Dall’immaginazione al potere – All’occupazione del potere

29 gennaio 2008

Volantino Movimento Popolare Luigi RussoGià da tempo è incominciato il ripensamento critico sul ’68, un sommovimento che pose in discussione l’assetto politico, culturale e religioso nell’Italia uscita dal boom economico che richiedeva nuove categorie interpretative e nuovi assetti sociali.
La storia del ’68 cegliese ricalca il movimento che si ebbe a livello nazionale, con le sue luci e le sue tenebre sfociate nell’uccisione di Aldo Moro.
Questa storia la si può rileggere da diverse angolazioni, ma certamente in Italia l’ansia di rinnovamento e trasformazione, fu soffocata da una minoranza fanatica e ideologizzata che spense tutte le aspirazioni al cambiamento, affermando la propria egemonia vetero-marxista. Di fronte all’evidenza della storia, alcuni proseguirono la loro corsa verso la lotta armata, altri, camaleonticamente, si trasformarono in abili gestori del potere e i loro volti bugiardi si possono guardare in televisione o incontrare per strada, altri ancora godono dei lauti guadagni del professionismo politico.
In quegli anni fecero irruzione sulla scena politica non solo i figli della borghesia, ma anche i figli degli operai, dei piccoli commercianti e dei contadini che per la prima volta potevano accedere in massa ai più alti gradi dell’istruzione. Non a caso il movimento esplose come rivendicazione studentesca per liberalizzare i corsi di studi, rivendicando nuovi strumenti didattici e percorsi culturali che superassero la rigidità classista della scuola gentiliana.
Scontri in Piazza Plebiscito A Ceglie fu occupato l’Istituto Tecnico Industriale e per intimorire gli studenti che erano impegnati in una pratica di autogestione, fu arrestato in classe,davanti a tutti, lo studente Angelo Leo, che negli anni successivi si distinse per l’organizzazione sindacale dell’autogestione del trasporto delle donne che volevano sfuggire allo sfruttamento del caporale e la cui esperienza fu raccolta nel libro bello e dolente Vite bruciate
Noi maestri democratici chiedemmo e ottenemmo la chiusura delle pluriclassi di campagna, veri ghetti per bambini poveri, sull’onda della lettura di Lettera a una professoressa di don Milani.
I prodromi del ’68 cegliese si possono rintracciare nella costituzione del Circolo Culturale Luigi Russo. Il circolo ,che segnava una rottura rispetto alla ideologia clericale e parafascista che come una cappa di piombo soffocava il paese, lasciò il segno, tanto che Don Oronzo Elia predicò contro il Circolo additato come l’anticristo.Era stato l’intellettuale comunista Loris Gallico a favorire e incoraggiare noi giovani ad aprire il circolo e in esso confluimmo giovani di orientamento marxista e e cattolico tra cui Antonio Lodedo, Giuseppe Trinchera, Pietro Mita, Giuseppe Palmisano, Giovanni Vitale e Anna Sgura.
Fu prodotto qualche numero di un giornale ciclostilato, furono tentate delle inchieste sull’educazione sessuale con scandalo dei benpensanti e si tennero contatti con figure all’epoca carismatiche quali il laicissimo Beppe Patrono e Pietro Silibello che aveva abbandonato l’abito talare per diventare prete operaio nelle cave di Avetrana e che lasciava la sua paga agli operai sposati con figli. Pietro Silibello occupò la scena politica e religiosa cegliese per qualche anno.
Dal Circolo Culturale si diramarono i due filoni principali del ’68 cegliese: da un lato i cattolici che trovammo un’aggregazione politico-culturale nel Movimento Politico dei Lavoratori fondato da Livio Labor e che con le Acli aveva operato la scelta socialista. Tra gli animatori di questo gruppo ricordiamo Pietro Ciracì gli aclisti Francesco Monaco e Francesco Oliva; dal corpo del P.C.I si staccò un gruppo marxista-leninista che assunse i connotati di forte settarismo, predicava la rivoluzione agendo in modo violento, convinto che dalle masse dei contadini e braccianti poveri del Mezzogiorno sarebbe partita la scintilla rivoluzionaria e palingenetica. Questo gruppo si denominò Circolo Lenin di Puglia e successivamente assunse altre denominazioni (O.C.L.M. M.L.S.).
Il gruppo, tra cui spiccavano Pasquale Altavilla e Pietro Mita era culturalmente schematico e catechistico, rimuginava vecchi schemi dogmatici.
Si richiamava al maoismo cinese e invitata la popolazione cegliese a sintonizzarsi su Radio Tirana.
L’Albania era vista come il paradiso in terra!
All’interno di questo filone politico, mi sembra interessante evidenziare il lavoro svolto dal Collettivo Donne in Lotta, perché rompeva gli schemi maschilisti della società cegliese, praticava l’autocoscienza e si distinse per la contestazione, alla proiezione di films pornografici, davanti al cinema-teatro “Francesco Argentiero”.
Anche l’esperienza del giornale Via Porticella può essere letta come il tentativo di unire queste due anime che col senno di poi sono apparse inconciliabili. Gli epigoni marxisti-leninisti avevano una vocazione egemonica e il pluralismo per loro era solo un espediente per realizzare i propri scopi e fini.
A Ceglie si è scontata l’arretratezza dei gruppi dirigenti della D.C. e del P.C.I.Gli uni erano di formazione e di cultura dorotea ed avevano esaurito tutta la spinta del cattolicesimo democratico, mentre gli altri erano i rappresentati di un partito contadino, incapace di generare aggregazioni e sprigionare egemonia sulle altre classi sociali.
Il Partito Socialista era inesistente e subalterno alla D.C.,invischiato con i suoi dirigenti in qualche piccola pratica clientelare senza respiro politico.
L’esperienza del Movimento Politico Lavoratori, si sciolse come neve al sole al primo test elettorale, anche se a Ceglie ci fu un’affermazione interessante, mentre i gruppettari continuarono a mantenere un’egeminia soprattutto tra gli studenti.
La predicazione di Don Franco Candita, nella Chiesa Matrice, può essere annoverata tra le cose più interessanti di quella stagione. Fu un diffusore delle nuove tesi del Concilio Vaticano II, e le sue letture bibliche erano esegeticamente modernissime, ci fece conoscere la nuova teologia e memorabile si può considerare la lectio sull’Avvento tenuta in chiesa da Ortensio De Spinetoli, invitato da don Franco.
Il ciclo politico e culturale del ’68 cegliese si concluse con l’esperienza di Opposizione Popolare caratterizzata da una torrenziale retorica antisistema.
Si cercò una sintesi tra le due anime della nuova sinistra, ma il risultato si può considerare poco soddisfacente.
I gruppettari operarono un boicottaggio nelle preferenze verso il capolista, ma rimasero gabbati e per questo immediatamente quell’esperienza fu chiusa e fatta morire, perché si ritrovarono a tavola un convitato di pietra.
Erano iniziate le prove generali per l’assalto ai vertici istituzionali e dall’immaginazione al potere, si finì all’occupazione del potere.
Questa fase della storia politica di Ceglie sarà oggetto di riflessione in un prossimo articolo.

Vincenzo Gasparro

Legalità, un’etica pubblica

26 gennaio 2008

Il 13 gennaio, presso la Casa comunale si è svolta una importante manifestazione per richiamare tutti al senso di legalità che, negli ultimi anni e dopo gli avvenimenti criminosi: l’aggressione in casa di cittadini. Ceglie, da sempre città tranquilla, improvvisamente si è trovata a dover fare i conti con la criminalità. Per invertire la tendenza ed evitare assuefazione a uno stato di cose che rischia di compromettere alla radice ogni sforzo di convivenza civile, occorre uno scatto di orgoglio e di efficienza da parte del Comune e delle forze dell’ordine che devono essere ligi, presenti e dotati di uomini e di mezzi necessari per far fronte alle nuove emergenze cittadine e produrre decisioni pronte e coraggiose. Ma serve anche – la parola è grossa – una sorte di rivoluzione, ovvero l’affermazione di un’etica pubblica fondata sul principio di legalità, anziché sull’idea che l’illegalità altri basti a giustificare la propria.
Oggi, è messa in discussione l’incolumità dei cittadini e l’inviolabilità della nostra casa e più forte è l’esigenza di ripristinare e di dover rispettare la legalità da parte di tutti , nel nostro interesse e soprattutto nell’interesse della comunità.

L’orchidea cegliese

25 gennaio 2008

Domenico Barletta ha pubblicato un delicato saggio sull’orchidea cegliese, una varietà scoperta negli anni recenti dai botanici. Il libro offre lo spunto all’autore per rivelare la delicatezza del suo animo francescano e la contemplazione per il paesaggio e la natura cegliese.

Piano Urbanistico Generale – Lettera ai cegliesi del Sindaco Pietro federico

23 gennaio 2008

Continua il dibattito sul PUG. Questo mese il Sindaco, che ringraziamo, fa il punto sul percorso finora fatto.
Si spera che altri cittadini e forze politiche vogliano contribuire con riflessioni e arricchimenti propositivi, al fine di raggiungere il traguardo dell’approvazione, al più presto, e in condizioni ottimali di questo strategico strumento di programmazione territoriale.

Cari Concittadini,
Il 6 agosto 2005, in occasione della presentazione delle mie Linee Programmatiche in Consiglio Comunale, così mi esprimevo riguardo al PUG: “Siamo tutti consapevoli che la nostra Città è cresciuta nel disordine urbanistico. Il Piano di fabbricazione, risalente alla fine degli anni ’60, ci ha posti in una strettoia: da un lato regole obsolete che hanno impedito ed impediscono un equilibrato sviluppo economico, sociale, culturale tanto atteso e mai completamente arrivato, dall’altro un abusivismo selvaggio che ha consentito insediamenti irrazionali, di cui oggi avvertiamo la pesantezza amministrativa e, in definitiva, la capacità frenante, nonostante tutti i condoni, che, se fanno far cassa, certamente non consentono di elevare la qualità della vita. Il Consiglio Comunale può e deve approvare quanto prima il PUG, tenendo conto della elaborazione effettuata in questi anni dall’equipe del Prof. Borri del Politecnico di Bari, prendendo atto dell’ultimo D.P.P. approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel dicembre 2003. L’Amministrazione intende muoversi sulle linee portanti di quel piano: l’interesse pubblico al primo posto; il recupero del patrimonio edilizio esistente; il risanamento e il raccordo della periferia con il Centro Urbano. Vogliamo insistere sulla valorizzazione del Centro Storico e di quello Ottocentesco; sul raccordo della Città con la campagna; sulla valorizzazione del nostro patrimonio naturalistico e paesaggistico che, insieme ai beni culturali e alla tradizione gastronomica, rappresentano le potenzialità vere di un rilancio del turismo. Intendiamo approvare il PUG nel primo anno del nostro mandato, a partire da oggi. Il Prof. Borri, che abbiamo incontrato già due volte in questi mesi, ci ha detto che ciò è possibile, a patto che ci sia una condivisa volontà politica. La Città, bambini, giovani, uomini e donne, tutti vogliono che si approvi in tempi rapidi il PUG che, se non sarà la panacea di tutti i mali, comunque ci permetterà di progettare uno sviluppo complessivo equilibrato ed armonico in un quadro certo di regole, valide per tutti, senza privilegi di sorta. E’ necessario, in tempi brevi, attivare l’ascolto partecipato di tutti i soggetti interessati per la definitiva pianificazione del nuovo strumento urbanistico che, mi auguro, sapremo approvare all’unanimità, per dare un segnale di svolta alla Città, per dire ai cittadini:’Abbiamo accantonato gli interessi di parte e abbiamo scelto di fare gli interessi di tutti!’. In ogni caso, la maggioranza è fermamente decisa a perseguite tale obiettivo”.
A distanza di più di due anni da quella data, è doveroso fare il punto della situazione, ripercorrendo la cronistoria del lavoro svolto.
Ci eravamo impegnati, dunque, ad adottare il PUG entro il 1° anno di mandato. Non ci siamo riusciti per vari motivi oggettivi. Sicuramente ha influito il fisiologico dibattito politico all’interno della maggioranza dall’ottobre 2005 al giugno 2006, a partire dal D.P.P., approvato all’unanimità dal C.C. nel dicembre 2003, e dal programma elettorale del centrosinistra. Poi i ritardi tecnici dell’equipe incaricata, nonostante l’ausilio costante dell’Ufficio di Piano comunale e l’insistenza formale ed informale dello scrivente. Sono comunque emerse chiaramente le linee di indirizzo della maggioranza al progettista, corrispondenti, nei particolari, a quanto da me pronunciato, in generale, nelle Linee Programmatiche. Ricordiamo che è stato fatto il primo punto generale della situazione in Consiglio Comunale (giugno ’06) e che il lavoro tecnico dell’équipe progettuale (rivisitazione ed aggiornamento del lavoro compiuto, a partire dall’Amministrazione Mita, passando dalle Amministrazioni Magno ed Annese, fino all’attuale) si è scontrato anche con le difficoltà politiche iniziali (ostruzionismo dell’opposizione), con la pausa fisiologica per le elezioni politiche, con il periodo di ferie estive, con la giusta richiesta di nuovi “supporti tecnici” da parte del progettista (aerofotogrammetria, cartine digitali ed altro): tutto ciò ha contribuito a rallentare la tabella di marcia del PUG. Il progettista ha motivato il ritardo, addebitandolo all’aggiornamento con gli strumenti tecnici richiesti e all’adeguamento in itinere del lavoro alle nuove “linee-guida” regionali (in via di costante chiarimento ed elaborazione). Infine, ha consegnato il suo lavoro il 19 gennaio 2007. A mia volta, ho fatto consegnare, come dovuto, a tutti i Gruppi consiliari il lavoro sul PUG (elaborati e Norme Tecniche di Attuazione) per la necessaria riflessione ed i dovuti approfondimenti. Il 6 marzo successivo, il Consiglio Comunale ha potuto ascoltare dalla viva voce di Borri l’illustrazione del lavoro svolto, ponendo domande, facendo richieste, evidenziando perplessità. Accogliendo l’invito dell’opposizione, recepito dalla maggioranza, ho assistito ai lavori della 3^ Commissione consiliare consultiva, allargata a tutti i Capi Gruppo, dal 15 marzo al 17 aprile 2007 (n. 8 incontri, sintetizzati nei Verbali nn. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12): si è trattato di un lavoro importante, rappresentativo dei bisogni e delle aspettative della nostra Città, che ha anticipato fruttuosamente il dibattito sul PUG, prima ancora della proposta ufficiale della Giunta al Consiglio Comunale per la sua adozione (rif. art. 11 c. 4 L.R. n. 20/2001), con l’obiettivo di pervenire ad un PUG condiviso, che la Città attende da moltissimi anni. Il 4 maggio successivo Borri ha potuto incontrare, in Commissione, gli stessi attori istituzionali del lavoro svolto ed ascoltare direttamente le varie posizioni emerse, differenziate e/o condivise, nel corso del breve ma intenso lavoro di analisi. In particolare, gli è stato chiesto di esprimere, nel più breve tempo possibile, il suo autorevole motivato parere sulle modifiche e/o integrazioni proposte, a partire da quelle condivise all’unanimità, senza trascurare quelle che hanno visto un fronte diversificato di opinioni A causa dei suoi numerosi ed improrogabili impegni accademici, c’è stata qualche difficoltà ad incontrarlo subito in maniera risolutiva (nonostante il mio sollecito formale del 21 maggio 2007 e quello conseguente del 7 agosto 2007), anche se lo stesso, in verità, ha avuto modo di consultare nella prima decade di luglio, per i necessari supporti tecnici, l’Ufficio di Piano, peraltro sempre molto disponibile per dovere istituzionale oltre che per ordine del Sindaco. Nella lettera del 7 agosto, infatti, ho ribadito che l’opinione pubblica, la cittadinanza intera, i gruppi politici (di maggioranza e di opposizione) ormai cominciavano a non comprendere e/o giustificare i motivi del ritardo accumulato, per cui di fatto mi imponevano l’imbarazzante ma doveroso compito di sollecitarlo a definire in tempi brevi il PUG, anche alla luce dei lavori svolti nella richiamata Commissione consiliare. Gli ho ricordato che molto lavoro necessario ed utile era stato compiuto e condiviso da tutte le forze politiche, e che i tempi erano e sono davvero “maturi” per l’adozione del PUG.
La “politica” aveva fatto, fino ad allora, la sua parte. Mancava solo l’autorevole parere tecnico finale, corredato dalla documentazione di rito, ove rivista e/o corretta. Tutto ciò premesso, nel ribadire che il PUG era un obiettivo prioritario della mia Amministrazione, gli ho chiesto di esprimersi formalmente, anche alla luce delle modifiche e/o integrazioni richiamate, entro la prima metà di settembre in modo da consentire alla Giunta di preparare celermente la proposta ufficiale di adozione da presentare al Consiglio Comunale. Nell’immediato, era gradito un cenno di riscontro perché io potessi rendere noto lo stato dei lavori e rassicurare per quanto possibile l’opinione pubblica. Dopo un fugace e assolutamente non risolutivo incontro in un pomeriggio torrido di fine agosto, a Bari, prendendo atto che il lavoro non era stato ancora del tutto concluso, ho sollecitato per l’ennesima volta il progettista a provvedere con urgenza e/o a dare comunicazione motivata dello stato effettivo dei lavori. Il 7 settembre 2007, quindi, il Prof. Borri ha consegnato al Comune alcuni elaborati grafici rivisti e corretti, a parziale modifica e/o integrazione di quelli precedenti, che ho subito “girato” ai Gruppi Consiliari, per conoscenza (su CD, peraltro duplicato per un mero errore tecnico). Il progettista, poi, a novembre u.s. ha trasmesso all’UTC un file riguardante le NTA (in formato ancora non ufficiale). Nel frattempo, come previsto dalla L.R. n. 20/2001, la G. R. aveva approvato il DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale), pubblicato sul B.U.R.P. del 29 agosto 2007, che imponeva, di fatto e per norma, una rivisitazione formale del lavoro svolto alla luce delle direttive espresse, in particolare una netta distinzione, sia negli elaborati che nelle NTA, fra parte strutturale (che necessita, nel futuro, di approvazione dell’organo regionale) e parte programmatica (che, nel futuro, esclude il passaggio regionale). Tale necessità è stata confermata dall’Assessore Regionale all’Urbanistica in occasione di alcuni incontri informali avuti a Bari nell’autunno scorso.

Il 29 novembre u.s., ho comunicato al Consiglio Comunale la situazione. In particolare, ho riferito dell’ultimo incontro a Bari (martedì 27 novembre u.s.), ove, con l’Ing. Chiatti, unitamente al progettista Prof. Borri e alla sua collaboratrice Ing. Pace, sono stato ricevuto dall’Assessore Regionale Prof.ssa Angela Barbanente, presente il Responsabile Tecnico Regionale del settore, Ing. Giordano. L’incontro è stato richiesto dallo scrivente ed ottenuto grazie ai buoni uffici del nostro Consigliere Regionale Pietro Mita e concordato con il Progettista, con il quale mi sono incontrato, sempre a Bari, qualche giorno prima, per chiedere all’Assessorato Regionale di competenza alcuni chiarimenti relativi all’eventuale necessità di adeguare il PUG al DRAG. L’Assessore Barbanente e l’Ing. Giordano, senza entrare nel merito di dettaglio degli elaborati redatti dal Prof. Borri, nel sottolineare il buon lavoro svolto, che ha anticipato di fatto nei contenuti le indicazioni del DRAG, hanno evidenziato comunque la necessità di adeguare formalmente il PUG al DRAG, distinguendo con precisione la parte strutturale dalla parte programmatica, sia negli elaborati che nelle NTA. Hanno consigliato – nel contempo – al Comune di utilizzare lo strumento, previsto dal DRAG stesso, della cosiddetta co-pianificazione per richiedere, in apposite conferenze di servizio, i pareri preventivi sul PUG dei vari enti ed organismi competenti, prima ancora di procedere alla proposta di adozione del PUG al Consiglio Comunale, con la finalità di perfezionare il lavoro svolto e di risolvere preliminarmente eventuali problematiche connesse ai vari settori di competenza, accelerando in tal modo i tempi della procedura di adozione approvazione del Piano. Insieme abbiamo concordato la data del primo incontro per il 20 dicembre presso la Regione Puglia (Assessorato all’Urbanistica). Il Prof. Borri si è impegnato a rettificare il lavoro fin qui svolto ai sensi delle indicazioni contenute nel DRAG, così come chiarite dalla Regione, e delle eventuali osservazioni che perverranno da parte degli esperti negli incontri di co-pianificazione. L’esito del primo incontro (al quale hanno partecipato tre tecnici della Regione, con a capo l’Ing. Giordano, un tecnico rappresentante della Provincia di Brindisi, tre tecnici dell’Autorità di Bacino, un tecnico del Genio Civile, e, per il Comune, il Sindaco, l’Ing. Chiatti, il Segretario Generale, il Geom. Abate – come segretario verbalizzante – ed ovviamente il Progettista Prof. Borri e la sua collaboratrice, Ing. Pace) è stato verbalizzato e trasmesso, per conoscenza, a tutti i gruppi consiliari. In tale incontro gli interlocutori presenti hanno preso atto del lavoro svolto ed hanno richiesto alcuni chiarimenti tecnici prima di esprimere il loro parere preventivo. Si è concordato, per esempio, di aprire, a breve, tavoli tecnici bilaterali con l’Autorità di Bacino per chiarire alcune questioni di natura idrico-geologica e con la Soprintendenza Archeologica e dei Beni Culturali (assente giustificata) per le questioni di propria competenza tematica. Intanto il Progettista continuerà nel suo lavoro di adeguamento formale del PUG al DRAG che prevede anche la stesura, da estrapolare dal buon lavoro già svolto, della cosiddetta VAS, Valutazione Ambientale Strategica, da sottoporre all’attenzione della Cittadinanza e della Conferenza di co-pianificazione. Al termine di questo percorso, sarà possibile portare il PUG all’attenzione del Consiglio Comunale per la sua adozione. In quella sede, altamente rappresentativa, il dibattito democratico potrà orientare le attese “scelte politiche” sulla proposta progettuale presentata dall’Equipe del prof. Borri (conferme, integrazioni e/o modifiche), sulle quali, oggi, non mi pare opportuno esprimermi per motivi di assoluto rispetto istituzionale. Dopo l’adozione, chiunque ne abbia interesse avrà 60 giorni di tempo per formulare le proprie osservazioni, sulle quali il Consiglio Comunale dovrà esprimersi nei successivi 60 giorni. Poi il PUG passerà alla Regione ( e alla Provincia, se ha già adottato il PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ) per la verifica di compatibilità – entro 150 giorni – con il DRAG ( e il PTCP , ove approvato ). L’acquisizione dei pareri preventivi, attraverso lo strumento di co-pianificazione, potrà migliorare il nuovo strumento urbanistico e facilitare il suo percorso di approvazione. In questo periodo, quindi, l’impegno dell’Amministrazione Comunale è rivolto principalmente alla rapida conclusione delle Conferenze di co-pianificazione.

Comunicato stampa dei gruppi consiliari di opposizione

23 gennaio 2008

I consiglieri comunali di opposizione hanno inviato al giornale il seguente comunicato stampa che volentieri pubblichiamo e di cui si assumono la responsabilità.
Ceglie Plurale si riserva di intervenire sull’argomento quando avrà a disposizione tutti gli elementi e la documentazione completa.

Verbali Scuola di GastronomiaI consiglieri comunali di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lista Magno, Indipendenti di Centro e UDC, hanno richiesto la convocazione urgente e monotematica del Consiglio Comunale per discutere il seguente ordine del giorno: Relazione del Sindaco sulla gestione della “Scuola di gastronomia”, allegando alla richiesta una mozione nella quale si chiede la sospensione dell’arch. Marina Carrozzo da ogni responsabilità dirigenziale e la nomina di una Commissione consiliare d’inchiesta che faccia luce su gravi fatti venuti alla luce nella “allegra” conduzione di tale Scuola.
Come si evince dai verbali (sotto pubblicati) entrambi datati 22 novembre 2007, l’uno è diverso dall’altro, infatti, improvvisamente sparisce il nome del convivente del citato dirigente.
Inoltre, dalla lettura della documentazione, risulta che sono stati affidati incarichi di docenza a familiari, affini e come sempre a molti forestieri.
Altra anomalia, alcuni studenti greci alloggiati in casa di un assessore in carica e dopo la bufera allontanati in fretta e furia.
Ancora, affidamenti di progetti con ribassi del 34%, non consentiti dalla legge. Commissioni che hanno deliberato con tre soli componenti su otto.
Una serie continua di illegittimità ed illegalità_che non hanno trovato una sola parola di chiarimento da parte del Sindaco e dal consigliere regionale Mita, il cui imbarazzo è tale che preferisce il silenzio.
E l’occupazione del potere non si ferma alla Scuola di gastronomia.
Il Centro Anziani è gestito dal segretario sezionale di Rifondazione Comunista, come se non si trattasse di una struttura comunale, ma una sede di partito.
La Stagione Teatrale, anche quest’anno, è nelle mani di un ex assessore di Rifondazione.
Da questa occupazione selvaggia del potere viene fuori uno spaccato della città stretta nella tenaglia di una “piovra partitica”, che ha messo le mani sulla vita pubblica cittadina. che intende occupare ogni spazio di vita pubblica cittadina.
A questo andazzo i cittadini devono ribellarsi, iniziando a far sentire la propria voce già dal prossimo Consiglio Comunale, dove ci attendiamo una numerosa partecipazione di popolo desideroso di rendersi conto di persona su quanto da noi denunciato e contestato.

La creazione infinita

23 gennaio 2008

Vito Mancuso - L’Anima e il suo DestinoNon so se credete nei miracoli. Certamente Vito Mancuso ha fatto il miracolo di trasformare un libro di teologia in un best-seller in questo tempo di ballerine e predicatori televisivi. Un libro, tra l’altro, eterodosso che si cimenta con le domande ultime della vita.
L’interesse per i “novissimi” fa a pugni con la società e i sentimenti “liquidi” analizzati da Bauman.
M’è capitato di leggere in successione la Spe Salvi e questo spumeggiante testo che rifonda la dottrina cattolica, l’attualizza anche alla luce delle più importanti scoperte scientifiche moderne e vuole dare una risposta laica ai fondamenti della dottrina costruita tra contraddizioni e sedimentazioni successive nel corso della millenaria storia cristiana.
Ma mentre Ratzinger chiude l’orizzonte cristiano nella sua autoreferenzialità dogmatica, Mancuso riscrive le domande fondamentali che sono alla base di ogni esistenza e per far questo usa due clavi: la riscoperta del pensiero greco e le geniali intuizioni di Theillard de Chardin, il gesuita proibito che abbiamo letto e apprezzato in gioventù, ma attorno al quale era caduto un colpevole silenzio, perché ritenuto troppo eterodosso.
Subito il teologo definisce l’ orizzonte epistemologico della sua ricerca:”L’interlocutore principale di questo libro è la coscienza laica,intendendo con ciò quella parte della coscienza,presente in ogni uomo, credente o non credente,che cerca la verità per se stessa e non per appartenere a una istituzione; quella parte della coscienza che vuole aderire alla verità, ma vuole farlo senza alcuna forzatura ideologica, di nessun tipo, e se accetta una cosa, lo fa perché ne è profondamente convinto e non perché l’abbia detto uno dei numerosi papi…La vera laicità significa ritenere conclusivo non il principio di autorità, ma la luce della coscienza”.
Un avvertimento per i dibattito culturale odierno, che si sta sviluppando sul crinale di una pericolosa contrapposizione ideologica che non si avvertiva da tempo.
Mancuso parte dal presupposto che le religioni traggono l’abbrivo dalla paura e che “si tratta di sistemi che hanno bisogno dell’ignoranza e della paura degli uomini”.
Da qui parte un affascinante viaggio nel mondo della filosofia e della fisica e dall’intuizione einsteiniana dell’energia che muove l’universo si sviluppano apparati concettuali ficcanti e vengono sottoposti al vaglio della ragione critica i fondamentali postulati della religione cattolica.
Il lavoro di Mancuso è interessante non tanto sulla parte destruens, ma su quella costruens e tenta l’elaborazione di un sistema capace di rispondere laicamente alle domande ineludibili della modernità sia sui sistemi religiosi della “salvezza”,sia su quello della “redenzione”.
La necessità di una risposta teleologica alla costruzione dell’universo nasce dalla convinzione che la polvere primordiale vitale dell’universo,che data quattro miliardi di anni, e che continua ad espandersi all’infinito, non può essere il frutto del caso e della necessità, ma delle proprietà intrinseche alla materia e che le cose e le creature non siano altro che energia che contribuiscono a questa creazione infinita.
Su qualche punto del lavoro di Mancuso restano delle perplessità. La risposta tentata per comprendere il “dolore innocente” non la trovo molto convincente ed esaustiva, ma si tratta di argomenti che fanno tremare i polsi, di grande difficoltà teorica e non è facile rispondere agli interrogativi sul male nudo e senza peccato.
Così come non trova risposta convincente e laica il problema della Resurrezione del Cristo.
Resta comunque fondamentale il tentativo di fondare una nuova teologia nel tempo della postmodernità ,perché gli uomini non si fermano mai di fronte all’interrogativo radicale dell’esistere.
Il destino umano, individuale e collettivo, è legato alle risposte che siamo capaci di dare rispetto alle domande sulla vita e sulla morte:”Chi non sa perché muore, non sa perché vive. Chi non sa cos’è la morte, non sa cos’è la vita. Chi ha paura della morte, ha paura della vita”.
Il cardinale Martini nella lettera che scrive al teologo è cosciente delle novità rivoluzionarie del libro e dei pericoli e lo stesso Mancuso è cosciente delle difficoltà che incontrerà e quasi a scudo ,in esergo, mette questa frase tratta dal Siracide: ”Lotta fino alla morte per la verità e il Signore Dio combatterà per te”. Auguri professore.

Vito Mancuso,
L’anima e il suo destino,
Raffaello Cortina Editore

Vincenzo Gasparro

Chiude l’Istituto Don Guanella – nel silenzio di tutti

22 gennaio 2008

Foro Ragazzi Don guanellaSono trascorsi più di 40 anni dal vandalico abbattimento della cinquecentesca chiesa dei Cappuccini (per costruire l’Ospedale civile ormai fortemente ridimensionato e penalizzato) e quasi altrettanti dal crollo dell’antica chiesa di San Demetrio, ferite inferte alla città che non si rimargineranno mai.
Ceglie in questi ultimi decenni è stata depredata di tutto, prima per colpa di noi cittadini ma, soprattutto, per l’insipienza dei nostri amministratori.
Da molte alcune settimane si parla con insistenza della chiusura dell’Istituto e della partenza da Ceglie dei Padri Guanelliani che da circa un sessantennio sono il punto di riferimento di tanti giovani e benemeriti nel campo dell’istruzione dei bambini abbandonati e dei figli degli emigrati, della formazione religiosa e dello sport locale.
Anche questa perdita avviene nel silenzio assordante delle istituzioni, mentre la città si impoverisce ulteriormente.
Si parla anche della vendita dei locali e dei terreni di proprietà dei guanelliani. Noi, naturalmente, non crediamo a queste voci che circolano in merito ad una eventuale speculazione su questi terreni.
Le nostre rimostranze vogliono scongiurare la partenza e la chiusura dell’Istituto.
Chiediamo a tutti i cittadini di far sentire il proprio disappunto inviando delle e-mail alla Casa Generalizia dei Guanelliani a Roma, a tutti i blog gestiti da cegliesi, ai siti dei giornali così come al Comune, alla Provincia e alla Regione.
In campo deve scendere in prima persona il Sindaco e tutto il Consiglio comunale, anche per far rispettare le volontà di donna Rosina Lodedo affinchè non si oltraggi la sua memoria.
Il Consiglio comunale deve far sentire, forte, la sua voce attraverso un ordine del giorno da inviare alla Segreteria di Stato del Vaticano e al Vescovo della Diocesi di Oria, anche in merito alla vendita dei locali, un fatto lesivo del patrimonio storico della comunità locale.
E’ indispensabile creare un movimento di opinione che scongiuri questo ulteriore scippo ai danni della nostra città e che testimoni l’attaccamento dei cegliesi a questo Istituto che nel corso dei decenni ha dispensato a piene mani il senso dell’educazione a tutti i nostri figli.

A.C.

Diventare minoranze rivoluzionarie

21 gennaio 2008

Così come il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, anche i sindaci, a fine anno presentano il loro bilancio, il messaggio a tutti i compaesani. Tutti i sindaci, nessuno escluso, vengono da un anno turbolento. Penso che a sera, soli con se stessi, coloro che non accarezzano traguardi regionali, parlamentari o prebende personali, si siano detto: ma chi me lo ha fatto fare? Tuttavia, tutti all’unisono dicono sempre che tutto va per il meglio e che ciò che non è stato compiuto sarà presto fatto.
Nessuno invece ammette sconsolato, così come era solito fare il grande imperatore Adriano, che era anche un grande filosofo: E’ già tanto riuscire a fare l’ordinaria amministrazione.
Ma veniamo alla situazione cegliese.
Non abbiamo ancora visto in questi ultimi decenni un Sindaco o un assessore che con il Comandante dei Vigili urbani girino per la città. Nessuno frena il traffico rumoroso e caotico né di giorno, né di notte. Gli anziani sono una popolazione inesistente: dovrebbero essere il principale problema di dignità umana di ogni paese, ma per i nostri amministratori valgono un piatto di minestra riscaldata!
Nessun sindaco ha avuto il coraggio di mettere mano al mostro Istituto Musicale che in circa 30 anni si è mangiato più di 40 miliardi delle vecchie lire. E che ancora munge.
In compenso le regalie agli amici abbondano sotto forma di staffismo, convenzioni o insegnamenti.
E’ cronaca degli ultimi giorni una presunta parentopoli alla nascente Scuola di gastronomia.
Qualcuno sicuramente ricorderà come l’anno scorso, di questi giorni, anche il nostro sindaco e gli amministratori dicevano che il nuovo anno avrebbe portato qualcosa di nuovo che non si è visto.
Nel 2007 tutti abbiamo toccato con mano il degrado della politica nazionale. Tutti abbiamo assistito grazie al libro La casta e ad un comico fin troppo rabbioso, al dileggio della classe politica italiana, presentata, per la sua avidità di privilegi, come causa del malessere nazionale. Cosa deve pensare un cittadino, quando l’ultimo dei consiglieri regionali porta a casa uno stipendio che supera i 15 mila euro, mentre la maggior parte di noi vive con meno di 1000 euro al mese?
Eppure, nessuno dei nostri politici si è fatto alfiere di una causa esemplare per tutti, quasi un ideale amministrativo: la politica sentita come servizio verso i propri concittadini-elettori.
Non che si chieda ad essi l’ispirata follia del sindaco Giuseppe Elia, morto nel lontano 1886, lievito e sale, per dirla con la sapienza religiosa, della politica al servizio del suoi cittadini.
Elia fu sindaco di Ceglie per quasi un trentennio e prima di salire per le scale del Municipio, ogni mattina faceva visita alla gente più povera, bussava alle loro porte chiedendo se avessero bisogno di qualcosa. A molte famiglie lasciava anche dei soldi per comprarsi da mangiare.
Chi si ricorderà invece di questi politici che da decenni esercitano il potere quando cesseranno dalla loro carica? Nessuno!
Ormai il Comune di Ceglie è un Palazzo chiuso, abitato da sguscianti ombre e indistinguibili corpi. Manca la serietà alla politica locale; la conoscenza dei problemi che, insoluti da anni (vedasi Piano Regolatore Generale e le false promesse sull’Ospedale) che hanno messo in ginocchio la città.
E soprattutto gli elettori si fanno una domanda: quale amministratore, oggi, spende i soldi pubblici come spenderebbe i propri?
E’ la regalia, a sé, ai propri cortigiani e ad altri potentati, il favore, la caratteristica della classe politica nostrana, causa, a sua volta, della mancata attenzione e della privazione della dignità umana alle fasce deboli della società: anziani, studenti, giovani, madri, lavoratori.
Il sindaco, non deve abitare in un palazzo chiuso, ma deve essere un tutt’uno con la gente, sentirne e vederne le necessità. Quindi egli ha il dovere preciso di esserne la voce.
Di questo ha bisogno oggi la politica cittadina, del contatto diretto fra elettori ed eletti, fra popolo e dirigenti. Per tutto il mandato e non in prossimità delle varie turnazioni elettorali.
Il sazio, dice un proverbio cegliese, non comprende chi sta digiuno; ma se, oltre che a sentirlo e a vederlo se ne sentisse incolpato, o ammonito, il sazio capirebbe casa fare.
La speranza e l’augurio per il nuovo anno è che il Sindaco, il Consiglio comunale, i nostri rappresentanti nelle istituzioni provinciali e regionali sappiano essere minoranze rivoluzionarie nei confronti della Provincia e della Regione, dove contiamo meno dello zero spaccato. Che siano cioè i portatori delle esigenze vere di questa città.

Michele Ciracì

Tavole del PUG

15 gennaio 2008

PUG - CompartiPubblichiamo tutte le tavole del nuovo PUG di Ceglie Messapica.

Norme tecniche di attuazione del Pug di Ceglie Messapica

9 gennaio 2008

Pubblichiamo le Norme Tecniche di Attuazione finali corrette dal progettista Borri alla data del 06/11/07. Nei prossimi giorni saranno pubblicate tutte le tavole del PUG.