Recupero della gara di Basket Imperiali Francavilla – Nuova Pallacanestro Ceglie 2001
28 dicembre 2005
La Federazione Italiana Pallacanestro ha comunicato la data del recupero della gara fra Imperiali Francavilla – Nuova Pallacanestro Ceglie 2001 valevole per la seconda giornata di andata del Campionato Regionale di Promozione maschile 2005/2006.
Lo scontro al vertice fra le due formazioni capoliste del girone B si disputerà giovedi 29 dicembre alle ore 20.30 presso la Palestra Scuola Media S.Francesco in Francavilla Fontana (Brindisi).
Francesco Morelli
Il nuovo CD e i concerti di Natale 2005 dell’Orchestra del Settecento
27 dicembre 2005
L’Orchestra del Settecento, il già affermato complesso musicale specializzato nell’esecuzione della musica barocca, ha tenuto due concerti in occasione delle festività natalizie 2005, precisamente, domenica 18 dicembre alle ore 20.30 presso il Teatro Comunale di Ceglie Messapica, e lunedi 19 dicembre alle ore 19.30 presso la settecentesca Chiesa del Carmine a Galatina col patrocinio dei rispettivi Assessorati alla Cultura delle Civiche Amministrazioni, oltre che col Patrocinio dell’IMAIE che riconosciuto l’altissimo livello artistico di questa Orchestra di giovani musicisti pugliesi ha deciso di sponsorizzarne l’attività.
Nata nel 1991 per volontà e iniziativa del suo direttore M°Graziano Semeraro di Ceglie Messapica, docente titolare di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio “N.Rota” di Monopoli (BA), l’Orchestra del Settecento ha svolto, negli anni, la sua attività in ambito regionale con indiscusso successo di pubblico e di critica. Partendo da un serio lavoro di studio e ricerca filologica, essa si dedica oltre che all’esecuzione del repertorio più noto, soprattutto alla divulgazione del repertorio meno noto, poco eseguito o inedito. In questa produzione il prestigioso ensemble ci ha fatto ascoltare, infatti, tre concerti inediti di autori pressoché sconosciuti (contemporanei dei più famosi Corelli, Vivaldi, Bach) quali il francese Michel Delalande, il tedesco Johann Christoph Pez e il napoletano Gaetano Maria Schiassi, tutti ispirati al tema della Natività. Indi, nella seconda parte del programma c’è stata la presentazione del nuovo CD pubblicato dall’ Orchestra del Settecento contenente la registrazione dal vivo del Concerto eseguito in occasione del Natale 2004. La presentazione sarà commentata dall’esecuzione dei Concerti grossi (sempre natalizi) di Francesco Onofrio Manfredini e Giuseppe Torelli e la Cantata per il SS.Natale di Alessandro Stradella, che nel concerto del 18 dicembre (Ceglie Messapica) è stata eseguita per estratti ed in forma statica, nel concerto del 19 dicembre (Galatina), invece in versione integrale ed in forma semiscenica.
Per questa produzione, l’Orchestra del Settecento si è avvalsa dei solisti: Vincenzo Barulli (violino), Mary Mancarella, Angela Nisi e M.Rosa Rondinelli (soprani), Fabio Anti (controtenore), Camillo Facchino (tenore), Gianfranco Zuccarino (basso). L’organico era formato dai seguenti professori: Vito Caliandro e Anna Elia (oboi), Andrea d’Armento (fagotto), Vincenzo Barulli, Francesco Masi, Maria Cucci, Maria Punzi, Giuseppe Amatulli, Giuseppe Simonetti, Paola D’Amico e Antonia Mastromarini (violini), Saverio de Nitto e Massimiliano Monopoli (viole), Daniele Lunedi e Merita Alimhillaj (violoncelli), Camillo Pace (contrabbasso), Alessandra Corbelli al clavicembalo.
Chi volesse acquistare questo nuovo CD dell’Orchestra del Settecento può farlo ordinandolo direttamente all’indirizzo di posta elettronica info@orchestradelsettecento.com. Il prezzo è di € 10,00 + spedizione e diritto di contrassegno.
Antiquariato e beneficenza
25 dicembre 2005
Grande successo di pubblico ha riscosso la mostra di antiquariato, organizzata dal Comitato Pro-restauro della Chiesa di Sant’Anna, che si è svolta nei giorni 8-9-10-11 dicembre nella omonima chiesa.
L’intero ricavato è stato devoluto in favore del Comitato cittadino che da anni si prodiga per restaurare il più antico monumento di Ceglie. I lavori che hanno interessato tutto il corpo di fabbrica sono quasi ultimati e a breve ritornerà luogo di culto e pellegrinaggio della popolazione cegliese. Va dato merito a questo Comitato, coadiuvato dal Parroco di San Rocco don Angelo Principalli, con il fattivo contributo del Vescovo di Oria, se si è giunti a tanto.
Il 10 è stato anche ricollocato nella Chiesa il dipinto raffigurante la nascita della Madonna. Il restauro eseguito dalla restauratrice Chiara Sasso è stato finanziato dall’Associazione “Amici di Ceglie”.
Con la immenente consegna della bellessima statua lignea di Sant’Anna (XVIII), i cui lavori di restauro sono stati sponsorizzati dal locale Rotary “Club dei Messapi”, la Chiesa ritornerà all’antico splendore.
Tanto è stato fatto in questi anni per salvare la più antica chiesa di Ceglie. E’ necessario, però, che ci sia da parte della Soprintendenza, della Curia Vescovile, degli Enti: Comune, Provincia e Regione, ma soprattutto dei cegliesi, ancora un piccolo sforzo finanziario per salvare gli affreschi presenti e visibili, ma soprattutto per recuperare quelli più antichi, nascosti sotto le ridipinture dei secoli successivi.
“Inciucio” a San Michele Salentino
21 dicembre 2005
Illustre Direttore,
sono un assiduo lettore del “nostro giornale”. In questa veste affido questa mia alla sua sensibilità, certo che la vorrà pubblicare.
Il fatto. Il 28.11.2005 si è riunito il Consiglio comunale di San Michele Salentino e al n. 5 dell’ordine del giorno era iscritto: “la nomina Collegio dei Revisori dei Conti”, previsto dal D.L. 267/2000, che al Titolo VII Art. 234, così recita: “I consigli comunali, provinciali e delle città metropolitane eleggono con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori composto da tre membri. Sono scelti: uno tra gli iscritti al registro dei revisori contabili, il quale svolge le funzioni di presidente del collegio; uno tra gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti; uno tra gli iscritti nell’albo dei ragionieri”.
La delibera è stata approvata dal Consiglio con il voto favorevole di n. 15 consiglieri. L’atto posto in essere appare formalmente corretto, ma a parere dello scrivente, l’intero Consiglio ha sottovalutato l’intelligenza dei Sanmichelani che hanno capito bene cosa è realmente accaduto con la votazione e nomina dei nuovi revisori dei conti che, per puro eufemismo, chiamerò con un termine abusato di questi tempi un: “INCIUCIO”.
In sostanza, si è utilizzato il tanto vituperato MANUALE CENCELLI, protagonisti maggioranza ed opposizione per la nomina di un componente del Collegio dei revisori dei Conti per il triennio 2006-2007-2008.
L’aspetto politico di quanto accaduto meriterebbe un maggiore approfondimento, compito che spetta alle forze politiche.
Noto soltanto che con questa operazione si è bloccata la defezione annunciata di un altro consigliere della maggioranza, rinviando una grave crisi politico-amministrativa.
Ma vediamo cosa è accaduto praticamente nel Consiglio comunale del 28.11.05.
| Presenti | Assenti | Votanti |
|---|---|---|
| 15 | 2 | 15 |
| UDC | 6 | Forza Italia | 3 |
| DC | 1 |
| Gruppo Misto | 2 |
| Gruppo opposizione | 3 |
Esito dello scrutinio – a voto segreto – :
| Nomina | Voti |
|---|---|
| Presidente del Collegio dei Revisori | 7 |
| Dottore commercialista | 10 |
| Ragioniere | 8 |
Dall’esame della votazione si evince chiaramente che, fino alla elezione del Revisore ragioniere, i partiti della maggioranza avevano utilizzato 15 voti dei 20 a loro disposizione per eleggere con 7 voti il presidente, 8 il commercialista, con un residuo di voti 5.
Per il commercialista hanno votato i consiglieri Antonio Scatigna e Mario Miccoli, dissociatosi dalla maggioranza e costituitosi successivamente in Gruppo Misto.
All’atto della votazione del Revisore ragioniere, 5 consiglieri della maggioranza utilizzano i 5 voti rimasti a loro disposizione per votare, insieme ai 3 consiglieri dell’opposizione, il ragioniere revisore (5+3=8).
E’ chiaro, quindi, che per eleggere il ragioniere Cosimo Palmisano, espressione dei DS e consigliere comunale di questo partito a Ceglie Messapica, è stato necessario far convergere sul suo nome i 5 voti della maggioranza, (in questo caso, anche dell’UDC, partito a cui appartiene il Sindaco).
Se poi, come sembra, 2 consiglieri di Forza Italia non votano il ragioniere, ma il commercialista, la presenza dei consiglieri dell’UDC in questi 5 voti è massiccia.
Lascio agli attenti lettori tutte le valutazioni di ordine politico ed etico sull’accaduto.
Mi sia consentito, però, una previsione: non vorrei che questo “INCIUCIO” consumato nel nostro Comune, fosse il preludio per la futura nomina a Revisore dei Conti, presso il Comune di Ceglie Messapica di un consigliere comunale di Forza Italia in carica a San Michele Salentino.
Seguirò con molto interesse gli accadimenti futuri e mi riservo di ritornare sull’argomento.
Certo che la presente sarà tenuta nella giusta considerazione, la ringrazio per la sua disponibilità e cortesia.
Colgo l’occasione per salutarla cordialmente e inviarle i più fervidi voti augurali per le prossime festività.
Dott. Francesco Chirulli
Grotta Zaccaria
20 dicembre 2005
Stiamo per avventurarci nella grotta più lunga sin qui esplorata. Avvertiamo, come non mai, un’emozione strana, come se fosse la prima volta che esploriamo una cavità. Il nostro gruppo, per questa escursione diventa più numeroso, per la presenza di altri giovani che intendono fare l’esperienza speleologica. Il gruppo è composto da Vito Amico, Giuseppe Altavilla, Gianfranco Antico, Graziano Argentiero, Luigi Chirico, Domenico Demitri, Battista Elia, Francesco Palmisano e Pasquale Venerito, gente ormai affiatata che ha al suo attivo la scoperta di tante grotte e cavità nel territorio cegliese.
Approntiamo le attrezzature necessarie per intraprendere il nostro lavoro. Rotta Ostuni. A circa 1 km. dal centro abitato ostunese, percorriamo la provinciale per Fasano; superiamo il parco preistorico di “Delia” e raggiungiamo Santa Maria d’Agnano e ci accostiamo ad un costone di roccia: una vecchia cava dismessa di proprietà dei signori Colucci.
La giornata è straordinariamente illuminata da un sole inconsueto in questa piovosa stagione autunnale. La vegetazione si appresta a vivere l’inverno, mentre il panorama che appare ai nostri occhi si perde in un mare dal colore verde vivo, mentre a perdita d’occhio gli alberi di ulivo diventano i veri protagonisti con i loro rami di un verde scuro ma vivo.
I proprietari ci accolgono benevolmente con una disponibilità straordinaria e insieme a loro ci portiamo verso la grotta. Dopo aver percorso alcune centinaia di metri, ci troviamo di fronte a due ingressi distanti venti metri l’un o dall’altro, circondati da una parete rocciosa di calcare biancastro di circa 25 mt., sono evidenti gli strati di sedimentazione divisi da diaclasi quasi costanti di 25-30 cm., un segno evidente delle passate ere geologiche, in cui troviamo segni evidenti di organismi marini, a testimonianza che, 65 milioni di anni fa, tutto il nostro territorio era quasi completamente sommerso da un mare poco profondo.
Indossiamo gli indumenti più adatti all’ambiente che stiamo per “visitare”, prima però, il nostro fotografo Francesco Palmisano intende immortalare il gruppo. L’ingresso è lì davanti a noi, uno alla volta lo attraversiamo. Superata la iniziale dimidezza, ci prepariamo a camminare per alcuni chilometri all’interno della grotta Zaccaria. Ci colpisce subito un corridoio lungo e stretto tutto concrezionato sin dall’ingresso; concrezioni bianchissime, stalattiti molto fitte ornano tutta la grotta: uno scenario unico e irripetibile che sola la natura è capace di produrre.
Il silenzio è assoluto è rotto solo dal rumore dei nostri passi, mentre avvertiamo un intenso e nauseante odore di terriccio e di millepiedi che, sicuramente e inavvertitamnente abbiamo calpestato. La roccia è fredda, circa 14 gradi e questo rende più difficle il nostro camminare.
Uno dietro l’altro strisciamo per circa il 70% del corridoio, incontrando sul nostro cammino varie elementi che caratterizzano questa grotta. Arrivati in alcune stanze le troviamo ricamate da stalattiti e stalagmiti, con zone di carbonato di lacio solidificato di un bianco accecante e conformazioni di stalattiti e cannule lunghissime, tutte ancora intatte, segno evidente che l’uomo che si è avventurato in questa grotta ha rispettato l’abitat naturale.
Attraversiamo stupiti la grotta, dove sono presenti anche delle pozze d’acqua, segno sicuro che la cavità è come si dice in gergo, attiva. Arriviamo ad una zona quasi nascosta, con accessi sotterranei e ci troviamo nella direzione sub-orizzontale, rispetto all’ingresso. Dopo aver camminato per alcune ore, avvertiamo l’esigenza di fare una piccola pausa e per questo ci portiamo al centro della stanza appena visitata. Dal gruppo manca Domenico, ci preoccupiamo relativamente, conoscendo l’esperienza del nostro amico; si era infilato in un piccolo corridoio, alla voce gli chiediamo di descriverci l’interno, senza rispondere al nostro appello, appare all’improvviso: “ho visto un gatto”, un gatto che mio veniva incontro.
Increduli ci addentriamo anche noi nel corridoio e ci indicaca il posto dove ha scorto l’animale “eccolo è lì” è bianco e nero, grida un altro amico “è un furetto l’ho visto bene”. Un fatto inconsueto e straordinario in una grotta. Abbiamo incontrato aracnidi, troglofe, organismi con esoscheletro, al massimo delle ossa fossili o recenti di qualche canide, ma un mammifero mai. Vedere un animale in queste profondità è un’esperienza unica.
Continuamo il nostro tragitto, sempre angusto e impegnativo, sino ad arrivare ad una grande stanza con la volta crollata in cui sono presenti in numero straordinariamente grandi stalattiti e stalagmiti di grandi dimensioni e una presenza massiccia di radici capillari, in parte ramiformi, segno certo della vicinanza di alberi. La grotta è così grande che sicuramente ha altre diramazioni, ma ormai siamo stanchi e ci affrettiamo a fare ritorno in superifice, con la promessa di ritonare in questa grotta entro breve tempo per terminare l’esplorazione, ma questo ve lo racconteremo in un prossimo articolo.
Vito Amico
Zero spaccato!
20 dicembre 2005
Diciamoci la verità, 300.000 Euro ci avrebbero fatto comodo. I nostri amministratori l’avrebbero potuto incorniciare nell’inutile e insignificante “Bilancio partecipativo 2006″ che ci hanno mandato a casa. Invece no.
Si sono dimenticati di presentare delle semplici attestazioni e i soldi previsti da una legge dello Stato sono sfumati. Peccato.
Sarebbero serviti per migliorare il nostro sistema stradale ridotto a “Grattacase”.
Si spera in una prossima volta.
Tex Willer
E’ Natale Sòbba Muretto quand’ abbascjia a Mènele
20 dicembre 2005
Cari lettori, è Natale: voglio porgere i miei più cordiali Auguri di Buone Feste a voi e all’Amministrazione comunale al completo, approfitto della circostanza per rammentare a questi ultimi che il 25 dicembre è Natale Sòbba Muretto, quand’ abbascjia a Mènele.
Quella che fino ad oggi nell’immaginario del cegliese era stata una pura e semplice localizzazione geografica per distinguere due punti, più o meno distanti, della città diventa, oggi più che mai, una connotazione discriminatoria.
Ho invano cercato di trovare una giustificazione plausibile al fatto che una zona della città sia stata vestita a festa dalla Nostra Amministrazione rispetto ad un’altra destinata a trascorrere queste festività, a parte l’iniziativa del privato, nel buio più assoluto: consentitemi, ma è proprio il caso di dire che “Cristo si è fermato sobbu u spiziu“.
Ho pensato che, forse, le vie addobbate potevano essere quelle di ingresso o di uscita dalla Piazza: se questo è vero per corso Garibaldi, via San Rocco e via Argentieri, fatto salvo Corso Verdi dove si svolge il mercatino, ne ho smentita se penso a via Petracca…e a Via Dante, a via Balilla…
Ipotesi numero due: si sono preferite le strade con più negozi. Se così è peccato, perché pensavo che le luminarie natalizie fossero poste dall’Amministrazione per rallegrare le imminenti Feste dei cittadini, non solo il loro shopping natalizio.
Non resta che un’ultima ipotesi: si sono illuminate le vie più importanti. E chi ha stabilito che via Martina sia più importante di via Francavilla, che via Petracca più di via Gatti, che u stratone più di via Roma? Che abitare sòbba mmuretto sia più dignitoso che abitare abbascjia a menele?
Come può succedere, visto che più o meno tutti ci si vanta di non avere alcuna sorta di pregiudizio, che un’intera e consistente parte del paese venga così seccamente tagliata fuori dal circuito degli addobbi natalizi?
Visto che, come si dice, gli uomini sono tutti uguali di fronte alla legge e di fronte a Dio non vedo perché i cittadini di Ceglie]non debbano esserlo di fronte a questa Amministrazione. C’è qualche motivo tecnico? Economico no, spero: se addobbare qualche albero al Calvario o alla stazione costituisce spesa insostenibile per un Comune!
Spero che i fatti mi smentiranno, che si è trattato di un semplice ritardo nell’allestimento… se così sarà vi chiedo umilmente scusa. Ma se così non sarà, cari Amministratori, ricordatevi che, anche Voi, avevate fatto della rivalutazione delle periferie un Vostro cavallo di battaglia.
BUON NATALE A TUTTI!
Stagione in crescendo
19 dicembre 2005
Che una stagione concertistica giunta alla XII edizione oggi non è dato da poco conto, e che ciò avvenga in una cittadina come la nostra risulta addirittura stupefacente. Ma ciò di cui si vuole qui presentare il programma 2006 lo si deve alla tenacia di una figura come quella del Maestro Massimo Gianfreda che, lungi dal voler apparire, suole lavorare concretamente. Il preludio si avrà il 29 dicembre a Lecce con l’orchestra da camera “Caelium” e il soprano Liccardi mentre, ufficialmente, si partirà il 22 gennaio al Teatro Comunale di Ceglie Messapica con un duo dai timbri alquanto insoliti, il contrabbasso di Paolo Damiani e il pianoforte di Vittorio Mezza e un impaginato di stampo americano per poi trasferirsi sulle note di celebri arie nel recital del 12 febbraio con il soprano Doriana e il pianista Valerio De Giorgi. Il 5 marzo, poi, sarà la volta del “Bari’s Brass Choir”, ensemble di ottoni e percussioni, diretto da Domenico Gabriele, in una serata che spazierà dalle colonne sonore a brani jazz.
Cosa dire poi del nome che illustrerà con la sua presenza il concerto del 26 marzo?
Nell’omaggio a Mozart in occasione del 250esimo di nascita del salisburghese, Bruno Canino rappresenta il “non plus ultra” a livello internazionale: ulteriori epiteti sui pianista milanese risulterebbero pleonastici. La stagione, dunque, passando per il 9 aprile con le voci tutte al femminile di “Women in Ciassic”, e per il 23 dell’originale gruppo “Faraualla”, gioco sonoro di voci popolari della terra di Bari, avrà la sua conclusione domenica 14 maggio con la consueta performance dell’orchestra da camera “Caelium”, diretta dallo stesso Gianfreda e due solisti di pura eccezione, non nuovi per Ceglie: la soprano Raffaella Liccardi con canzoni della tradizione napoletana (Bixio, Tosti, Di Capua) e la fisarmonica di Massimiliano Pitocco e i tango argentini di Piazzolla, con inoltre musiche di Sibelius e Rachmaninoff. Nell’occasione sarà anche presentata in prima assoluta una originale composizione di Massimo Gianfreda sulla quale ritorneremo più avanti.
Augurare buon Natale e buon 2006 ai musicofili di Ceglie e delle città limitrofe e’ d’obbligo ma, in questo caso, equivale soprattutto a un invito ad avvicinarsi sempre più alle note e al nostro Teatro Comunale.
Nicola Santoro
Ospedale di Ceglie, nulla che non ci spetta
18 dicembre 2005
Dalle affermazioni dell’assessore regionale alla Sanita, finalmente una buona notizia?
L’occasione per parlare dell’Ospedale di Ceglie è stata la Santa Messa di Natale celebrata dal vescovo di Oria Mons. Michele Castoro, alcuni giorni fa presso la Fondazione San Raffaele. Presenti alla cerimonia alcuni amministratori comunali, provinciali e regionali, oltre all’assessore Alberto Tedesco, era presente anche il direttore generale della ASL BR/1 Guido Scoditti.
Certamente un incontro non istituzionale, ma utile per ribadire la posizione della città in merito alla riapertura di TUTTI I REPARTI presso l’ospedale cegliese, cancellati dal Piano di riodine ospedaliero voluto dal centrodestra. Posizione ribadita dal Consiglio comunale monotematico sull’Ospedale che si è tenuto lunedì 12 dicembre.
Anche in questo incontro l’assessore Tedesco è stato molto evasivo e non ha voluto prendere impegni precisi in merito all’ospedale cegliese, trincerandosi nel politichese: si sta lavorando ad un nuovo Piano ospedaliero regionale che tenga conto delle esigenze territoriali e che sarà ancorato al piano sanitario nazionale; faremo interventi immediati in favore di Ceglie. Di che natura e in quali tempi?
Non vorremmo che gli interventi promessi si risolvessero nella solita alchimia numerica: lo spostamento di qualche posto da lungadegenza, per crearne cinque in altro settore, detto alla cegliese “leva da mbbasa e mitte a mbasiedde”.
Ma, aspettiamo fiduciosi e speranzosi che a breve, le promesse elettorali, lo ribadiamo: ripristinare presso l’Ospedale di Ceglie, tutti i reparti cancellati dal Piano di riordino del centrodestra, solo così si volta pagina!
Questa è la battaglia che devono portare avanti tutte le forze politiche, i nostri amministratori comunali, i nostri rappresentanti istituzionali nell’Ente Provincia e alla Regione Puglia, il Comitato cittadino nato a difesa dell’Ospedale e tutti i cegliesi, tutto questo deve avvenire in tempi brevi e non in prossimità della campagna elettorale per le politiche del 2006, perchè sulla pelle dei cittadini non si può speculare.
Come sempre il giornale sarà al fianco dei cittadini.
Positivo, anche se con molto ritardo, l’impegno preso dall’assessore Tedesco di visitare nel mese di gennaio il nostro Ospedale.
E’ giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, Ceglie pretende attenzione e ciò che gli spetta: un Ospedale che abbia le quattro specialità di base e che garantisca l’assistenza necessaria ai nostri ammalati.
Michele Ciracì
La Fondazione San Raffaele, una struttura di livello mondiale
17 dicembre 2005
A Ceglie Messapica è presente una delle strutture sanitarie più importanti d’Europa, quasi sconosciuta ai cegliesi, ma conosciuta a livello internazionale. Oggi, al San Raffaele sarà presente per una visita importante l’Assessore regionale alla Sanità, accompagnato dal Direttore generale Scoditti. Invitiamo entrambi a visitare e soprattutto ad attivare iniziative valide per ripristinare presso l’Ospedale civile tutti i reparti sottratti dal Piano di riordino della passata Giunta regionale.
E presso questo polo d’eccellenza nei giorni scorsi si è svolto il Convegno “Il coma e lo stato vegetativo persistente: aspetti clinici e possibili modelli organizzativi”, patrocinato dalla Regione Puglia e dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Brindisi.
L’argomento trattato è di grande attualità visto che circa 200.000 persone ogni anno in Italia entrano in coma per incidenti stradali o sul lavoro, ictus, arresti cardiaci, aneurismi, intossicazioni.
Per circa 300 di loro il coma evolve in stato vegetativo che diventa permanente quando dura oltre tre mesi.
3.814 sono in Italia i posti letto di rianimazione, 1 ogni 15.328 abitanti. 50% del fabbisogno stimato. In Puglia la situazione è ancora più grave, i dati statistici parlano infatti di posti letto ogni 24.655 residenti.
Il Convegno ha approfondito, con la partecipazione di esperti di fama mondiale l’argomento, non solo sotto l’aspetto, ma anche quelli etici legati all’assistenza ai pazienti. Particolarmente importante l’intervento del prof. Salvatore Giaquinto, Capo Dipartimento dell’Unità Operativa Neuromotoria della Tosinvest Sanità: “il coma è un profondo stato di perdita di coscienza prolungata a occhi chiusi che può essere provocato da intossicazioni, alterazioni del metabolismo, danni e malattie del sistema nervoso centrale come il trauma cranico”.
Ancora un Convegno di grande valenza, quello proposto dal San Raffaele che con la sua presenza onora la nostra città e al quale va il nostro grazie per tutto quello che fa in favore dei motulesi e neurolesi.


