Di che stampa viviamo
25 luglio 2007
Noi che amiamo il nostro territorio, Ceglie in particolare, siamo amareggiati di come la stampa locale tratta (sarebbe più giusto dire “non considera”) gli artisti del luogo. Un esempio per tutti: fin dall’aprile scorso la poetessa Rita Santoro Mastantuono ha dato alle stampe la sua tredicesima silloge “Per un cammino al sole” e, a tutt’oggi, nessun organo di stampa ha dato la notizia. Se si eccettua il blog dei cegliesi nel mondo. Per noi è semplicemente vergognoso. Il nostro disappunto diventa ancora più marcato se pensiamo che, nel nostro territorio, insistono periodici che “curano” (si fa per dire) rubriche di recensioni librarie. Leggendo tra le righe, comunque, non è difficile capire che sono i recensori ad aver bisogno degli autori recensiti e non viceversa. Ci sono riviste, senza nulla togliere alle rispettabili firme, che hanno spazio per un volgarissimo ingorgo stradale e ignorano opere d’arte. Scusate lo sfogo, ma siamo stufi di continuare a vivere nell’oscurantismo. E’ tempo che i vari direttori, responsabili ed editoriali, si mettano la mano sulla coscienza, oltre che sul portafoglio.
Damiano LEO
Commenti
4 Risposte a “Di che stampa viviamo”
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La mia stima e considerazione per Michele Ciracì è immutata, nonostante il mio piccolo sfogo. Chiedo venia. Damiano LEO
E’ fatto certo che il cegliese tenda a fare da se invece di aprirsi ad una collaborazione con altri. Chiunque può essere redattore di questo giornale ed in particolar modo di questo sito che, a differenza del giornale, non ha problemi di spazio e di impaginazioni. Se ci fosse qualcuno interessato alla stesura di articoli riguardanti anche il campo poetico-letterario, benvenga.
Noi amiamo ancora il vecchio adagio “Carta canta…”, oppure ” …Scripta manent”. Damiano LEO
caro Damiano… pensi veramente che certa gente abbia una coscienza….?!!!
la stampa si sà che se la notizia non fa scalpore o scandalo non si degnano minimamente di prenderla per tale… il fare notizia non vuol dire informare la gente ma vuol dire fare cassa… e per questa gente purtroppo tutto è denaro…