LE STRADE DEL CUORE DI DAMIANO LEO
RECENSIONE
Per tracciare il primo solco tra i precorsi per poi giungere al punto di snodo pluridirezionale ne “LE STRADE DEL CUORE” del poeta cegliese Damiano LEO, occorre focalizzare il significato ed i propositi dell’opera, centenuti negli otto scarni versi che sostanziano il titolo:
“Stretto nel fagotto dei miei sdruciti ricordi
- perso in questa divisa da soldato
senza più fili spinati, senza patria -
torno alle strade,
strette,
che mi videro in fiore
e ad ogni luccichio d’usate speranze
inciampo, vincitore, tra spicchi di cuore.”
tutto qui condensato è l’interno del poeta, il quale, deposto lo zaino, ormai rotto dalle fatiche della milizia, ritempra le membra ascoltando i conti del cuore.
La letteratura è prodiga di esempi di questo tipo.
Il poeta latino, nato a venusia, poco distante dalla “Koiljai” brindisina, orazio Flacco, nel 42 a.C. combattendo in quel di Filippi, affranto dalle fatiche, gettò lo scudo:
“Philippos et celerem fugam
sensi, relicta non bene parmula.”
Alla stregua del Venusino, il poeta cegliese, “multo jam fractus membra labore”, assai stanco della sua lunga milizia, depone lo scudo ed ogni altro armamentario per affrontare il “certamen” della vita. Il viaggio di scavo interiore, in verticale che conduce alle falde del Monte elicona. il viaggio di prospezione “ad intro ac ad intrum” che porta nella miniera del cuore, cinta la fronte d’umile giunco.
Ma, incerta è “la speranza dell’altezza” dantesca: ma imprevedibile è l’impresa – kalos o kindunos – “leoiana”.
Il viaggio in contrappunto sul filo del suo svolgersi. non s’illude il nostro che il cimento sia agevole, tuttavia, nutre la speranza di poter poi, a capolinea, riuscire a cogliere pimgui frutti.
“… e ad ogni luccichio d’usate speranze
inciampo, vincitore tra spicchi di cuore.”
il cuore offre nei suoi spicchi l’addentellato sicuro alla cinghia di trasmissione dei suoi moti interiori, fino a riportare, in un misterioso processo di “entropia”, in superficie elementi idonei di poesia compiuta: è il cuore la fonte e la fucina di tutta la produzione poetica del Leo!
Insigni esempi di compiuta “filocalia” dei Padri son dati a noi dalla “ascesi” e dal “cimento” di antichi anacoresti nella “tenda” elevata nel silenzio e nella solitudine del deserto antico!
E il cuore del poeta è la “schené” (latino: scaena) accogliente, la calda tenda entro cui gli elementi grezzi si purificano e vengono resi alle labbra poetiche in finiti prodotti di poesia!
Il cuore pulsante di affetti, nel suo “serenante” rifugio compie il “miracolo” del misterioso “metabolismo”.
nel battito lento, nei palpiti profondi del cuore, nel suo calore è “l’umus” fecondo di damiano Leo.
Dal cuore egli ricava le emozioni, gli elementi primordiali dell’infanzia, che vengono focalizzati e vissuti gelosamente, anche una vita, fino all’esplosione in “parole”.
Qui, nel misterioso laboratorio interiore, ogni “parola2 assume il significato di “verbum” e tutte le “cose vissute assumomo il “colore” proprio sotto il pennello dell’artista!
L’ispirazione nasce dalle cose osservate e vissute, tuttavia, è il cuore, nelle sue pliche misteriose, che riveste di colori della “personale” tavolozza ogni cosa dietro “impulso” delle risonanze e delle emozioni che esplodono “ad intro”.
Honor alit artes! così, si chiude il processo poetico nell’artista: il poeta “produce” per partecipare, per “socializzare” i 2prodotti” del suo cuore, dei suoi invisibili, misteriosi “solchi”; dei suoi sentieri inesplorati: la “parola” nel cuore è un “tout venant” allo stato grezzo; poi, il m iracolo poetico forgia e foggia in versi finiti le emozioni espresse in suoni misteriosi che conferiscono al verso acconcia sonorità secondo i canoni della produzione poetica.
E’ nel cuore il sito di “recupero” di vissuti nei sogni. Sogno, mistero, parola: ecco il trinomio caro alla vena del poeta!
Che dire delle tematiche espresse dal Leo ne “LE STRADE DEL CUORE”? Certamente, il poeta di Ceglie si muove entro un ricco, vistoso panorama, incantevole sotto ogni profilo.
Molte le strade del cuore, molteplici i temi: – Dominante in Leo è il tema della sua “terra” e del suo SUD! Da uomo del SUD vive e rivive gli “abbandoni” dei giovani concittadini che emigrano altrove in cerca di fortuna. L’esodo colossale dei primi anni del 1900 fa rivivere nella sua mente ttutti gli episodi dell’Esodo biblico. ode ancora il canto di addio dei vecchi migranti: “partono i bastimenti per terre assai lontane…” Gli è stampato a caratteri di fuoco lo stato di abbandono, di arretratezza economica della sua “terra”, ampia quanto tutto il sud irredento. Già, il sud: una questione tutta aperta ancora. Il suo SUD vissuto nei colori e colto nel suono vivo dei suoi versi.
Grazie a Nigro per la versione in vernacolo. Ci è sembrato di rileggere Gatti.
Grazie a Damiano ed a Giacomo per il contributo.