Puglia Food & Wine Festival

5 agosto 2009

Il Comune di Ceglie Messapica, la Comunità Europea, la Regione Puglia – Assessorato alle Risorse Agroalimentari, la Camera di Commercio di Brindisi, l’Università degli Studi di Bari, l’Istituto Basile, Ricerca e Qualità – Associazione Culturale, l’APT Brindisi, la Confcommercio Puglia organizzano nei gioni 8 e 9 agosto 2009 Puglia Food & Wine FestivalDe Honesta Voluptate – Tra cultura ed eccellenze enogastronomiche. L’evento si svolgerà nel centro storico di Ceglie Messapica. Ecco il programma della manifestazione:

Taglio del Nastro

Sabato 8 agosto 2009 / ore 20:30 – Piazza Sant’Antonio

Live Food Performance

Sabato 8 e domenica 9 agosto 2009 Piazza Plebiscito

Sabato 8 agosto 2009 / ore 20:45 e ore 23:00

  • Purea di fave bianche con insalata di peperoni, uva e pomodori regina – Chef Domenico Maggi
  • Strascinate integrali con fagiolini pinti, pomodoro e cacioricotta - Chef Corrado De Virgilio
  • Fagotto di scarola con gnocchetti fatti in casa e garum – Chef Angelo Silibello Ristorante Cibus di Ceglie Messapica
  • Rotoli di Sagnariccia con ricotta, basilico e fagiolini – Chef Massimo Santoro Relais La Fontanina di Ceglie Messapica
  • Nocetta di agnello con capocollo di Martina Franca e insalata di funghi cardoncelli – Chef Antonio De Rosa
  • Cremoso ai fichi mandorlati e crema al San Marzano – Chef Gianni Bellanova Ristorante Tre Trulli di Ceglie Messapica

Domenica 9 agosto 2009 / ore 20:45 e ore 23:00

  • Purè di fave con ostriche fritte in pastella, peperoni arrostiti e pancetta croccante – Chef Antimo Savese Ristorante Antimo di Ceglie Messapica
  • Pancotto con cicoria e salsiccia Chef Andy Luotto Ristorante Il D’Angeli di Sutri
  • Raviolini al nero d’olive celline farciti di caprino con fonduta di fiori di zucchina profumata alla menta selvatica Chef Antonella Ricci e Vinod Sookar Ristorante al Fornello da Ricci di Ceglie Messapica
  • Farro con pezzetti di cavallo in pignatta e ricotta forte Chef Corrado De Virgilio
  • Bocconcini di coniglio in pignatta Chef Domenico Maggi
  • Mousse di ricotta con noci caramellate su mosto di fichi Chef Gianni Bellanova Ristorante Tre Trulli di Ceglie Messapica

Concerti

Sabato 8 e domenica 9 agosto 2009 Largo Ognissanti

Sabato 8 agosto 2009 / Ore 22:30

Antonio Amato Ensemble

La musica e i ritmi della tradizione popolare salentina proposti da uno dei più talentuosi musicisti di pizzica. La voce solista dell’orchestra Popolare più importante d’Europa, quella della Notte della Taranta, accompagnato in concerto dal suo Ensemble.

Domenica 9 agosto 2009 / Ore 22:30

Benicia Cardenas & Mercadonegro

Benicia Cardenas, una delle più apprezzate esponenti della scena musicale colombiana, propone un concerto caliente, con tutta la carica della salsa e della cumbia. Ad accompagnarla i Mercadonegro, la più importante dance orchestra di Salsa d’Europa.

Conferenze

Sabato 8 e domenica 9 agosto 2009 Vico III Paolo Chirulli

Tra gli appuntamenti in programma al Puglia & Food Festival anche incontri e conferenze sul tema dell’enogastronomia

Sabato 8 agosto 2009 / Ore 21:00

Tumori e alimentazione: la prevenzione comincia a tavola

Interverranno

  • Antonio De Rosa (Chef di fama internazionale)
  • Pietro Federico (Sindaco di Ceglie Messapica)
  • Maurizio Portaluri (Primario di Radioterapia P.O. Perrino – Brindisi)
  • Giuseppe Serravezza (Presidente LILT sezione provinciale di Lecce)
  • Saluto delle autorità

Moderatore Giacomo Mojoli (Giornalista e docente universitario)

Domenica 9 agosto 2009 / Ore 21:00

La Puglia. Terra di enogastronomia

Interverranno

  • Vittorio Cavaliere (Esperto di enogastronomia)
  • Cesare Fiorio (Noto personaggio dell’automobilismo italiano)
  • Francesco Nacci (Commissario APT Brindisi)
  • Michele Peragine (Giornalista RAI)
  • Christine Smallwood (Scrittrice e Direttore Creativo di Appetites for Europe)
  • Dario Stefano (Assessore Risorse Agroalimentari Regione Puglia)
  • Saluto delle autorità

Moderatore Giacomo Mojoli (Giornalista e docente universitario)

Mostre

Sabato 8 e domenica 9 agosto 2009 /dalle ore 20:30

Chiostro della Ex Casa Municipale

  • I Fiumi Cotti a cusa di Silvio Craia
  • Il servo di Federico a cura di Gianni Veneziano
  • Bacco tra lumi e fumi a cura di Paolo De Santoli
  • Guida ai vini di Puglia: percorso non tracciato alla scoperta delle realtà enologiche della Puglia a cura di Vittorio Cavaliere

Piazzetta Vecchia

  • Della Ceramica d’Apulia – Zoomorfismi di Umberto Saldarelli e Giuseppe di Muro
  • Cavalieri Raggianti di Paolo Santoli

Sito Web: http://www.pugliafoodfestival.it

Puglia Food & Wine Festival

Puglia Food & Wine Festival

Le Bicchjerare Un complesso di musica leggera nella Ceglie del secondo dopoguerra

21 luglio 2009

Il quartetto dei fratelli Suma è uno dei primi complessi di musica leggera di Ceglie che ha operato fino alla metà degli anni ’80, da tutti conosciuto con il nome di li Bicchjrare. Si forma negli anni difficili del secondo dopoguerra, segnati dalla povertà, dalla scarsità dei mezzi economici e dalle incertezze legate al futuro.
I fratelli Suma sono stati un punto di riferimento per i gruppi musicali che si sono formati successivamente. Ancora oggi, infatti, a distanza di sessant’anni, tutti rammentano le esibizioni musicali di questi musicisti.
La storia del quartetto riflette l’immagine di un passato che ci appartiene e a cui siamo legati, un tassello importante della storia musicale della nostra città. Mi è sembrato doveroso ricostruire, attraverso i ricordi che mi ha trasmesso nonno Vincenzo e le testimonianze dello zio Pietro (l’unico componente di questo quartetto ancora in vita, arricchito da foto d’epoca, la loro storia, per condividerla e farla conoscere ai giovani d’oggi.
Il quartetto de li Bicchierare era composto da Vincenzo Suma alla fisarmonica, Omobono alla chitarra, Michele al basso e Pietro alla batteria.
Nelle occasioni più importanti al quartetto si aggiungevano altri elementi: Vincenzo di Noi alla tromba, Pompeo Agosto al sax contralto, Domenico Gasparro al sax soprano, Antonio Ciracì alla tromba, Spalluti al sax tenore e Vincenzo Amico (voce).
Le prime esperienze musicali dei fratelli Suma si collocano negli anni duri della seconda guerra mondiale, quando Omobono e Michele impararono a suonare (Omobono imparò a suonare il violino e la chitarra durante il servizio militare). Nel 1947 a Michele e ad Omobono si affiancò Vincenzo con la fisarmonica. Per ultimo si inserì Pietro alla batteria, così nacque il quartetto dei fratelli Suma.
I Suma hanno animato gli avvenimenti più importanti della nostra città, come feste di matrimonio, battesimi, comunioni, cresime, feste di campagna, feste di carnevale e veglioni che si svolgevano nei locali situati in via Pietro Elia e in via Orto di Burla. Il complesso dei fratelli Suma si è esibito nella provincia di Brindisi, ma anche in quella di Taranto e Bari (l’ultima esibizione a Noci).
Il loro repertorio musicale era composto da ballabili, tarantelle, valzer, mazurche, tango, pizzica pizzica cegliese e brani popolari della tradizione locale. Invitiamo i lettori ad inviare al giornale aneddoti che hanno visto protagonisti i fratelli Suma e il loro complesso e a raccontare e trasmettere foto di questi straordinari musicisti che hanno animato la vita musicale cittadina per vari decenni.
continua……

Vincenzo Suma
sumavincenzo2009@libero.it

40 anni fa il primo sbarco sulla luna

18 luglio 2009

Il 20 luglio 1969 avvenne, da parte degli americani, il primo sbarco sulla Luna. A 40 anni di distanza sono numerosissime le trasmissioni televisive, le radio ed i siti che, in un modo o nell’altro, si preparano a ripercorrere questo importantissimo evento della storia dell’astronautica.
Sul sito wechoosethemoon.org è possibile rivivere, come se fosse in diretta, le fasi della missione, dal decollo avvenuto nella base NASA di Cape Canaveral, all’allunaggio del modulo lunare LEM sul satellite della terra. E’ possibile seguire i dialoghi che si sono avuti tra i tre astronauti e la base NASA che, da terra, seguiva la missione. Un’esperienza davvero emozionante!

Una giornata inutile, un’occasione persa

18 luglio 2009

Il 28 aprile 2009, presso il Teatro Comunale si è svolta la giornata di studi Dal Castello al territorio, organizzata dal Comune. Un Teatro, haimè semivuoto, animato soltanto da qualche scolaresca. Assenti assessori e consiglieri comunali, ma è mancata soprattutto la partecipazione dei cegliesi. Straordinaria e altamente qualificata la presenza di illustri studiosi, il prof. Raffaele Licinio, Direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi e docente dell’Università di Bari; prof. Franco Porsia e Pasquale Cordascio docenti presso la stessa Università; dott. Victor Rivera Magos dell’Università di Siena. La Presidenza dei lavori è stata affidata al prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei.
Da questi straordinari cattedratici attendevo buone nuove, per apprendere e magari scoprire nuovi documenti e argomenti sconosciuta sulla storia di Ceglie. E’ bene dire subito che la delusione è stata tanta: la manifestazione era solo una passerella politica, francamente stucchevole!
Ma andiamo al contenuto. In questi ultimi anni ho partecipato a decine di convegni, ma non mi era mai capitato di ascoltare professori d’università e studiosi di professione, per giunta ospiti, infarcire la propria relazione, con un’accusa rivolta agli studiosi locali sulla metodologia e sui contenuti dei loro lavori. Un attacco ingiustificato verso “studiosi” che cercano, con enormi sacrifici e molti limiti, di portare un contributo alla conoscenza di avvenimenti storici che riguardano Ceglie.
Ma, non dovrebbero essere gli studiosi di professione a portare linfa alla ricerca storica, con documenti frutto di ricerche d’archivio e non con tesi fantasiose?
I professori si sono attorcigliati intorno ad un documento, quello del 1120 o su altri due o tre, già pubblicati da studiosi come Ludovico Pepe, Petra Lamers e altri, o inseriti nei Registri della Cancelleria Angioia ricostruiti dal Filangieri.
Una Giornata piena di attese, risultata per usare un eufemismo, insoddisfacente se non inutile.
Mi auguro che nella pubblicazione degli Atti delle due giornate di studio, vengano inseriti altri documenti o elementi utili per meglio conoscere sia il territorio che la storia del nostro Castello.
Non si può parlare di questa struttura senza avere a disposizione, se ancora sono presenti, i documenti conservati dai discendenti della famiglia Verusio, ad oggi del tutto sconosciuti o inopinatamente negati alla consultazione degli studiosi.
Ancora una considerazione. Visto che in questa Giornata si è spaziato in tutti i campi è mancata qualsiasi notizia sulle vicissitudini storiche della nostra Chiesa in quegli anni. Un argomento che sicuramente sarebbe stato trattato ad altissimo livello e con grande competenza dal prof. Fonseca un vero luminare in questa materia.
Non posso chiudere questa nota, senza rilanciare ancora una volta una proposta fatta attraverso le pagine di questo giornale nel lontano 2001 e cioè quello di pensare seriamente a ricostruire con metodo scientifico la nostra storia.
Per fare questo è necessario: volontà politica, risorse economiche certe e la costituzione di un Comitato scientifico composto da esperti, coinvolgendo in questo progetto gli Archivi di Stato della Regione e soprattutto quello di Napoli.
Solo mettendo insieme tutte queste risorse sarà possibile, lavorando sodo per anni, avere un storia di ceglie degna di questo nome.

Piano Urbanistico Generale di Ceglie – Commissariata la Politica

17 luglio 2009

Forse sarebbe proprio il caso che qualcuno riuscisse a convincere questa Amministrazione comunale ad assumere decisioni gravi ma importanti. E sì, perché probabilmente ha perso la rotta, capace soltanto di difendere coi denti la poltrona che occupano.
Ci scusino i Signori amministratori, ciò che è accaduto o sta per accadere: una fìguraccia assurda. Com’è possibile che solo oggi a distanza di più di quattro anni dall’insediamento i nostri assessori si accorgono che sono incompatibili ad approvare il Piano Regolatore Generale e si nomina un commissario?
Così recita l’art. 78 del decreto legislativo n. 267 del 2000, che abbiamo più volte richiamato dalle pagine di questo giornale negli ultimi cinque anni, dispone che gli amministratori di cui all’art.77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado. Questa la legge che già si conosceva, non è stata approvata la settimana scorsa. Dalla presa di posizione dei nostri amministratori si evince che molti di loro hanno interessi diretti in questo PUG (legittimi) ma non si potevano esprimere prima?
Da quale atto si evince che sono incompatibili? I consiglieri comunali si sono espressi in Consiglio sulla loro incompatibilità? Potevano farlo da subito, avremmo risparmiato centinaia di migliaia di euro di onorario al progettista Ing. Prof. Borri.
Com’è possibile accampare giustificazioni? No, non è tollerabile, questa nomina andava fatto in ogni caso prima. Punto.
Questa è l’assoluta prova che questa Amministrazione non può andare avanti in questo modo, mentre la città è completamente abbandonata a se stessa, quanto meno dovrebbe far riflettere tutti gli amministratori. Non basta più l’alibi che abbiamo dovuto commissariare il PUG per farlo approvare in tempi brevi. Ma chi credete di prendere in giro? Questa figuraccia, meriterebbe il defenestramento in tronco dei responsabili, se solo avessero un poco di amor proprio e ricordassero le promesse elettorali: Approveremo il PUG entro un anno dall’insediamento o ci dimettiamo, siete abbondantemente fuori termine.
Ragioniamo sulla nomina del Commissario ad acta nominato dalla Giunta: Questi sicuramente avrà necessità di guardarsi le carte, diciamo 3-5 mesi e poi presentare le sue risultanze al Consiglio Comunale che dovrebbe adottarlo. Ma, quasi tutti i consiglieri comunali sono incompatibili. Quindi, si dovrà nominare un altro Commissario, altri mesi e si arriva alla scadenza elettorale e ad approvare il PUG sarà la nuova amministrazione, mentre il progettista e la sua equipe portano a casa altri bei soldoni.
Domanda, ma se il PUG lo fa il Commissario le proprietà e gli interessi che stanno dietro a questo importante strumento urbanistico, spariscono?
E allora, crediamo che l’animo del Sindaco in questo momento così difficile per la vita di questa città dovrebbe rispolverare moti ribelli, e perciò dire basta, a coloro i quali bloccano (chissà perché…) da decenni questo strumento urbanistico indispensabile per la crescita economica della collettività.
Dovrebbe dire basta, se non ha interesse di parte, a chi con arroganza trama a spese della città. Siamo certi che il popolo capirebbe. Siamo sicuri che i consiglieri di opposizione comprenderebbero e, magari, più di qualcuno saprebbe come tendere la mano.
C’è bisogno di pacificazione cittadina, caro Sindaco. Non certo di pseudo-amministratori o psuedo-politici che in questi quattro anni hanno parlato molto
e prodotto poco. Si guardi in giro, lasci per qualche giorno la poltrona di Sindaco, si scrolli mentalmente da ragionamenti politici e torni ad essere un cittadino comune: cosa scoprirebbe se non anarchia, inefficienza e povertà? Ma davvero nessuno di quella maggioranza che Lei guida s’è accorto che questa città si sta lentamente spegnendo e c’è allarme rosso anche in tutti i settori come, ad esempio, il commercio, l’artigianato e i servizi?
No, qui occorre che Lei, caro Sindaco, riprenda coraggiosamente in mano la città, infischiandosene della claque e dei falsi amici-politici. Ceglie è in emergenza, Ceglie ha bisogno di certezze e, forse, questa è l’unica possibilità che Le rimane di guidare fino alla fine del mandato una nave obiettivamente alla deriva.

Michele Ciracì

Un Liszt dipinto dal vero

16 luglio 2009

Cosimo Gigliola eccellente musicista, ottimo pianista, fine interprete del repertorio romantico: tutto questo e molto altro è andato in scena la sera di domenica 5 aprile scorso al Teatro Comunale di Ceglie per il quinto appuntamento stagionale dell’Associazione Caelium del Maestro Massimo Gianfreda. Il programma del concerto era interamente incentrato sul compositore ungherese Franz Liszt (1811-1886) del quale il giovane pianista cegliese ha proposto 3 lunghi pezzi dalle variegate cifre stilistiche e di genesi. All’inizio Funerailles, un semplice tema malinconico, dal tono quasi straziante ma insieme non pesante. Impressionante l’incipit marziale e il tema melodico concepito in modo discendente dal vago sapore di cinema neo-realista e che ricordava molto da vicino certe colonne sonore di quel filone, tipo quella firmata da Alessandro Cicognini per il capolavoro assoluto di Vittorio De Sica Umberto D. Al centro della serata, poi, una più accattivante composizione e cioè la Parafrasi sul Rigoletto di Giuseppe Verdi con la quale il compositore magiaro ha messo sul pentagramma innumerevoli varianti sul celebre tema Bella figlia dell’amore. Gigliola, il cui merito principale è stato quello di non eccedere in facili virtuosismi o pezzi di sfoggio di bravura che poteva tra l’altro permettersi, ha dato prova di essere un pianista sempre attento alle coloriture di timbro, alle sonorità volute dall’autore, all’agogica mai esercitata al solo scopo di acchiappare facilmente il pubblico: un interprete fedele e misurato ma dalle inconfondibili caratteristiche originali apparse chiare specialmente nell’ultimo pezzo in programma Anni di pellegrinaggio, Seconda annata: Italia, composizione concepita da Liszt tra il 1836 e il ’39 e che racchiude al suo interno sette diversi momenti in cui l’arte dei suoni sposa liberamente la bellezza degli occhi scaturita dall’ammirazione di autentici capolavori dell’arte italiana. Liszt trovò lo spunto per quest’opera nel corso delle sue tappe italiane legate alle diverse tournèe concertistiche che in quegli anno lo vedevano acclamato interprete in tutta Europa. E così Gigliola, forte della sua tecnica e di una memoria davvero strabiliante, ha dipinto dal vero, come se avesse avuto un pennello, lo Sposalizio (della Vergine) diRaffaello, Il pensieroso, ispirato al Mosè di Michelangelo che si trova nella Chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, impregnato com’è di grave solennità silenziosa. La meraviglia lisztiana di fronte ai capolavori del genio plurisecolare italiano prendeva così corpo con la Canzonetta del Salvator Rosa, ispirata da una composizione poetica del letterato napoletano, al Sonetto 47 del Petrarca (il più tenue di tutti), al 104 e al 123 fino ad arrivare a toccare il culmine con Après une lecture du Dante dal sottotitolo emblematico di fantasia quasi sonata e che ben si esplicava in suoni e temi dal gusto celestiale e sonorità che, all’opposto, sembravano provenire dalle profondità cavernose più terree. Performance di spessore questa di Gigliola, coronata col bis tratto dal Preludio op.23 n.35 di Rachmaninoff che è servito al pianista per certificare una raggiunta maturità artistica e interpretativa veramente da applausi.

Nicola Santoro

Basket Ceglie: I playoff lasciano più di qualche rimpianto

15 luglio 2009

Un finale che nessuno si aspettava, nessuno … neanche il peggior pessimista. Quello che è successo Domenica 3 Maggio 2009 nel palasport 2006 di Ceglie
Messapica, i tifosi gialloblu messapici non lo dimenticheranno mai. Si giocava per gara 3 playoff, gara che avrebbe dato alla squadra vittoriosa l’accesso alla semifinale. Quella semifinale tanto sospirata dai tifosi cegliesi, che da tanti anni ormai l’aspettavano. La squadra arrivava a quella partita con il morale altissimo infatti dopo aver perso gara 1 in casa, la squadra messapica era stata capace di andare a violare il difficilissimo campo di Termoli, giocando una partita tutto cuore e grinta, qualità che questa squadra ha mostrato per l’intera regular season.
Partita vinta con il punteggio finale di 78-79, punteggio che comunque non rende bene l’idea della splendida partita disputata dal roster messapico in terra molisana. Ma gara 2 verrà sicuramente ricordata dai tifosi cegliesi per la grande partita disputata dalla loro squadra, ma anche per gli episodi spiacevoli che si sono verificati a fine partita. I tifosi pugliesi infatti sono stati costretti a lasciare il palazzetto di Termoli dopo quasi 1 ora dalla fine della partita al fine di evitare il contatto tra le due tifoserie. Ad onor di cronaca, tutta questa tensione è stata creata da diversi giocatori della squadra molisana del Termoli che, appena terminata la partita, sono corsi dai loro tifosi invitandoli ad avere un contatto fisico con i tifosi cegliesi formato quasi totalmente da famiglie. La rissa si è sfiorata per miracolo, ad avere la peggio è stato un arbitro che è stato colpito alla spalla, la lega in questo caso ha solo punito con delle multe la squadra molisana, senza prendere alcuna decisione contro quei giocatori del Termoli che hanno creato tutta questa tensione. La società cegliese e i suoi tifosi comunque hanno lasciato perdere questo increscioso episodio verificatosi in gara 2, perché tutti erano convinti, ed infatti poi cosi è stato, che la squadra non aveva bisogno di ricorsi o mezzucci vari per vincere la serie dei quarti di finale e conquistarsi la semifinale onestamente sul campo.
Arriviamo così al fatidico giorno di gara 3. Mentre le squadre si stavano riscaldando, un pseudo tifoso cegliese si avvicina a due giocatori avversari e tenta di colpirne uno. Il giocatore termolese evidentemente innervosito da questa situazione a sua volta tenta di colpire il tifoso locale, riuscendoci anche. I due tempestivamente vengono separati, e il giocatore del termoli torna tranquillamente con la sua squadra negli spogliatoi. Ed è proprio negli spogliatoi che la società del Termoli mette in atto il suo piano, cioè quello di poter vincere la partita a tavolino. In un primo momento addirittura la squadra del Termoli non vuol scendere in campo per quanto accaduto, ma in seguito la partita avrà inizio, perché ormai i dirigenti termolesi erano sicuri di poterla vincere in altre sedi. La partita si svolge normalmente in un clima festoso, clima che caratterizza da sempre il palazzetto e il basket a Ceglie. La partita è un’apoteosi, il Basket Ceglie trionfa sul campo con il punteggio di 77-60 ed accede finalmente così alla tanto sospirata semifinale playoff. Il palazzetto è una bolgia, da anni si aspettava questo risultato ed i tifosi cegliesi ora posso iniziare a sognare davvero.
La doccia fredda arriva però come un macigno il giorno seguente, quando la lega dirama la sua sentenza sulla partita in questione ovvero Basket Ceglie – Termoli. La società cegliese è punita con la squalifica del proprio campo per ben tre giornate e soprattutto perde la partita, vinta “sul campo”, con grinta e cuore, per 0-20. In città sono tutti increduli, per l’accaduto, questa decisione viene subito presa come un’ingiustizia colossale. Tutti hanno visto come il giocatore del Termoli non avesse riportato alcun danno fisico, tale da non potergli permettere di affrontare la partita tranquillamente. Per di più a sostegno della tesi dell’A.D. Basket Ceglie non vi è alcun esame medico, effettuato dal giocatore del Termoli, che riporti danni fisici a quest’ultimo.
La società del Termoli si è difesa, dicendo tramite il suo direttore sportivo che la squadra è scesa in campo senza il suo giocatore più importante e che era il trascinatore morale della squadra. Ora dopo queste parole, tutti noi ci chiediamo, che cosa si intende per moralità? E soprattutto un giocatore del genere che ha calcato per anni parquet di serie A, cosa insegna alle centinaia di bambini che si avvicinano a questo sport, effettuando questi gesti? Da condannare è sicuramente il gesto del tifoso del Ceglie, cose che non vorremmo mai vedere nello sport, ma da condannare è anche l’atteggiamento del giocatore molisano e di tutta la società del Termoli, che hanno usato qualsiasi mezzo per vincere la partita. Da condannare è anche la decisione della lega che si è basata solo su dei fatti parziali e che ha preso nel giro di poche ore una decisione così importante che di fatto ha mandato all’aria i sacrifici di un’intera stagione da parte del Ceglie, dei suoi giocatori e tifosi e della dirigenza. Ma il fatto più grave, è che questa situazione ha creato un precedente alquanto pericoloso, perché da ora basterà fingere per vincere una partita, speriamo che effettivamente non sia così, altrimenti che senso avrebbero i campionati?
Colgo l’occasione da queste pagine per fare un ringraziamento a tutti i giocatori del Basket Ceglie 2008/2009 per la stupenda stagione che hanno disputato, a tutta la dirigenza con a capo il Presidente Mario La Neve, e anche agli immancabili tifosi che hanno seguito sempre e comunque i propri beniamini. E a dispetto delle voci che giravano qualche settimana fa in città sul fatto che il presidente Mario La Neve potesse lasciare, non c’è niente di vero anzi, il sig. La Neve è più carico di prima e si impegna a portare ancora avanti il grande progetto del basket a Ceglie, che è un tramite per far conoscere la nostra realtà in tutta l’Italia e l’estate ne sono certo, riserverà molte sorprese ai tifosi cegliesi.

L’altarino alla Madonna

14 luglio 2009

Nel mese di Maggio degli anni ’70, quando le rondinelle, con il loro canto e la loro danza, adornavano il ciclo azzurro, e le margherite ammantavano i campi di giallo e di bianco, le bambine del paese volgevano il loro pensiero alla Mamma Celeste.
In suo onore si preparavano bianche lenzuola con pizzi, merletti e ricami; le più belle che la mamma o la nonna custodivano con cura. Io, una tra le tante bambine di quei tempi, mi prodigavo a chiedere alla mamma quel pezzo di bianco lenzuolo e, con amichetti e cuginetti, adornavamo con cura gli scalini delle nostre abitazioni, mettendo una statuetta della madonnina più in vista con candele accese e tantissimi petali di rose profumate sparse ai piedi della statuetta; ai lati piccoli vasi di fiori freschi, talvolta raccolti nei viottoli dei paesi. Poi mettevamo un piattino a terra con una figura della Vergine; ai passanti si diceva ad alta voce: offerta alla Madonnina!
Io preferivo che i passanti, di loro spontanea volontà mettessero nel piattino qualche lira. Di solito donavamo cinquanta lire o cento lire. Quei soldi servivano per andare a comprare fiori freschi o candele, per adornare l’indomani l’altarino. Ogni sera, dopo aver svolto i compiti, fra le 17:00 e le 20:00 finché le mamme non ci chiamavano dal balcone, adornavamo gli scalini e ci mettevamo con le mani giunte a recitare l’Ave Maria. Vi posso assicurare che era bellissimo nelle stradine vedere i gradini adornati e illuminati, soprattutto quando imbruniva. Il mese di Maggio sembrava una favola. Non vi nascondo che qualche volta si faceva a gara con altre bambine a chi adornava i gradini più belli; tante volte capitava che la candela si rovesciava sul lenzuolo e si bruciacchiava l’angolino… erano guai con le mammine… ma la nonna sapeva sempre come rimediare dandoci un altro candido pezzo di lenzuolo.
Alcuni andavano in giro a bussare alle case, sempre dicendo: offerta alla Madonna! Quando poi il mese di Maggio si chiudeva, con la restante somma di spiccioli, ci compravamo un gelato; il resto categoricamente si portava dinnanzi alla Madonnina dove si accendeva una candela di cera. Quel ricordo tanto caro lo custodisco con gelosia, e, con esso, l’adorazione alla mamma di tutte le mamme. Ed è per questo che le dedico un inno tutto per lei in questo mese meraviglioso.

Strani fenomeni nel cielo di Ceglie Messapica

13 luglio 2009

Ma si tratta di fenomeni che si sono verificati nel lontano 26 ottobre 1956. La notizia fu riportata all’epoca sul numero 47 de La Domenica del Corriere, supplemento settimanale illustrato del Corriere della Sera. Pare che un lettore cegliese abbia avvistato verso le 5:50 della mattina strani fenomeni nel cielo. Ecco l’articolo completo intitolato Le veglie di Ceglie.

Il pubblico cegliese: uno dei patrimoni cestistici della Puglia

13 luglio 2009

E’ proprio vero, e sotto gli occhi di tutti, la Puglia negli ultimi anni è stata una delle regioni che ha fatto da tramite per tutto il movimento cestistico d’Italia.
Pensiamo alla conquista della Legadue da parte della Prefabbricati all’ora, oggi Enel Brindisi, la conquista della B1 (oggi rinominata A dilettanti), da parte dell’Ital Green Energy Ostuni, e del Molfetta (anche se quest’ultima con ripescaggio).
Se non bastasse, dando uno sguardo al girone D della B dilettanti ci si accorge come il girone è zeppo di squadre pugliesi, San Severo, Bari, Ruvo di Puglia, Corato. Anche il girone G della C dilettanti annovera diverse squadre pugliesi, e proprio in questo girone c’è una squadra o meglio il suo pubblico, i suoi tifosi, che è conosciuto come uno dei più caldi e passionali di tutta la serie C e per gli addetti ai lavori, fa invidia anche a diverse squadre di categoria superiore.
Stiamo parlando dei tifosi della Monna de Lizia Ceglie (attualmente seconda, alle spalle del Bisceglie), quest’anno la squadra sembra rispecchiare le caratteristiche anche dei suoi tifosi ovvero quello di non mollare mai, si lotta (nel senso sportivo ovviamente), tutti insieme i giocatori sul parquet e i tifosi sugli spalti.
A Ceglie il Basket, è sentito dai tifosi come qualcosa di viscerale, ci si affeziona ai giocatori, per prima cosa sotto il profilo umano e poi per le caratteristiche sportive. Una prova di questo lo si ha quando ex giocatori gialloblù tornano a giocare sul parquet di Ceglie e vengono accolti alla grande, proprio perchè noi tifosi li sentiamo come veri amici.
A Ceglie, il Basket si respira nell’aria, ed è curioso e passionale pensare come la partita della domenica possa condizionare l’inizio della settimana successiva per tutti noi tifosi, questa è anche la magia dello sport. La squadra, viene seguita ovunque anche nelle trasferte più lontane vedi Pescara, Lanciano e ricordi indelebili resteranno nelle mente dei tifosi i derby infuocati contro Martina, San Severo, Massafra qualche anno fa, dove si dava spazio sugli spalti a delle coreografie di altra categoria.
Forse nello sport questa frase, questi concetti si sono detti migliaia e migliaia di volte e appaiono ormai scontati, ma nulla è più importante del binomio che ci può essere tra i tifosi e la squadra, infatti quando un giocatore sente urlare ad alta voce il suo nome, sente dentro una carica che nessun’altra cosa al Mondo potrebbe toglierli. Quando sente che tutta la gente lo innalza a simbolo della squadra, di una città intera, il giocatore sente dentro una responsabilità tale da prendere in mano la squadra e condurla alla vittoria e se si perde pazienza, basta aver dato comunque sempre il 101% sul parquet.
La cosa più bella del basket si sa sono i playoff, qui a Ceglie durante i playoff le emozioni sono incalcolabili, senti già nell’aria quell’odore di primo estate, si è in pieno Maggio, sono autentici giorni di passione dove per la mente non ti passa altro, pensi solo alla partita della tua squadra. Queste sono le emozioni che si provano qui a Ceglie, e il sottoscritto le conosce bene vivendole in prima persona ogni domenica…!
Che dire peccato solo di aver un palazzetto abbastanza piccolo, nuovissimo per quanto riguarda la costruzione ma abbastanza piccolo, capienza 600 posti, ma in alcune partite si è arrivati anche a quota 1000 spettatori, con moltissima gente costretta a restare fuori dai cancelli per il pienone.
Infine credo a mio modesto parere, che si potrebbe far qualcosa in più, perché un patrimonio del genere potrebbe anche essere il lancio per tutto il territorio, perché si sa, quando una squadra vince ed ha un seguito del genere, concentra tutte le attenzione su di se da parte di tutti gli addetti ai lavori.

Putignano Antonio