Big match contro il Nardò per il debutto in casa della N.P. Ceglie
6 ottobre 2006
Esordio in casa della N.P. Ceglie domenica 8 ottobre alle ore 18,30 contro il Nardò. Un’altra prova durissima attende i ragazzi allenati da Mimmo Suma visto che il Nardò, per molti addetti ai lavori, è la corazzata da battere nel girone B della serie D. Ma ciò non intimorisce la formazione arancioblù che può contare su giocatori forti come Cerminara, Faggiano, Ligorio, gli under Conserva e d’Ambrosio e sulla ormai consolidata coppia Barletta-De Leonardis con le loro prodezze sotto canestro. Gara in occasione della quale, tra l’altro si terrà una raccolta fondi da destinare al progetto Mary Piccoli e Fabio Caramia per l’acquisto di due mucche da donare alla fondazione ecuadoregna “Mano Amiga”, sita in Pavòn (Chone), che ospita i bambini orfani, abbandonati e maltrattati dai genitori, per dare loro la possibilità di avere del latte a colazione. Un roster compatto quello della formazione del dirigente responsabile Adriano Lanzillotti che, nonostante la sconfitta al suo debutto in serie D, lo scorso 30 settembre a Brindisi, contro una fra le squadre più quotate alla vittoria finale, ha dimostrato di avere carattere, tenendo duro fino al finale nel quale ha poi ceduto in virtù anche di un vistoso calo atletico. I ragazzi del presidente Bellanova hanno infatti recuperato dopo un primo tempo che ha visto il dominio incontrastato dei padroni di casa, portandosi a soli 6 punti dall’avversaria proprio quando sul cronometro mancavano 2′ alla fine della partita. Ma a questo punto è subentrata l’esperienza di giocatori quali Risolo, Licchello e Santacesaria che, gestendo saggiamente il convulso finale, hanno regalato la prima vittoria in campionato alla locale formazione di Quelli che… Dunque una sconfitta dal sapore non troppo amaro sia per i ragazzi che per lo staff tecnico del sodalizio “messapico” Siamo ancora all’inizio, atleticamente siamo al 20% e questa era solo la prima partita, ne riparleremo più in là! Ha commentato il coach Mimmo Suma che non sembra mostrare alcune segno di preoccupazione quanto piuttosto grinta, impegno e determinazione, qualità che dovranno contraddistinguere le prestazioni future della quadra del Presidente Onorario Francesco Nacci, affinché si possano traguardare gli obiettivi prestabiliti dalla società.
Comitato Cittadino per la salvaguardia del Presidio Ospedaliero di Ceglie Messapica
5 ottobre 2006
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Ceglie Messapica
Con preghiera di voler dare lettura all’apertura del Consiglio comunale monotematico fissato per il 2 ottobre 2006
Il sottoscritto Rodio Cataldo, nella qualità di Presidente ed a nome di tutti i componenti dell’intestato Comitato, faccio presente al Consiglio Comunale nella sua interezza che è ormai sotto gli occhi di tutti che per gli ospedali della provincia di Brindisi vi è stata l’apertura di reparti in un primo momento soppressi; e che solo Ceglie, no si comprende il perché, ancora niente, nonostante le promesse elettorali.
Abbiamo una struttura ospedaliera che tutti gli altri comuni ci invidiano.
Non si sta tenendo conto che il riutilizzo della stessa consentirebbe il decongestionamento dell’Ospedale di Francavilla Fontana, che ha seri problemi di ricettività, non potendo far fronte alle richieste di tutto il suo bacino di utenza.
Bisognerà, in buona sostanza, risolvere il probelma di intasamento di quell’ospedale, nelle stesso modo in cui è stato risolto quello dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi. E’ stato necessario e sufficiente fare ricorso agli ospedali di Mesagne e San Pietro Vernotico mediante la riapertura dei reparti una volta soppressi.
Per quanto innanzi, a nome dei miei rappresentati e nell’interesse dei cittadini di Ceglie, avendo sempre a cuore, in uno con i miei collaboratori, il problema della sanità, che nel nostro Comune si trascina dal 2001, non posso che insistere nelle richieste in diverse occasioni formulate dal Comitato, consistenti nella riapertura (si badi bene) alle stesse condizioni di una volta, del nostro Ospedale. Sarà considerata una grave offesa alla intelligenza dei cegliesi il voler risolvere il problema facendo ricorso a surrogati di reparti o a cambiamenti di nome dei reparti attualmente esistenti, per esempio: dalla denominazione di “lungodegenza” a quella di “medicina”. Ci si guardi bene dal farlo!
Bisognerà cambiare, come in parole povere si suol dire, non solo il nome, ma anche la sostanza.
Chiarisco che la riapertura dovrà avvenire con le figure professionali e con gli operatori a suo tempo in organico.
Intendo riferirmi ai primari medici, agli aiuti, agli assistenti ed al personale infermieristico e ad altro anche prima esistenti, tutti da utilizzare a tempo pieno, 24 ore su 24, in maniera tale da creare i presupposti per riavere anche, come in passato, un vero Pronto Soccorso, e non una Guardia Medica come quella attualmente esistente.
E’ desiderio allora di questo Comitato che il Consiglio comunale di Ceglie, in maniera unanime, faccia voti agli Organi regionali preposti, perché il nostro Ospedale riprenda a funzionare, né più e né meno, come una volta.
Non si chiede troppo: gli ospedali degli altri comuni hanno ottenuto tutti i reparti preesistenti… e persino ristrutturati.
Nel ringraziare, porgo distinti saluti.
Ceglie Messapica 29.9.2006
Il Presidente
Cataldo Rodio
L’orologio impazzito
3 ottobre 2006
Sollecitati dalle continue lamentele dei cittadini, torniamo a parlare dell’orologio di Piazza Plebiscito. Negli anni scorsi abbiamo dedicato all’argomento alcuni articoli, nella speranza che qualcuno provvedesse a ripararlo. Abbiamo sollecitato le amministrazioni comunali a stanziare la somma necessaria per far risuonare correttamente l’orologio. I suoi rintocchi sono diventati un rebus, a volte suonano il quarto, altre volte l’ora, per mesi è muto, come al tempo dell’ultimo conflitto mondiale.
A noi, ai cittadini mancano i rintocchi che segnano il trascorrere del tempo.
Questa città “perde colpi”, possianmo sperare che la Civica Amministrazione si attivi per restaurare il meccanismo, o comprarne uno nuovo?
Ve ne saremo grati.
Comunicato sul Consiglio Comunale del 2 ottobre 2006
3 ottobre 2006
Il consiglio comunale monotematico sulla questione ospedale, convocato il 2 ottobre, è stato richiesto dall’opposizione il 24 luglio, con la presenza del Presidente Vendola, dell’assessore alla Sanità Tedesco, dei capigruppo in consiglio regionale, del Comitato per la Difesa dell’Ospedale, degli operatori sanitari. Inoltre, nella richiesta si specificava la necessità di tenere il Consiglio in Piazza Plebiscito ed alla presenza di emittenti televisive per la trasmissione dell’intero consiglio. Dai fatti appare evidente come l’amministrazione comunale e la sua maggioranza non hanno ritenuto di accogliere alcuno dei punti presenti nella richiesta dell’opposizione. Sembra evidente, inoltre, che hanno inoltrato l’invito ai rappresentati istituzionali solo qualche giorno prima del 2 ottobre. Infatti, sembra impossibile non trovare una data disponibile nell’agenda di un Presidente, di un Assessore o, peggio ancora, di un capogruppo in consiglio Regionale con ben tre mesi di anticipo. Cosa ancora più grave è che malgrado diversi capigruppo al Consiglio regionale e lo stesso assessore alla sanità avessero chiesto un rinvio di 24 h per poter partecipare ai lavori del consiglio, la maggioranza ha approfittato in maniera subdola di tale impedimento per fare in modo che solo alcuni capigruppo in Consiglio regionale partecipassero all’assise cittadina ed ha negato il richiesto rinvio. Anzi hanno anticipato l’ora di svolgimento dalle 16:00 alle 10:00 del mattino. Mancando tutti i presupposti della richiesta appare evidente che il significato del Consiglio Comunale si svuota del tutto. L’opposizione ritiene infondate tutte le motivazioni di ordine tecnico e/o finanziarie circa la impossibilità di tenere un consiglio in piazza o con la trasmissione televisiva. Risulta evidente, pertanto, che la motivazione è politica. Ed è la motivazione di questa maggioranza, la quale, ormai consapevole che sull’ospedale di Ceglie non può più mentire, che i reparti promessi non saranno ”’MAI PIU’ RIAPERTI”’, vuole prendere tempo, creare assuefazione parlando sottovoce, negando qualsiasi tipo di confronto pubblico.
L’opposizione ringrazia il Dott. Scoditti per aver mostrato ancora una volta disponibilità al confronto e impegno sul piano progettuale. Tuttavia, tra i progetti e la realtà manca un nesso fondamentale, ossia la determinazione politica della maggioranza in Consiglio regionale, ed i conseguenti atti deliberativi della giunta regionale. Perché per l’ospedale di Ceglie Messapica non esiste uno ed uno solo di questi atti deliberativi?
Inoltre, si fa presente che la cittadinanza non ha bisogno di ripetizioni sul Piano strategico. Il piano strategico è stato già presentato alla città, è stato letto e la gente, semplicemente, non lo condivide. Il punto di partenza rimane sempre lo stesso: il rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale, ossia la riapertura completa dei reparti pre-esistenti il piano di riordino Fitto. Lo spirito della richiesta del consiglio monotematico da parte dell’opposizione era questa: comprendere ed informare la città sull’impegno e sulla determinazione con cui la maggioranza in consiglio regionale sta perseguendo l’obiettivo di riaprire tutti i reparti dell’ospedale di Ceglie. Mancando questa possibilità il Consiglio Comunale si è trasformato in una inutile passerella e nell’ennesima sequela di promesse o di atti a metà. Tanto più che appare ormai evidente la discrasia tra quanto dichiarato in consiglio comunale dal Dott. Scoditti il 23 gennaio di quest’anno, cose e progetti che risultano completamente diverse da quanto riportato nel piano ed, ancora, completamente diverse da quanto il Dott. Scoditti ha affermato recentemente in una intervista a TRCB: nessuno può pensare che si possano riaprire i reparti a Ceglie Messapica. E se qualcuno non l’avesse ancora capito, questo concetto è stato ribadito a chiare lettere nel consiglio del 2 ottobre. Anzi, chi era presente in Consiglio ha pure dovuto sorbirsi le perorazioni del Consigliere Romano circa il destino dei reparti riaperti a San Pietro Vernotico e a Mesagne, sottolineandone la propria specificità ed insostituibilità per il territorio!
Né si può sottacere che l’elemosina di qualche posto letto (peraltro ancora sulla carta e senza alcun impegno da parte della Giunta regionale…) offende la dignità di tutti i Cegliesi. Fa bene il Consigliere Romano a ricordare i tempi del suo impegno e dei suoi girotondi per salvare l’ospedale della sua città. Anche a Ceglie Messapica c‘è stato un consigliere regionale che ha partecipato ai girotondi ed alle manifestazioni per la difesa dell’ospedale per vincere le elezioni. Purtroppo, non ha conseguito alcun risultato e una volta vinte le elezioni si è dimenticato del problema e non ha mai aperto bocca in Consiglio regionale. Ma forse sarà soltanto perché, dopo aver fatto incetta di candidature per soddisfare la propria voglia di potere, adesso è rimasto solo e senza alcuna considerazione. Ed ora eccolo lì, pronto ad accontentarsi dell’elemosina di qualche posto letto, e a contrabbandarlo come un grande risultato, grazie al suo impegno ed alla sua determinazione.
Inoltre, non è con operazioni di spoil-system, sistematicamente messe in atto da DS e Margherita presso l’ospedale di Ceglie, che portano alla nomina del Direttore sanitario che si può pensare di accontentare e mettere a tacere una città. Caro Dott. Scoditti, anche Ceglie vorrebbe conferirle la cittadinanza onoraria… ma non certo per la nomina di un Direttore Sanitario.
Il ripristino della funzionalità totale dell’ospedale di Ceglie richiede uomini e mezzi (primari e ferri). Di questo ci dovete venire a parlare la prossima volta, con atti e fatti concreti. Basta con la demagogia della medicina del territorio, la diagnostica per immagini, la prevenzione e i fantomatici dipartimenti di cui anche un incompetente può diventarne Presidente. Altrimenti riconoscete che il Piano Fitto era ineluttabile e procedete con tutto quello che questo prevedeva. Forse sarebbe qualcosa in più per questa città rispetto alle vostre promesse ed a quella finanziaria di lacrime e sangue che ci aspetta per i prossimi mesi.
E ora, caro Sindaco dopo questa ennesima passerella di promesse e di atti a metà si ritiene soddisfatto (totalmente o parzialmente) dell’elemosina di qualche posto letto? Non ritiene forse che le parole ”dimenticatevi di poter riaprire i reparti pre-esistenti a Ceglie, pronunciate con rigore professionale da Scoditti e quasi a sfregio dal Consigliere Romano, risuonino sinistre rispetto a tutta quella sofferenza che incontrava e comprendeva durante la campagna elettorale per diventare sindaco di questa città? Oppure adesso è sufficiente cambiare bandiera e fare gruppo, non più con i sindaci di San Michele Salentino e Villa Castelli, ma con i colleghi di Mesagne e San Pietro Vernotico? Non si sa mai… Quelli qualcosa l’hanno già ottenuta…


