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Libri

Storia di San Michele Salentino

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Ora, anche San Michele Salentino ha la sua bella storia scritta dalle origini ai nostri giorni. San Michele è un comune di recente formazione e ciò ha facilitato lo studio dei due autori che hanno condotto la ricerca su un terreno di autentica documentazione, sfuggendo all’intreccio che spesso intercorre tra storia e leggenda, soprattutto quando si ha la pretesa di partire dai tempi remotissimi scadendo nella sfera della favola e della leggenda per carenza di documentazione.
Si snodano in questa storia tutte le tappe più importanti della lenta costruzione di una comunità, del soddisfacimento dei suoi bisogni, utilizzando una ricca messe di documenti.
Si parte ab origine andando a documentare la nascita della Masseria Nuova primo nucleo di quella comunità e tessuto urbano che prenderà il nome di San Michele Salentino ufficialmente il 1 marzo 1839.
Il testo si avvale di ricordi e rimembranze tratte da una ricerca svolta dalla Scuola Media locale. Tutta la vita delle comunità è ripercorsa nella sua quotidianità, nel suo intreccio tra momenti civili e religiosi, nella grandezza dei suoi maggiori artisti che vanno da Francesco Paolo Argentieri a Cosimo Carlucci, a Stefano Cavallo pittore e scultore di notevole pregio a cui il Comune ha voluto dedicare una splendida Galleria d’arte per finire ai maestri scalpellini che lavoravano la pietra gentile di San Michele.
Antonio ChionnaVincenzo Palmisano
San Michele Salentino
Schena Editore

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Cultura

Un tris d’oro per Ceglie

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Il 2007 inizia bene per Ceglie. Il suo nome, infatti, compare in due importanti opere enciclopediche: Enciclopedia Biografica Universale Treccani e il Dizionario degli autori italiani contemporanei edito dall’editore Guido Miano.
Nella prima opera è segnalato il nostro concittadino Cataldo Agostinelli, già socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, scienziato di fama mondiale che ormai è storicamente consacrato come una delle figure scientifiche più eminenti del XX secolo. Più volte candidato al Nobel ha lasciato una traccia profonda nella storia della Matematica e della Fisica, occupandosi di meccanica analitica, geometria differenziale e magnetofluidodinamica.
Il Dizionario degli autori contemporanei invece segnala invece il nostro redattore Vincenzo Gasparro e Angelo Maria Perrino. La segnalazione rappresenta una tappa prestigiosa e il riconoscimento per il lavoro fin qui svolto con umiltà e discrezione. Il Dizionario prende in considerazione gli autori italiani che più si sono distinti nell’ultimo trentennio. Fa piacere vedere i nostri concittadini accanto a personalità che sono già un monumento della cultura italiana del Novecento e che spaziano da Claudio Magris a Umberto Eco, da Elio Garzanti a Vittorio Gassman. Angelo Maria Perrino lo ricordiamo in pochi, perché a Ceglie è vissuto fino alla prima giovinezza per trasferirsi poi a Milano dove ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro e il Premio Campione per il giornalismo economico. Si è distinto per la sua attività giornalistica e i suoi graffianti instant-book tutti best-seller.
Vincenzo Gasparro è stato richiamato per il suo lavoro poetico profondamente legato alla vita e per l’originale struttura morfo-sintattica e linguistica dei suoi testi. La critica più accorsata ha individuato nel suo lavoro “parecchi elementi di estremo interesse, alcuni cenni di espressionismo simbolico, stringatezza di dizione, stile fluido ed essenziale e, soprattutto, una pregevole e rara capacità di affondo sulla realtà quotidiana che è in sintesi il segreto della vera poesia”.

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Cultura

Il castello rifiutato

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Il Sindaco prof. Pietro Federico, sulla base dell’istruttoria svolta dal Responsabile dell’Area Storico-Culturale, così relaziona:
“Il Ministero per i Beni e le Attvità Culturali trasmette, in data 9.10.2006 con propria nota fax prot. 6508 e acquista agli atti del Comune lo stesso giorno col n. 19938, una comunicazione di compravendita dell’immobile denominato “Castello Verusio”, sito in via Chiesa n. 5 (Fg. 135 p.lla 585, sub. 10-11) tra l’alienante Verusio Enrica e l’acquirente Capaldo Pier Francesco, effettuata con atto del 25 luglio 2006 dal rogante dott. Nicola Capuano.
Tale comunicazione, prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ai sensi dell’art. 59 del D.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 e modificato dal D. Lgs n. 156 del 24 marzo 2006, viene resa ai sensi dell’art. 62 del D. Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 e dell’art. 20 lettera n) del D.P.R. 10 giugno 2004 n. 173 per esercitare nel termine di 20 giorni, un nostro diritto di prelazione.
Ulteriore comunicazione, a riguardo, giunge nel mio gabinetto giorno 8 c.m. con nota 19938 trasmessa dal Responsabile dell’Area-Storico Culturale.
Ciò remesso, da un’attenta analisi finanziaria, si evidenzia la indisponibilità di bilancio a sostenere una spesa di euro 310.000,00 per avvalersi del diritto di prelazione.
Pertanto, interpretando la volontà unanime di questa Amministrazione, il Comune di Ceglie Messapica rinuncia all’esercizio di prelazione, sebbene riconosce il valore storico del bene immobile in questione.
In ogni caso, qualora nel futuro si determinassero nuove disponibilità finanziarie, l’Ammjinistrazione Comunale riterrebbe necessario acquisire, prioritariamente, la proprietà dei locali sottoposti alla parte pubblica, già oggetto del progetto di consolidamente statico.
La Giunta Comunale
Udita la relazione del Signor Sindaco;
Rilevato che, pur essendoci i presupposti legislativi di accedere al diritto di prelazione sull’immobile “Castello Verusio”, sito in via Chiesa n. 5 (Fg.138,p.lla 585 sub 10-11), di indiscussa valenza storico-culturale per la Città di ceglie Messapica, il bilancio comunale non consente la copertura finanziaria della spesa che ammonta ad euro 310.00,00;
Visto il parere di legittimità espresso dal responsabile dell’Area Storico-Culturale;
Visto, anche, il parere espresso dal Responsabile dell’Area Finanziaria, per la indisponibilità della somma all’uopo necessaria;
Visto il D. Lgs. n. 267/2000;
All’unanimità di voti legalmente resi;
Delibera
Per le motivazioni addotte in narrativa e che qui si intendono i9ntegralmente richiamate:
1) Causa indisponibilità finanziaria nei capitoli del bilancio comunale, rinunciare all’esercizio sul diritto di prelazione relativo all’immobile “Castello verusio”, sito in Via Chiesa n. 5 (Fg. 135 p.lla.585, sub 10-11), già alienato da Verusio Enrica all’acquirente Capaldo Pier Francesco al presso di euro 310.000,00, giusto atto di compravendita redatto il 25 luglio 2006 dal rogante dr. Nicola Capuano.
2) Dare atto che, qualora si determinassero disponibilità nei prossimi esercizi finanziari, l’Amministrazione Comunale riterrebbe necessario acquisire, prioritariamente, la proprietà dei locali sottoposti alla parte pubblica, già oggetto del progetto di consolidamento statico.
Dichiarare, con successiva unanime votazione, il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, 4° comma del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267.

Abbiamo appreso con amarezza che il Comune non ha comprato un’ala del Castello che avrebbe arricchito il patrimonio storico-culturale pubblico anche al fine di una sua valorizzazione turistica.
Apprendiamo che le casse comunali piangono. Sarà. Dispiace comunque constatare che per mettere in piazza un alberello colorato di Natale e cinque casette di legno si sia speso qualche decina di migliaia di euro.
Ci asteniamo da qualsiasi commento, ma la rabbia ci rimane come pensiamo rimanga a tutti i cittadini cegliesi.