Idee per un sistema politico

Può essere proposto, nel mese di agosto, un articolo politico? Il lettore può rispondere di sì, se deve leggere uno scritto breve, e l’autore, anche, se può approfittare del maggior tempo a disposizione.
Il tema è: “Idee per un sistema politico migliore”.

La prima proposta è di adottare nei rapporti politici uno stile moderato, che vuol dire rispetto reciproco, disponibilità al dialogo, predisposizione ad accogliere il meglio delle idee dell’interlocutore.
La seconda idea è di rendere semplice e fluido il sistema politico. Non solo le grandi contrapposizioni culturali e ideologiche sono un ricordo del passato, ma anche le differenze attuali tra i molti partiti sono piccole e spesso inesistenti. E’ auspicabile, pertanto, la formazione di due grandi partiti con una comune base liberaldemocratica: il primo orientato verso il liberismo economico e il secondo verso la giustizia sociale. Il cittadino avrebbe, così, la possibilità di scegliere tra due linee politiche ben chiare e definite e l’opportunità di una collocazione dalla parte corretta. Oggi, invece, ci sono elettori di centro-destra che dovrebbero stare nel centro-sinistra e viceversa, a causa di antichi “preconcetti” di appartenenza che ne bloccano la mobilità, in una realtà diversa da quella del passato.
Terza opinione. Per permettere l’aggregazione dei piccoli partiti ai due maggiori, prima indicati, consentire la formazione di governi stabili e omogenei e l’elezione diretta del premier, è preferibile un sistema elettorale maggioritario a doppio turno, per la Camera dei Deputati. La seconda votazione vedrebbe la partecipazione soltanto delle due formazioni risultate più votate nella prima. Il sistema proporzionale potrebbe essere adottato per il Senato. Quest’ultimo sarebbe costituito da tecnici di varie discipline con compiti consultivi, per quanto riguarda le leggi di competenza della Camera, e poteri esclusivi su regole, controlli e verifiche: modifiche della Costituzione, del sistema elettorale, della burocrazia, ecc.
Quarta idea. I candidati alle elezioni non devono essere scelti dalle segreterie dei partiti ma dallo stesso elettorato e, in caso di elezione, ricoprire l’incarico per due volte soltanto. Il ricambio sarebbe così assicurato e la presenza di politici di professione scongiurata.
Questi ultimi potrebbero svolgere il loro ruolo nelle strutture interne dei partiti.
La quinta e ultima riflessione riguarda i programmi elettorali. Questi non devono essere un elenco di buone intenzioni, che possono risultare difficilmente realizzabili. Devono, invece, rappresentare l’aggregazione di progetti concreti, corredati dalla stima dei costi oltre che dall’indicazione dei finanziamenti e dei tempi di realizzazione. Su questi studi il Senato, nella configurazione prima indicata, esprimerebbe un parere tecnico-economico a beneficio degli elettori.
La divulgazione di queste opinioni non ha la pretesa di fornire indicazioni ai politici, obiettivo fuori portata, e non risponde al desiderio di partecipare, con l’illusione di influire individualmente, ma ha lo scopo di invogliare il comune lettore alla riflessione sul sistema politico e suscitare in lui l’interesse verso la politica in generale.

Angelo Palma

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