Il consiglio comunale monotematico sulla questione ospedale, convocato il 2 ottobre, è stato richiesto dall’opposizione il 24 luglio, con la presenza del Presidente Vendola, dell’assessore alla Sanità Tedesco, dei capigruppo in consiglio regionale, del Comitato per la Difesa dell’Ospedale, degli operatori sanitari. Inoltre, nella richiesta si specificava la necessità di tenere il Consiglio in Piazza Plebiscito ed alla presenza di emittenti televisive per la trasmissione dell’intero consiglio. Dai fatti appare evidente come l’amministrazione comunale e la sua maggioranza non hanno ritenuto di accogliere alcuno dei punti presenti nella richiesta dell’opposizione. Sembra evidente, inoltre, che hanno inoltrato l’invito ai rappresentati istituzionali solo qualche giorno prima del 2 ottobre. Infatti, sembra impossibile non trovare una data disponibile nell’agenda di un Presidente, di un Assessore o, peggio ancora, di un capogruppo in consiglio Regionale con ben tre mesi di anticipo. Cosa ancora più grave è che malgrado diversi capigruppo al Consiglio regionale e lo stesso assessore alla sanità avessero chiesto un rinvio di 24 h per poter partecipare ai lavori del consiglio, la maggioranza ha approfittato in maniera subdola di tale impedimento per fare in modo che solo alcuni capigruppo in Consiglio regionale partecipassero all’assise cittadina ed ha negato il richiesto rinvio. Anzi hanno anticipato l’ora di svolgimento dalle 16:00 alle 10:00 del mattino. Mancando tutti i presupposti della richiesta appare evidente che il significato del Consiglio Comunale si svuota del tutto. L’opposizione ritiene infondate tutte le motivazioni di ordine tecnico e/o finanziarie circa la impossibilità di tenere un consiglio in piazza o con la trasmissione televisiva. Risulta evidente, pertanto, che la motivazione è politica. Ed è la motivazione di questa maggioranza, la quale, ormai consapevole che sull’ospedale di Ceglie non può più mentire, che i reparti promessi non saranno ”’MAI PIU’ RIAPERTI”’, vuole prendere tempo, creare assuefazione parlando sottovoce, negando qualsiasi tipo di confronto pubblico.
L’opposizione ringrazia il Dott. Scoditti per aver mostrato ancora una volta disponibilità al confronto e impegno sul piano progettuale. Tuttavia, tra i progetti e la realtà manca un nesso fondamentale, ossia la determinazione politica della maggioranza in Consiglio regionale, ed i conseguenti atti deliberativi della giunta regionale. Perché per l’ospedale di Ceglie Messapica non esiste uno ed uno solo di questi atti deliberativi?
Inoltre, si fa presente che la cittadinanza non ha bisogno di ripetizioni sul Piano strategico. Il piano strategico è stato già presentato alla città, è stato letto e la gente, semplicemente, non lo condivide. Il punto di partenza rimane sempre lo stesso: il rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale, ossia la riapertura completa dei reparti pre-esistenti il piano di riordino Fitto. Lo spirito della richiesta del consiglio monotematico da parte dell’opposizione era questa: comprendere ed informare la città sull’impegno e sulla determinazione con cui la maggioranza in consiglio regionale sta perseguendo l’obiettivo di riaprire tutti i reparti dell’ospedale di Ceglie. Mancando questa possibilità il Consiglio Comunale si è trasformato in una inutile passerella e nell’ennesima sequela di promesse o di atti a metà. Tanto più che appare ormai evidente la discrasia tra quanto dichiarato in consiglio comunale dal Dott. Scoditti il 23 gennaio di quest’anno, cose e progetti che risultano completamente diverse da quanto riportato nel piano ed, ancora, completamente diverse da quanto il Dott. Scoditti ha affermato recentemente in una intervista a TRCB: nessuno può pensare che si possano riaprire i reparti a Ceglie Messapica. E se qualcuno non l’avesse ancora capito, questo concetto è stato ribadito a chiare lettere nel consiglio del 2 ottobre. Anzi, chi era presente in Consiglio ha pure dovuto sorbirsi le perorazioni del Consigliere Romano circa il destino dei reparti riaperti a San Pietro Vernotico e a Mesagne, sottolineandone la propria specificità ed insostituibilità per il territorio!
Né si può sottacere che l’elemosina di qualche posto letto (peraltro ancora sulla carta e senza alcun impegno da parte della Giunta regionale…) offende la dignità di tutti i Cegliesi. Fa bene il Consigliere Romano a ricordare i tempi del suo impegno e dei suoi girotondi per salvare l’ospedale della sua città. Anche a Ceglie Messapica c‘è stato un consigliere regionale che ha partecipato ai girotondi ed alle manifestazioni per la difesa dell’ospedale per vincere le elezioni. Purtroppo, non ha conseguito alcun risultato e una volta vinte le elezioni si è dimenticato del problema e non ha mai aperto bocca in Consiglio regionale. Ma forse sarà soltanto perché, dopo aver fatto incetta di candidature per soddisfare la propria voglia di potere, adesso è rimasto solo e senza alcuna considerazione. Ed ora eccolo lì, pronto ad accontentarsi dell’elemosina di qualche posto letto, e a contrabbandarlo come un grande risultato, grazie al suo impegno ed alla sua determinazione.
Inoltre, non è con operazioni di spoil-system, sistematicamente messe in atto da DS e Margherita presso l’ospedale di Ceglie, che portano alla nomina del Direttore sanitario che si può pensare di accontentare e mettere a tacere una città. Caro Dott. Scoditti, anche Ceglie vorrebbe conferirle la cittadinanza onoraria… ma non certo per la nomina di un Direttore Sanitario.
Il ripristino della funzionalità totale dell’ospedale di Ceglie richiede uomini e mezzi (primari e ferri). Di questo ci dovete venire a parlare la prossima volta, con atti e fatti concreti. Basta con la demagogia della medicina del territorio, la diagnostica per immagini, la prevenzione e i fantomatici dipartimenti di cui anche un incompetente può diventarne Presidente. Altrimenti riconoscete che il Piano Fitto era ineluttabile e procedete con tutto quello che questo prevedeva. Forse sarebbe qualcosa in più per questa città rispetto alle vostre promesse ed a quella finanziaria di lacrime e sangue che ci aspetta per i prossimi mesi.
E ora, caro Sindaco dopo questa ennesima passerella di promesse e di atti a metà si ritiene soddisfatto (totalmente o parzialmente) dell’elemosina di qualche posto letto? Non ritiene forse che le parole ”dimenticatevi di poter riaprire i reparti pre-esistenti a Ceglie, pronunciate con rigore professionale da Scoditti e quasi a sfregio dal Consigliere Romano, risuonino sinistre rispetto a tutta quella sofferenza che incontrava e comprendeva durante la campagna elettorale per diventare sindaco di questa città? Oppure adesso è sufficiente cambiare bandiera e fare gruppo, non più con i sindaci di San Michele Salentino e Villa Castelli, ma con i colleghi di Mesagne e San Pietro Vernotico? Non si sa mai… Quelli qualcosa l’hanno già ottenuta…
Ricerche recenti
Pagine
Categorie
- Altro (119)
- Comunicati (29)
- Cultura (43)
- Libri (17)
- Musica (4)
- Poesie (5)
- Proverbi (1)
- Tradizioni (6)
- Curiosità (1)
- La Città (88)
- Appuntamenti (14)
- Attualità (20)
- Cronaca (8)
- Iniziative (9)
- Interviste (8)
- Personaggi (4)
- Scuola (3)
- Storia (29)
- Teatro (4)
- Lettere alla Redazione (12)
- Sport & Tempo Libero (52)
- Basket (41)
- Ciclismo (4)
- Cinema (2)
- Speleologia (3)
- Vita amministrativa (22)
- Delibere (1)
- Elezioni (5)
- Politica (13)
- Urbanistica (4)
Archivi
Altri siti
Ceglie Messapica
Meta
