia, alimenti e nutrizioni, riabilitazione respiratoria presenti solo sulla carta, ma inesistenti nella realtà?
Che dire poi della tanto decantata “autonomia funzionale”? Ai cittadini farebbe piacere capire cosa i Signori politici intendono per autonomia in quanto, stando al significato letterale significherebbe, per i cittadini, “autosufficienza in tutto”, capacità di operare in maniera autonoma, ma pare che il termine assume un significato differente per le istituzioni, considerando pensosa la situazione attuale in cui versa il nosocomio cegliese, e tenendo presente che per poter effettuare interventi complessi a Ceglie , bisognerebbe sempre chiedere il consenso al Direttore dell’Unità Operativa complessa dell’Ospedale di Francavilla Fontana, dalla quale “volente o dolente” dipendiamo sotto l’aspetto organizzativo-funzionale. Come è possibile dedurre, di autonomia non c’è neanche l’ombra.
Si può sapere cosa c’è di positivo che possa essere dedotto da questa ipotesi di riordino della rete ospedaliera USL BR/1, visto che gli ospedali non funzionano e le liste di attesa aumentano sempre di più creando disagi ai cittadini?
Il Comitato, dopo aver valutato questa penosa situazione, propone:
1) l’istituzione di una sede di Distretto Socio-Sanitario del quale facciano parte Ceglie, San Michele Salentino, Villa Castelli e Cisternino;
2) vista l’esistenza dell’ambulatorio di Cardiologia, la possibilità di mettere un Holter pessorio e di poter ritirare, sempre nell’ambulatorio cardiologico cegliese, il risultato; solo così si eviterebbero alcuni disagi ai cittadini costretti a spostarsi per un semplice accertamento all’Ospedale di Francavilla Fontana;
3) rivolgendosi a tutte le forze politiche, l’organizzazione di un Consiglio Comunale monotematico nel quale si possa discutere, in collaborazione con il Comitato, sulle sorti definitive in attesa che la Regione Puglia attui il nuovo piano di riordino ospedaliero.

Per il Comitato
Cataldo Rodio

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Lettera aperta al sindaco

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Noi disoccupati non abbiamo bisogno di una “bacchetta magica” per poter lavorare, bensì di risposte immediate ed azioni concrete di voi amministratori.
In riferimento all’incontro avuto con il primo cittadino Pietro Federico, svoltasi in data 9 maggio u.s., riportato su vari quotidiani e ripreso da emittenti televisive e sulla base dell’intervista successivamente rilasciata dal nostro Sindaco, il Comitato spontaneo dei disoccupati cegliesi, ritiene indispensabile approfondire le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco a cui rivolgiamo alcune semplici domande, nella speranza di avere serie ed esaustive risposte.
Sindaco, le risulta che alcuni comuni della provincia di Brindisi hanno presentato dei progetti di finanziamento per sviluppare le città della Regione Puglia per dare la possibilità di reinserimento nel mondo lavorativo dei disoccupati?
Perché il nostro Comune predilige cooperative esterne alla nostra comunità invece di far lavorare gente del posto e diminuire così la disoccupazione nella nostra città?
Perché quando queste aziende si aggiudicano una gara d’appalto a Ceglie, non si pone come condizione l’assunzione di una percentuale di disoccupati della comunità interessata?
Spieghi anche, come mai gli imprenditori locali dopo aver presentato proposte e progetti al Comune, validi ed utili per la nascita e lo sviluppo di solide realtà economiche, che creerebbero nuove opportunità e posti di lavoro, sono costretti a portare altrove, dove trovano condizioni più favorevoli queste potenzialità, in quanto portatori di sviluppo, ricchezza e opportunità di lavoro?
Qual’è la reale situazione Cegliese dei disoccupati? E per le categorie protette cosa avete intenzione di fare? Perché l’Amministrazione comunale non collabora con Enti istituzionali che sono in collegamento con la borsa nazionale e regionale del lavoro?
Perché in alcuni Comuni limitrofi gli amministratori comunali si sono prodigati e assunti la responsabilità (è un dovere) verso coloro che credono nel loro Sindaco e che amano la propria città, dando la possibilità di sviluppo di nuove aziende e posti di lavoro?
Sindaco, non bisogna sottovalutare i problemi e le conseguenze della disoccupazione e della mancanza di lavoro, perché questa realtà è una tragica e drammatica situazione che porterà nella nostra città sempre più delinquenza, disagio e degrado.
Secondo noi lei dovrebbe abbandonare queste idee di illusioni e fantasia, perché è vero che lei non possiede la bacchetta magica per creare posti di lavoro, ma dovrebbe impegnarsi concretamente ad aiutare la città dandoci la possibilità di sviluppare lavoro… La sua bacchetta magica, in altre città, è semplicemente chiamata volontà!