La megera passeggia in città

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Per le vie del paese la megera, con la sua falce, miete sempre più vittime. Una maledizione sembra essersi abbattuta su Ceglie, perché i più recenti dati epidemiologici segnalano un incremento della mortalità per tumore, che non si riscontra negli altri paesi della provincia di Brindisi.
Eppure noi cegliesi siamo convinti che l’unica cosa vera che possiamo esportare è la nostra aria salubre e incontaminata. Che questo non fosse vero lo sapevamo da tempo, perché i distretti industriali di Brindisi e Taranto ci toccano direttamente con i lavoratori cegliesi che lavorano in fabbriche inquinanti e pericolose e con lo smog che a ogni soffio di vento e di pioggia precipita copioso sulle nostre teste e respirato dai nostri polmoni.
Ma questo ragionamento vale anche per gli altri comuni, eppure Ceglie registra la più alta percentuale di tumori.
Se guardiamo più da vicino i problemi ci possiamo rendere conto che potrebbero esserci ulteriori concause che aggravano la situazione sanitaria e ambientale.
Poco, per esempio, si riflette su quanto sia vecchio il parco macchine circolante in paese con tutte le drammatiche conseguenze ambientali.
Poi c’è il problema dell’asbesto che per tanti anni è stato utilizzato in edilizia e anche per recipienti per la raccolta delle acque. Sulle case ancora si intravedono queste bombe ecologiche a cielo aperto.
Ma anche il modo incivile e intollerabile con cui viene eliminato in edilizia nei lavori di ristrutturazione grida vendetta: abbandonato in ogni angolo del territorio da barbari impuniti.
Un’ulteriore bomba ecologica è rappresentata dall’uso indiscriminato dei diserbanti in agricoltura. Siamo proprio convinti che noi mangiamo prodotti locali genuini, dall’olio alle verdure con frutta?
A questo dobbiamo aggiungere un’alimentazione disordinata e antigienica: qualsiasi docente sa delle abitudini alimentari dei ragazzi che in prima mattinata si riempiono di grassi e fritture e se un ragazzo a merenda mangia una frutta viene deriso dalla maggioranza dei compagni.
Nel programma di Ceglie Estate sono previste sagre e feste. Ci sarà qualcuno che provvederà a controllare se i permessi sanitari sono in regola?
Un’ultima annotazione ci sembra doverosa. In questi anni nel nostro territorio di campagna sono state scavate buche profondissime. In contrada Ulmo due erano enormi, adesso sono coperte, ma non sappiamo se mai qualcuno ha controllato con quale materiale sono state riempite.
La nostra comunità su queste emergenze deve confrontarsi. Sarebbe utile che la politica se ne interessasse, anziché perdersi in battaglie insignificanti. La politica anziché perdersi a rincorrere proteste senza senso sui pochi spazi di vivibilità urbana attrezzati, dovrebbe dare un esempio concreto per realizzare ulteriori angoli di salubrità.
Insomma è giunto il tempo di caratterizzarsi tutti per l’impegno da profondere per rendere Ceglie sempre più pulita, perché è in gioco la nostra vita e quella dei nostri figli.

Legalità, un’etica pubblica

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Il 13 gennaio, presso la Casa comunale si è svolta una importante manifestazione per richiamare tutti al senso di legalità che, negli ultimi anni e dopo gli avvenimenti criminosi: l’aggressione in casa di cittadini. Ceglie, da sempre città tranquilla, improvvisamente si è trovata a dover fare i conti con la criminalità. Per invertire la tendenza ed evitare assuefazione a uno stato di cose che rischia di compromettere alla radice ogni sforzo di convivenza civile, occorre uno scatto di orgoglio e di efficienza da parte del Comune e delle forze dell’ordine che devono essere ligi, presenti e dotati di uomini e di mezzi necessari per far fronte alle nuove emergenze cittadine e produrre decisioni pronte e coraggiose. Ma serve anche – la parola è grossa – una sorte di rivoluzione, ovvero l’affermazione di un’etica pubblica fondata sul principio di legalità, anziché sull’idea che l’illegalità altri basti a giustificare la propria.
Oggi, è messa in discussione l’incolumità dei cittadini e l’inviolabilità della nostra casa e più forte è l’esigenza di ripristinare e di dover rispettare la legalità da parte di tutti , nel nostro interesse e soprattutto nell’interesse della comunità.

Chiude l’Istituto Don Guanella – nel silenzio di tutti

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Foro Ragazzi Don guanellaSono trascorsi più di 40 anni dal vandalico abbattimento della cinquecentesca chiesa dei Cappuccini (per costruire l’Ospedale civile ormai fortemente ridimensionato e penalizzato) e quasi altrettanti dal crollo dell’antica chiesa di San Demetrio, ferite inferte alla città che non si rimargineranno mai.
Ceglie in questi ultimi decenni è stata depredata di tutto, prima per colpa di noi cittadini ma, soprattutto, per l’insipienza dei nostri amministratori.
Da molte alcune settimane si parla con insistenza della chiusura dell’Istituto e della partenza da Ceglie dei Padri Guanelliani che da circa un sessantennio sono il punto di riferimento di tanti giovani e benemeriti nel campo dell’istruzione dei bambini abbandonati e dei figli degli emigrati, della formazione religiosa e dello sport locale.
Anche questa perdita avviene nel silenzio assordante delle istituzioni, mentre la città si impoverisce ulteriormente.
Si parla anche della vendita dei locali e dei terreni di proprietà dei guanelliani. Noi, naturalmente, non crediamo a queste voci che circolano in merito ad una eventuale speculazione su questi terreni.
Le nostre rimostranze vogliono scongiurare la partenza e la chiusura dell’Istituto.
Chiediamo a tutti i cittadini di far sentire il proprio disappunto inviando delle e-mail alla Casa Generalizia dei Guanelliani a Roma, a tutti i blog gestiti da cegliesi, ai siti dei giornali così come al Comune, alla Provincia e alla Regione.
In campo deve scendere in prima persona il Sindaco e tutto il Consiglio comunale, anche per far rispettare le volontà di donna Rosina Lodedo affinchè non si oltraggi la sua memoria.
Il Consiglio comunale deve far sentire, forte, la sua voce attraverso un ordine del giorno da inviare alla Segreteria di Stato del Vaticano e al Vescovo della Diocesi di Oria, anche in merito alla vendita dei locali, un fatto lesivo del patrimonio storico della comunità locale.
E’ indispensabile creare un movimento di opinione che scongiuri questo ulteriore scippo ai danni della nostra città e che testimoni l’attaccamento dei cegliesi a questo Istituto che nel corso dei decenni ha dispensato a piene mani il senso dell’educazione a tutti i nostri figli.

A.C.