Nuove iniziative per l’Ospedale cegliese
30 settembre 2007
Comitato cittadino per la salvaguardia del presidio ospedaliero della città di Ceglie Messapica (BR)
e/o Opere Parrocchiali San Lorenzo da Brindisi via Matteotti 72013 Ceglie Messapica(BR)
Cell: 338-7275837 – Fax: 0831-376654
Al Sig. Direttore Generale ASL BR1 Brindisi e, p.c. ed invito:
- al Sig. Sindaco del Comune di Ceglie Messapica
- ai Sigg. Capigruppo Consiglio Comunale di Ceglie Messapica
- ai Sigg. Consiglieri Comunali per il tramite del Comune di Ceglie Messapica
- ai Sigg. Parlamentari della Provincia di Brindisi
- a tutti i cittadini di Ceglie Messapica
- agli organi di stampa
Oggetto: Stabilimento ospedaliero. Assemblea pubblica del 7.10.2007.Sig. Direttore,
nonostante la Sua del 21 u.s. (telefax n. 45660 di prot.) “i conti non tornano”.
Dovrà, la S.V., con tutta l’onestà che L’ha sempre contraddistinta, riconoscere che a Ceglie il Pronto Soccorso e l’Ortopedia non sono stati potenziati; non è stato creato il Centro di risveglio da coma apallico ed il day surgery di oculistica; non è
stato riaperto il reparto di medicina; non sono sorti gli ambulatori specialistici; non si è avuta l’autonomia gestionale. E tutto ciò in barba alle Sue promesse.
Non v’è chi non veda, Sig. Direttore, che gli stabilimenti di San Pietro Vernotico, Mesagne, Ostuni e Fasano sono assurti, in tempi da record e, come si suoi dire alla chetichella al rango di veri ospedali, pur continuando sulla carta ad essere
denominati stabilimenti; mentre lo stabilimento di Ceglie, a differenza di quelli di pari livello menzionati, ha fatto solo passi all’indietro, se si considera che da circa un anno ha perso un reparto, quello di lungodegenza riabilitativa, che comprendeva
ben n. 32 posti letto, e che nel periodo non si registrano altre attività in favore dello stesso stabilimento.
Dimostrabilissima, quindi, la scarsa attenzione rivolta all’ospedale di Ceglie.
Alla luce di tanto, si ritiene opportuno dover chiarire una volta per tutte, Sig. Direttore, che i cegliesi non si sono per niente rassegnati a perdere il loro ospedale.
Vogliono sapere come stanno realmente le cose. Attendono risposte definitive ed impegni concreti nel corso di una assemblea che hanno voluto organizzare per domenica 7 ottobre p.v. alle ore 10,00, presso la Sala conferenze del locale Istituto Musicale in via Istria.
Voglia garantire la Sua partecipazione a tale assemblea, non essendo state in alcun modo da Lei date con la nota di cui sopra risposte esaurienti alle tante domande dei cittadini, ne fornita la garanzia di impegni in tempi brevi a porre ogni rimedio; potrà farlo personalmente nella pubblica assemblea, alla quale il Comitato Le rivolge caloroso invito a voler partecipare.
Ove impedimenti di vario genere dovessero non consentirLe di intervenire, voglia gentilmente far pervenire a questo Comitato, anche via fax, una nota integrativa di quella del 21.9.2007 (telefax prot. N. 45660) per riscontrare in maniera
soddisfacente la precedente nota del 13.9.2007 di questo Comitato. Il tutto sarà portato a conoscenza dell’assemblea, per gli opportuni provvedimenti.
Nell’attesa, grazie per l’attenzione che potrà cominciare concretamente a rivolgere all’ospedale di Ceglie, che attende di crescere per diventare come gli altri stabilimenti della provincia ……… un vero ospedale.
Ceglie Messapica, 28.9.2007
Per il Comitato
II Presidente Cataldo Rodio
Com’era verde la mia valle
19 agosto 2007
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da un nostro lettore che pone all’attenzione di tutti la salvaguardia del territorio, un argomento più volte trattato in questi anni dal giornale.
Sul penultimo numero di Ceglie Plurale ho scorto il trafiletto di un cegliese sensibile (un po troppo!) … per l’uso recente, a mò di restauro, di pochi conci di tufo in cima all’arcata della Porticella: giusta osservazione-riprovazione per l’impiego improprio di materiali in centro storico a vocazione squisitamente litica.
A voler fare segnalazioni però ci si imbarazza per quanta materia edilizia ignobile vine fatta passare come mezzo di restauro: bellissima abusata e scomoda parola, il cui etiomo -lo sappiamo- è semplicemente restituzione.
Ora è di turno un cegliese mezzosangue, il sottoscritto, che tra le anomalie urbanistiche della Città Messapica, desidera sottoporre al cegliese nativo di media sensibilità quel cassone (da altri definito tipologicamente a “scatola di scarpe” neonata in barba al comune buonsenso, poi pure in spregio alle molte leggi di preservazione del paesaggio, ma soprattutto sotto gli occhi indifferenti o complici o distratti di quanti dal Palazzo governano la cosa pubblica.
Un forestiero super partes esterna il suo dissenso, perché tutto il recente quartiere Sant’Anna appare e costituisce edilizia che vilipende quel paesaggio intitolato alla austera madre di Maria Vergine, con le presernze sacre del medioevo locale.
In tempi non sospetti lo scrivente casualmente fece parte di una commissione atipica di professionisti consultati informalmente, sull’eventualità di un erigendo edificio comunale, dal funzionario soprintendente dell’epoca (incappato in vicende di corruzione) che incassò parere negativo ma ruppe gli argini e consentì quella brutta realtà che altri definì “Vampiro di cemento”.
Però la misura ancora non era colma e si dice anche: a casa asquata mitte fueche… Nonostante un ventennio trascorso tra i primi dileggi e gli ultimi anacronistici insulti, i Cegliesi vedono violentato il più bel versante di nordest, al cospetto dell’Adriatico, di cui potevano andar fieri.
Essi potranno bearsi di questa prospettiva, neppure la più impietosa, subendola per quell’osceno ingombro.
Ma… al peggio non c’è fine, con grande rammarico, spero non solo.
Nicola Cavallo
Lettera aperta all’Amministrazione comunale
23 giugno 2007
Signor Sindaco,
alla via Tratturo Moretto abitiamo una quindicina di famiglie. Da anni, come lei sa, cerchiamo di trovare una soluzione alla grave situazione igienico-sanitaria, divenuta ormai insostenibile: manca la rete idrica e fognante. Manca l’illimunazione stradale e le strade adiacenti sono ridotte a tratturi di campagna difficili da percorre, specialmente quando piove.
Abbiamo pagato per intero tutti tutti gli oneri, compresi quelli di urbanizzazione, per usufruire del condono edilizio, ottenendo la relativa licenza in sanatoria, indispensabile per ricevere i servizi di prima necessità. Da diversi anni abbiamo risolto il problema dell’allaccio dell’energia elettrica, del telefono e del metano.
Più volte abbiamo chiesto l’intervento dell’Acquedotto Pugliese che, a più riprese ha inviato i suoi tecnici per cercare di trovare la soluzione tecnica più idonea per allacciarci alla rete idrica e fognante, che dista dai nostri caseggiati appena 50 metri, tutto è stato inutile.
Siamo destinati ad usare per tutta la vita i pozzi neri?
Dopo i numerosi incontri avuti con l’Amministrazione comunale e di recente anche con lei e i responsabili dell’Ufficio Tecnico, il problema è ancora irrisolto.
Sollecitiamo l’Amministrazione comunale, lei signor Sindaco a trovare, con la piena collaborazione degli scriventi, una soluzione al problema. Fino ad oggi l’unica risposta è stata: “non abbiamo risorse economiche sufficienti per affrontare un problema di queste dimensioni”. Come lei ben sa, le abbiamo fatto presente la nostra disponibilità a collaborare anche finanziariamente per la risoluzione della nostra situazione.
Sicuramente questo appello non resterà inascoltato e confidiamo che entro breve tempo si riesca a trovare una soluzione che faccia uscire le nostre famiglie dall’emergenza che ormai si protrae da parecchi anni.
Gli abitanti della via Tratturo Moretto
Lettera aperta al Sindaco di Ceglie Messapica
30 maggio 2007
Noi disoccupati cegliesi non abbiamo bisogno della “bacchetta magica” per poter lavorare bensì di risposte immediate ed azioni concrete da parte degli amministratori.
In riferimento all’incontro avuto con Lei signor Sindaco, svoltosi in data 9 u.s. che ha trovato eco anche sulla stampa e dalle emittenti televisive e sulla base rilasciata dal Sindaco Pietro federico, il Comitato Spontaneo dei Disoccupati cegliesi, ritiene indispensabile approfondire le dichiarazioni rilasciate, formulando alla S.V. alcune semplici domande, sicuri che ad essere saranno date risposte esaustive:
Sindaco, Le risulta che alcuni comuni della provincia di Brindisi hanno presentato progetti di finanziamento per sviluppare le città della Regione Puglia e così dare la possibilità di reinserimento lavorativo dei disoccupati?
Perché il nostro Comune predilige cooperative esterne alla nostra comunità invece di far lavorare gente del posto e diminuire così la disoccupazione nella nostra città?
Perché quando queste aziende esterne si aggiudicano una gara d’appalto non si pone come condizione l’assunzione di una percentuale di disoccupati cegliesi?
Ci spieghi come mai gli imprenditori locali, dopo aver presentato proposte valide e utili per la nascita e lo sviluppo di solide realtà in grado di creare nuove opportunità di lavoro, si sentono costretti a dover portare queste potenzialità di sviluppo nei paesi limitrofi, dove sono accolti a braccia aperte, in quanto portatori di sviluppo, ricchezza e opportunità di lavoro?
Quale è la reale situazione Cegliese dei disoccupati?
Per le categorie protette cosa avete intenzione di fare?
Perché l’Amministrazione comunale non collabora con Enti e Istituzioni che sono in collegamento con la borsa del lavoro nazionale e regionale?
Perché in alcuni comuni limitrofi gli amministratori comunali si sono prodigati e si sono assunti responsabilità e doveri verso coloro che sono meno fortunati, creando possibilità di insediamento di piccole attività produttive e quindi nuovi posti di lavoro, mentre a Ceglie niente si muove?
A queste semplici domande attendiamo risposte.
Sindaco, non bisogna sottovalutare i problemi e le conseguenze che crea una disoccupazione diffusa nel nostro Comune, è una tragica e drammatica situazione che crea disagio ed è una delle conseguenze che porta più delinquenza, disagio e degrado.
Secondo noi, Lei dovrebbe abbandonare illusioni e fantasie, perché è pur vero che non possiede la bacchetta magica per creare posti di lavoro, ma un suo impegno può aiutare concretamente la nostra amata città.
La bacchetta magica, in altre città, di chiama semplicemente volontà!
COMITATO SPONTANEO DEI DISOCCUPATI CEGLIESI
In casa senz’acqua. Colpa del Comune
26 febbraio 2007
Spett.le Redazione di Ceglie Plurale,
mio padre Urgesi Nicola, abitante alla via Torino 29, il giorno 22 di questo mese e’ stato privato del bene piu’ importante in natura: l’acqua.
Circa 31 anni fa mio padre acquistò la casa sita in quella via, al secondo piano, all’epoca in quella zona non esisteva nulla, nè acqua nè fogna, pertanto mio padre è stato costretto a costruire un pozzo sotto il marciapiede, ovviamente abusivo, per potersi approvigionare dell’acqua. Oggi quel pozzo contiene dei serbatoi e una pompa per poter inviare acqua nella casa, visto che la pressione di rete non ce la fa ad inviarla sino al secondo piano.
Dopo una denuncia fatta da un vicino il vice comandante dei vigili di ceglie, il comune, dopo un’ordinanza, ha privato dell’acqua tale abitazione, dopo vari incontri con il sindaco per poter risolvere il problema ma con esito negativo.
Ora la mia famiglia vive da tre giorni come se fosse tornata indietro nel tempo quando si riempiva l’acqua alle fontane.
In attesa che il tribunale risolvi la questione, quanto tempo passerà?
Allego copia del quotidiano di brindisi del 25.02 sul quale è stato pubblicato l’articolo su questo disagio.
Grazie.
Urgesi Oronzo Massimiliano
Articolo tratto da Il Quotidiano di Brindisi:
Un dissidio tra parenti con sorpresa. Il protagonista di questa storia è Nicola Urgesi, un cegliese che anni fa ha acquistato un appartamento in via Torino, tutt’intorno al palazzo in pieno centro c’era terreno ed erba e non tutte quelle abitazioni che si trovano oggi. C’era bisogno di un deposito per contenere l’acqua destinata all’uso domestico. Il cognato dell’uomo, che aveva acquistato anch’egli un appartamento nello stesso stabile, aveva offerto una parte del suolo di sua proprietà, una porzione di marciapiede ai piedi del palazzo, per la realizzazione di una cisterna, diventata ora il motivo della contesa tra i due.
Dopo tanto tempo, ben trentuno anni, il cognato che ha ceduto quella proprietà alla figlia, ha cambiato idea e successivamente ha preteso che Nicola non utilizzasse più il deposito. Inoltre ha chiesto che gli venisse restituito quanto ceduto in precedenza e si è rivolto al Comune per risolvere la questione. A questo punto però scatta il colpo di scena. Il luogo in cui è stata costruita la cisterna non appartiene a chi diceva di esserne proprietario perché ritenuto suolo pubblico.
Per questo motivo il Comune e l’Ufficio tecnico, hanno dovuto togliere i tubi che permettevano, attraverso l’impiego di un motorino elettrico, di attingere l’acqua dal deposito sino al terzo piano dove abita la famiglia Urgesi, che da alcuni giorni vive in una situazione di disagio senza acqua e senza riscaldamenti. Nicola è costretto a ricorrere alle fontane pubbliche. Ogni giorno riempie una gran quantità di contenitori e bacinelle di varia misura, alcune di queste sono posizionate sotto il lavandino del bagno, per lavare e cucinare e utilizza una stufa pere tenere calda la casa.
«Siamo tornati a cinquant’anni fa», ha lamentato. Visto l’evolversi in senso negativo della storia, si è affidato all’assistenza dell’avvocato Cosimo De Leonardis, per chiarire la questione ed essere aiutato quanto prima. «L’ufficio tecnico ha interrotto l’erogazione pur potendo soprassedere, non avrebbero dovuto farlo», ha commentato il noto penalista e civilista della città. L’obiettivo del legale e del suo assistito è quello di poter ottenere dal giudice, che si occuperà del caso, un provvedimento d’urgenza che conceda in tempi rapidi il ripristino dell’impianto di erogazione. Nicola ha cercato anche di avviare tramite il suo geometra le pratiche per poter realizzare una cisterna sempre accanto al palazzo in cui abita, ma la prassi è lunga e complessa per via dei molteplici sopralluoghi che gli enti competenti devono compiere per rilasciare le autorizzazioni richieste. «Mica posso aspettare più di un mese in queste condizioni», ha esclamato Nicola preoccupato.M.G.
Il Quotidiano di Brindisi
Distruzione di Montevicoli e oscuri interessi
25 febbraio 2007
Egregio direttore,
il tanto sospirato PUG è stato presentato in versione definitiva dal progettista Prof. Borri circa 1 mese addietro.
Come opposizione abbiamo chiesto un Consiglio Comunale alla presenza del progettista per sottoporgli tutti i tanti dubbi.
Pochi giorni addietro, però, ho letto sulla stampa locale una dichiarazione del Sindaco sulla circostanza che la giunta comunale ha già inviato al progettista richieste di modifica, infischiandosene delle determinazioni del Consiglio comunale. Circola, all’interno della maggioranza di centrosinistra, la considerazione di alcuni secondo la quale l’importante è approvarlo per ragioni politico-elettorali, senza pensare né alla qualità né quale città ci potrebbe essere se questo Pug venisse approvato.
Ciò dimostra 2 evidenze: la giunta ha fretta e non ha alcuna intenzione di stimolare un dibattito serio e concreto sul Pug.
Se si ha fretta o è perche si ha paura di cadere, e questo mi pare assai improbabile, o perché si ha paura che la discussione porti a modificare il piano, e questo mi fa sorgere seri dubbi: chi non vuole modifiche e per quale ragione?
Ma di questo ne parleremo, se non ci sarà nulla di nuovo, al momento opportuno…
Questo PUG non regge né dal punto di vista politico, cioè nel senso di politiche di sviluppo socio economico della città, né dal punto di vista tecnico.
Per le zone di espansione (Zone C) le scelte operate non solo non sono state motivate, ma non si è tenuto in considerazione che cosa vorrebbe dire realizzare zona residenziale in contrada Montevicoli, dove peraltro esiste un parere della sovrintendenza che di fatto vieta ulteriori edificazioni se non come zona di campagna, e sulla via per Cisternino e Ostuni. Si distruggerebbe parte rilevante del territorio cegliese… alla faccia del turismo! Attenzione però, questo non vuol dire che tutti coloro che possiedono terreni in quelle zone possano costruire, assolutamente, solo i grandi proprietari potranno farlo (sarà interessante verificare le compravendite di terreni negli ultimi 2 anni…). Il costruito, cioè quello che negli anni è stato già realizzato attraverso anche i 3 condoni che ci sono stati, è già sufficiente per gli indici di edificabilità del piano, mentre le urbanizzazioni, il Comune, come prevede la legge per le zone C, le deve fare per tutti, non si sa con quali risorse economiche. Perché non approfondire le motivazioni di questa scelta alla luce del sole tentando eventualmente di modificare nell’interesse della città?
Come pure nelle zone agricole come si può non ascoltare le richieste dell’opposizione per incentivare la costruzione di nuovi Trulli o costruzioni tipiche o di prevedere la possibilità di accorpamento per chi è proprietario di più terreni sul territorio comunale dando così la possibilità di costruire una piccola residenza in campagna a chi ne avesse interesse.
Perché si è deciso di prevedere la zona industriale anche sul lato destro per Francavilla dove si trova un grande uliveto secolare, senza considerare assolutamente le normative di tutela degli ulivi plurisecolari?
Perché non è presente la previsione edificatoria dei n.22 comparti e nei comparti dove non è possibile costruire non è previsto dove il Comune darà la possibilità di farlo?
Perché non è presente una relazione economica sull’attuazione di questo piano, tenuto conto che secondo un mio personale parere questo PUG costerà alla città qualche decina di milioni di euro?
Ma questi sono solo alcuni quesiti che sottoporrò direttamente al Prof. Borri, mi pare tutto lacunoso, tutto scientemente lacunoso.
Chiedo, come consigliere comunale di opposizione di poter dare il mio contributo portando avanti una seria fase di discussione e di confronto con l’ausilio di tecnici competenti, se ciò si farà ne prenderò atto con favore ma se ciò non sarà fatto combatteremo con tutte le nostre forze affinché non si approvi questo PUG.
E’ vero che Ceglie ha bisogno dello strumento urbanistico generale ma non è importante farlo in fretta ma farlo bene!
Intuisco nell’aria qualcosa di strano, non vorrei pensare, ma è difficile non farlo, che si stia lavorando per accontentare e mantenere qualche promessa elettorale. Questo sarebbe un grave danno per la città che la bloccherebbe almeno per i prossimi 10 anni. Non ne abbiamo sinceramente bisogno. Lo spazio non mi consente di approfondire tutti i vari aspetti ma spero di essere stato sufficientemente chiaro su di una questione che se l’avesse posta il centrodestra al governo della città si sarebbe scatenata una guerra civile, con la sinistra, invece, il silenzio assoluto. Per questa ragione, come opposizione, “stiamo affilando le armi” che useremo se sarà necessario, ma a questo punto penso stia diventando scelta obbligata quella dello scontro che non avremmo voluto, soprattutto su questo tema, se solo avessimo visto disponibilità al confronto.
Colgo l’occasione per ringraziarLa, Egregio Direttore, per l’ospitalità.
Ciro Argese
Intervista all’Ing. Pasquale SUMA sul Piano Urbanistico Generale
23 febbraio 2007
Intervista all’Ing. Pasquale SUMA
Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Villa Castelli
D. – Ing. Suma, Lei è a conoscenza dei contenuti del P.U.G. (Piano Urbanistico Generale) che l’Amministrazione Comunale di Ceglie si appresta ad adottare?
R. – In questi giorni, negli studi professionali girano (a mo’ di carboneria) copie di CD che contengono gli elaborati del Piano. In questa logica, qualche amico mi ha chiesto di esprimere le mie valutazioni.
D. – E allora, ci vuole illustrare le sue impressioni?
R. – Considerato che la materia in questione attiene ad una disciplina di natura tecnica, mi sforzerò di essere quanto più chiaro possibile. Ciò precisato, mi sento di affermare, in generale, che questo è un Piano le cui scelte sono state determinate dall’alto senza un reale confronto con i cittadini, i professionisti, ecc.
D. – C’è chi sostiene invece che la fase di ascolto è stata pienamente espletata.
R.- Sì, ma a questa affermazione si può subito obiettare che gli incontri sono avvenuti circa 14-15 anni or sono e che da allora gli indicatori sociali ed economici della realtà hanno connotazioni e parametri di lettura diversi. Basti pensare, a titolo esemplificativo:
- al terremoto occupazionale determinato dalla chiusura della quasi totalità dei laboratori tessili;
- alla crescente chiusura delle attività commerciali all’interno del nucleo storico del paese;
- alla continua emigrazione al nord dei giovani professionisti;
- allo svuotamento di interi quartieri storici e conseguenti trasferimenti di nuclei familiari in quartieri privi di parcheggi, spazi pubblici e quant’altro necessario a garantire ottimali condizioni di vivibilità, soprattutto per gli anziani ed i piccoli;
- alla pregiudizievole chiusura mentale di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute, le quali non hanno permesso ad imprenditori locali che volevano investire, di utilizzare norme dello Stato- ripeto, dello Stato-, che consentono di poter costruire in deroga opifici che avrebbero creato nuovi posti di lavoro;
- al proliferare dell’abusivismo, in parte giustificato dalla necessità di poter dare una dimora alla propria famiglia, anche in considerazione del costo degli appartamenti.
D. – In sostanza, Lei ci sta dicendo che questo Piano si basa su dati acquisiti in incontri ormai datati e che quindi questo Piano Urbanistico Generale risulta ormai inadeguato e anacronistico?
R. – Esattamente!
D. – Ingegnere, può spiegare ai nostri lettori con parole semplici cos’è un Piano Regolatore?
R. – Il Piano regolatore Generale è uno strumento tecnico-amministrativo con il quale si programmano e si regolamentano tutti gli interventi di carattere urbanistico ed edilizio finalizzati a creare ottimali condizioni di sviluppo economico e sociale. Tenendo presenti questi princìpi di massima, di tutta la materia, quello che desta il maggiore interesse dei cittadini, degli imprenditori e dei politici, è la cosiddetta zonizzazione del territorio comunale.
D. – Ci vuole meglio chiarire in cosa consiste la zonizzazione?
R. – Dal punto di vista tecnico significa suddividere in zone omogenee tutto il territorio comunale, perimetrarle e, attraverso delle specifiche norme, indicare i tipi di intervento possibili all’interno di ogni singola zona. Entrando più nello specifico, esiste una norma vigente dello Stato, il D.M. 1444 del 1968, che indica che il territorio comunale deve essere suddiviso in sei zone, e cioè:
- Zona A: Agglomerati urbani che rivestono carattere storico;
- Zona B: Parti del territorio totalmente o parzialmente edificate;
- Zona C: Parti del territorio destinate a nuovi insediamenti;
- Zona D: Parti del territorio destinate ad insediamenti produttivi;
- Zona E: Parti del territorio destinate ad uso agricolo;
- Zona F: Parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.
D. – Da quello che ci ha appena chiarito, quindi i lettori potranno comprendere, analizzando la planimetria allegata, attraverso la legenda, come è stato suddiviso il nostro territorio comunale?
R. – Esattamente.
D. – Entrando nello specifico, ci può chiarire quali sono gli interventi possibili previsti con il Piano redatto dal progettista?
R. – Cercherò di seguito di sintetizzare gli interventi previsti per le diverse zone:
Zona A1: Il comparto interessa l’area del nucleo più antico (Ceglie Vecchio)
In detta zona sono possibili solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di restauro conservativo e rimanda tutto il resto alla approvazione di un piano di recupero.
Osservazione: Il progettista del piano non sa, o non gli è stato detto, che e in questa zona e’ vigente un piano di recupero redatto dall’Architetto Caroli che di per se impone una normativa finalizzata al recupero. Il problema del Centro storico è come rivitalizzarlo, permettere l’esercizio di piccole attività artigianale o commerciale senza dover ricorrere a mille sotterfugi. Ceglie Vecchio può rappresentare una risorsa economica per il paese e si sta perdendo un’altra occasione per andare in questa direzione.
Zona A2: L’area classificata come A2 e considerata di valore storico, interessa una estensione di mq 286000 circa, in detta zona non sono ammessi: demolizioni, ricostruzioni, nuove costruzioni, sopraelevazioni, ristrutturazioni sono solamente ammesse interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Osservazione: Di questa zona sono sorprendenti: l’estensione della perimetrazione del comparto, la classificazione di valore storico di stecche di fabbricati che di storico non hanno assolutamente niente. A tutto cio’ si aggiunge una normativa rigidissima che non permetterà alcun tipo di intervento per rendere gli immobili abitabili come dire la morte dei quartieri storici del paese.
Ma, non sono sotto gli occhi di tutti le centinaia di case non piu’ abitate e i cartelli sulle porte con su scritto “Vendesi” . Mi assumo la responsabilità di affermare che è una scelta scellerata.
Zona B1/B2: Con questa denominazione urbanistica sono stati classificati quei quartieri sorti per lo piu’ negli anni 60:80. In questa zone le norme permettono la quasi totalità degli interventi.
Osservazione: In queste zone vengono imposte delle limitazioni in relazione a quanto già edificato per esempio, che non si possono destinare ad abitazione i piani terra. Equità sociale vorrebbe che, negli interventi a farsi, fossero fatte salve le medesime norme utilizzate da quanti hanno già costruito.
Zona C1/C1*/C2: Questo sono le cosiddette zone di espansione edilizia. In queste zone qualsiasi tipo di intervento è subordinato all’approvazione di un piano urbanistico esecutivo vale a dire, piano di lottizzazione da attuarsi con logiche diverse, in funzione del comparto.
Le zone C1 sono state localizzate una su aree poste tra la via Fedele Grande e viale Europa e l’altra tra la strada comunale Galante, la P.le per Cisternino ed in adiacenza al campo sportivo.
Zona C1: Le aree comprese in questa zone sono destinate alle realizzazione di nuovi quartieri ed interessano una estensione di mq 610.000 circa, al netto delle aree destinate a sevizi. Tenuti presenti gli indici previsti per le zone di cui si discorre, si può stimare la previsione dell’insediamento di 1000 abitanti circa.
Osservazione: Devo confessare una difficoltà oggettiva a comprendere attraverso quali parametri e valutazioni tecniche si sia addivenuti alla determinazione di ubicare le nuove aree di espansione nei comparti classificati come C1. Infatti, è facilmente rilevabile attraverso la aerofotogrammetria che la quasi totalità delle aree é interessata da una moltitudine di abitazioni realizzate abusivamente, chi fatto rendono inattuabile un qualsiasi piano. A ciò é da evidenziare che la ubicazione di detti comparti è tale da prevedere elevatissimi costi di urbanizzazione e conseguentemente, quanto costeranno gli alloggi a realizzarsi? Chi li potrà acquistare? Ed inoltre come non considerare tutte le implicazioni di natura giuridica in relazione agli interessi dei proprietari delle aree?
Zona C1* (asteriscata): Con questa denominazione è stata classificata una mega area di 580.000 mq circa ed posta a ridosso del “Paretone” che interseca le provinciali per Cisternino, Ostuni e San Michele Salentino. Questa macro zona interessa veri e propri quartieri periferici realizzati lottizzazioni abusive. “Per tale zona valgono tutti gli indici e le prescrizioni della zona C1″.
Osservazione: Non riesco ad immaginare come possa essere impostato un piano esecutivo che contemperi: il vincolo ambientale cui è sottoposto il “Paretone”, gli insediamenti abusivi esistenti, gli interessi pubblici e privati in gioco, la riqualificazione urbanistica, l’applicazione dell’istituto del comparto e chi più ne ha più ne metta.
Zona C2: In questa Zona sono comprese particolari aree del territorio definite del tipo “Agroresidenziali”. Complessivamente i comparti interessano una estensione di circa mq 1.469.000 circa di cui mq 971.000 circa compresi tra al via Fedele Grande, strada per Montevicoli, Pl. e per Villa Castelli ecc. Anche in queste zone gli interventi, sono subordinati alla approvazione di un piano di lottizzazione in assenza del quale sono possibili solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Osservazione: Anche per queste zone, in particolare per i comparti di Montevicoli riesce difficile immaginare come quali strumenti di tecnica urbanistica si possano redigere piani di lottizzazioni in cui si prevedano: l’applicazione dell’ istituto del comparto realizzazione di piazze, aree per parcheggi, strade e quant’altro.
Come non tenere presente che computando le cubature esistenti, gli indici di piano sono di già soddisfatti. A tutto ciò aggiungerei che, essendo la zona gravata da vincoli ambientali, quale potrebbe essere il parere degli enti interessati alla tutela? E’ stato altresì valutato l’impatto della viabilità prevista, in relazione alla orografia della zona?
ZONA D: In questa zona sono inseriti tre comparti di cui, uno rappresentato dalla zona artigianale e gli altri due grosse aree ubicate rispettivamente, a destra e a sinistra della p.le per Francavilla.
In un comparto è compresa anche l’attuale lottizzazione privata destinata ad attività industriale.
Osservazione: Le normative di attuazione risultano di difficile interpretazione come non risulta chiaro se all’ interno dei comparti si potranno svolgere attività di tipo commerciale e attraverso quali strumenti sarà possibile l’acquisizione di lotti a costi agevolati per assecondare le tendenze di sviluppo economico e l’impreditoria locale.
ZONA E (Agricola): La zona agricola è suddivisa in quattro sottozone denominate rispettivamente:
- zona E1 (agricola grandi masserie);
- zona E2 (agricola delle colture arboree);
- zona E3 (agricola delle piantate );
- zona E*(agricola di riserva agroresidenziale).
Nelle zona E1, E2, E3 potranno costruire solamente gli imprenditori agricoli, con un indice di fabbricabilità fondiario IEF = 0.03 mc/mq a condizione che il terreno non sia inferiore a mq 50.000 per la zona E1 e a mq 10.000 per la zona E2.
Per dare un ordine di grandezza, su un lotto di mq 10.000 si potrà realizzare una abitazione massimo 100 mq avente un’altezza di ml 3.00.
Nella Zona E* agricola speciale è un’area posta in continuità con la zona delle Grotte di montevicoli, Monte Vecchio, Ferruzzo e la strada provinciale per Villa Castelli. In detta zona gli interventi sono subordinati all’approvazione di P.P.A (programma pluriennale di attuazione) nelle more non è possibile alcun tipo di intervento.
Osservazione: In merito alla zona agricola si sarebbero tanti rilievi e riflessioni mi limiterò citarne alcuni. Ancora una volta e’ evidente il prevalere di una impostazione vincolistica fine a se stessa e la chiusura mentale a voler recepire alcuni dispositivi normativi consolidati. Agro Cegliese infatti, continuerà ad essere oggetto di devastazione e di abusivismo della peggiore specie. Ancora una volta si continua a non dare la possibilità anche ai non imprenditori agricoli di poter costruire nelle loro campagne pagando tutti gli oneri concessori del caso. Non si prevede la possibilità di poter accorpare piu’ terreni di proprietà, (se non a particelle contigue), per l’utilizzo delle cubature. Eppure la legge regionale n.56/80 all’art.51 comma g) prevede l’accorpamento di terreni non confinati. Sono queste, norme consolidate e presenti in tutti gli strumenti urbanistici di recente approvazione.
Oltre ciò non si comprende perché, tra gli indici non viene previsto l’indice massimo di fabbricabilità fondiario massimo pari a IFF=0.05 mc/mq, per quelli interventi in cui oltre a realizzare l’abitazione è necessario realizzare dei fabbricati per lo svolgimento di una attività connessa alla conduzione del fondo?
Zona F: Con questa denominazione sono state classificate quelle aree destinate ad accogliere i servizi di interesse pubblico, Scuole, aree verdi, parcheggi ecc.
Osservazione: Per quanta riguarda queste aree il problema non è individuarle ma come addivenire alla loro acquisizione ed alla loro realizzazione. Esistono infatti problemi di natura espropriativa, indisponibilità economica dell’ente comune, la salvaguardia della proprietà privata, la decadenza dei vincoli. Sono tutte questioni che creano serie difficoltà ala concretizzazione delle previsioni di piano.
D. – Dalla sua analisi viene fuori una non condivisione della filosofia del piano.
R. – E’ proprio cosi. I Cegliesi che da oltre 30 anni aspettano il P.R.G. pensano che il giorno dopo l’approvazione potranno costruire, ci sarà sviluppo economico occupazione. Mi dispiace deluderli. Infatti, per come è concepito il piano la quasi totalità degli interventi è vincolata all’approvazione di piani esecutivi con delle incredili implicazione di natura tecnica e giuridica. In sostanza è un piano che funziona sulla carta ma potrebbe non avere un riscontro sul territorio in termini urbanistici e sociali ed economici.
D. – Ci potrebbe sintetizzare in poche parole a suo avviso cosa ci sarebbe voluto?
R. – Questa è una domanda difficile da rispondere in sintesi tuttavia ci provo:
Un reale confronto democratico con tutta la popolazione ad ogni livello aggiornato ad oggi;
Una approfondita conoscenza del territorio;
Una analisi dei fenomeni sociali ed economici in corso;
Sulla base delle risultanze elaborare un piano basato su alcuni elementi fondanti;
RIQUALIFICAZIONE dei quartieri storici del tessuto urbano attraverso specifici piani di recupero degli insediamenti abitativi esistenti. Questo, attraverso il coinvolgimento degli imprenditori locali . A nostri giorni è impensabile che la Pubblica Amministrazione possa attuare degli interventi sul territorio senza il coinvolgimento dei privati senza l’utilizzo delle loro risorse economiche.
A ciò è da aggiungere che la strategia da usarsi nella pianificazione è quello della cosiddetta “Urbanistica contrattata” infatti, attualmente esiste un orientamento giurisprudenziale che tende a tutelare la proprietà privata, al contrario di quello che è avvenuto negli anni 70/80. La conseguenza è che, è sufficiente non comunicare agli interessati, lo stato delle diverse fasi di un procedimento amministrativo che i giudici bloccano tutto.
D. – Alcuni politici sostengono che, gli elementi fondanti di questo piano, si basino sulla conservazione e salvaguardia delle peculiarità del nostro territorio, lei cosa ne pensa?
R. – Rispondo con numeri. Le previste aree di espansione tra gli spazi pubblici e quelle fabbricabili, interessano la considerevole superficie di 2.500.000 mq circa. Lascio immaginare le irreversibili trasformazioni dei territori interessati. Peggio di così, ha fatto solo ATTILA.
Clientelismo e pettole
15 febbraio 2007
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del consigliere comunale Angelo Palmisano.
Egregio Direttore,
Le chiedo ospitalità per esprimere da consigliere comunale del comune di Ceglie Messapica, il mio giudizio negativo su alcuni fatti amministrativi che stanno purtroppo caratterizzando la nostra cara città.
Nettezza Urbana
I gruppi consiliari di centro sinistra, avendo poca fiducia nella loro stessa giunta, hanno approvato un o.d.g. nel quale si dava un indirizzo preciso all’esecutivo in relazione alla questione c.d. della spazzatura: proroga alla ditta Tra.de.co solo in presenza di uno sconto al fine di raggiungere
- una convenienza per il Comune miglioramento del servizio
- rinunci, da parte della ditta stessa, alle somme (€ 1.250000/00!!!) pretese extracontratto.
L’ufficio legale ha espresso in un parere la propria contrarietà ad una presenza di “… un contenzioso certo seppur potenziale con la Tra.de.co”. La conferenza dei Dirigenti ha rilevato che nel servizio svolto dalla ditta si evincono una serie di inadempienze.
Il Direttore Generalein una sua relazione (sic) al Consiglio Comunale parla di mancanza di cassonetti.
La Commissione Consiliar, durante un sopralluogo, ha rilevato la mancanza di un automezzo per lo svolgimento di uno specifico servizio, previsto dal capitolato.
Di fronte a tutto ciò l’Amministrazione Comunale, infischiandosene delle tasche dei cittadini, che rischiano di pagare le somme richieste dalla Tra.de.co (€ 1.250000/00) e della pulizia della città, mentre la sporcizia tocca livelli scandalosi, ha deliberato la quarta proroga alle medesime condizioni, per un appalto scaduto da più di due anni. Intanto gli uffici competenti non hanno espresso alcun parere, seppur dovuto, sulle due note della ditta (Settembre 2005-novembre 2006), con la quale la stessa ha richiesto le note somme. Viene da chiedersi perché il Sindaco non solleciti gli uffici, vista anche la convocazione del Consiglio Comunale chiesta da Forza Italia?
Castello
La Regione Puglia, in una nota perentoria del 22 febbraio 2006, chiede con urgenza la documentazione per poter assegnare un finanziamento di € 1.200000/00 (assegnato dalla Giunta Fitto) per il restauro del Castello. Ad oggi la dirigente della V area, Arch. Carrozzo, non ha ancora realizzato il progetto. Il finanziamento è perduto!!?!
Teatro
L’amministrazione comunale, senza alcuna gara o avviso pubblico, ha di fatto consegnato nelle mani di Uccio Biondi e company il Teatro comunale, impegnando € 25.000/00 di coofinanziamento ed € 60.000/00 di spese di gestione. Anche su questo bene comunale sventola la bandiera rossa.
Centro anziani
L’assessore ai Servizi Sociali Patrizio Suma con una grottesca relazione, ha comunicato al Consiglio Comunale che invece di fare assistenza sanitaria e terapia riabilitativa oltre che attività ludico-creativa, il Centro Anziani è stato trasformato in balera che ha come principale attività la frittura delle pettole. Anche qui il consiglio di amministrazione è presieduto dal Segretario cittadino di Rifondazione e ovviamente anche sul centro anziani sventola la bandiera rossa.
Mi chiedo perpesso: cosa ci stanno a fare i DS e la Margherita in questa giunta?!!
Conservatorio
Il Governo Berlusconi aveva stanziato € 141.000/00 annui in favore delle casse del nostro Comune: il Sindaco ci ha comunicato che tali somme sono state donate al Conservatorio di Lecce, il quale spenderà per l’anno scolastico 2006/2007 € 162.000/00 in supplenza, quindi ci toccherà rimpinguare tali somme per altri € 620.000/00. Intanto continuiamo a pagare il personale ed il Comune dovrà mettere a norma l’Istituto (€ 800.000/00?) prima di regalarlo definitivamente al Conservatorio di Lecce.
Ennesimo atto di malgoverno che la città è costretta a subire da parte di un Sindaco incapace, che con la nomina del nuovo assessore ha completato l’opera di desertificazione politica-amministrativa della nostra città, spero ancora per poco.
Ringrazio il vostro giornale per l’ospitalità e mando un caloroso saluto a tutti i cittadini.
Iniziative per Ceglie
12 dicembre 2006
Spettabile Redazione di Ceglie Plurale,
Leggendo l’ultimo numero del vostro mensile, sono venuto a conoscenza della grossa sovvenzione di 364.000 euro che arriveranno a Ceglie per la ristrutturazione e la ripresa del vecchio Macello comunale per tramutarlo in un centro giovanile con tanto di studio di registrazione. Leggi tutto
“Inciucio” a San Michele Salentino
21 dicembre 2005
Illustre Direttore,
sono un assiduo lettore del “nostro giornale”. In questa veste affido questa mia alla sua sensibilità, certo che la vorrà pubblicare.
Il fatto. Il 28.11.2005 si è riunito il Consiglio comunale di San Michele Salentino e al n. 5 dell’ordine del giorno era iscritto: “la nomina Collegio dei Revisori dei Conti”, previsto dal D.L. 267/2000, che al Titolo VII Art. 234, così recita: “I consigli comunali, provinciali e delle città metropolitane eleggono con voto limitato a due componenti, un collegio di revisori composto da tre membri. Sono scelti: uno tra gli iscritti al registro dei revisori contabili, il quale svolge le funzioni di presidente del collegio; uno tra gli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti; uno tra gli iscritti nell’albo dei ragionieri”.
La delibera è stata approvata dal Consiglio con il voto favorevole di n. 15 consiglieri. L’atto posto in essere appare formalmente corretto, ma a parere dello scrivente, l’intero Consiglio ha sottovalutato l’intelligenza dei Sanmichelani che hanno capito bene cosa è realmente accaduto con la votazione e nomina dei nuovi revisori dei conti che, per puro eufemismo, chiamerò con un termine abusato di questi tempi un: “INCIUCIO”.
In sostanza, si è utilizzato il tanto vituperato MANUALE CENCELLI, protagonisti maggioranza ed opposizione per la nomina di un componente del Collegio dei revisori dei Conti per il triennio 2006-2007-2008.
L’aspetto politico di quanto accaduto meriterebbe un maggiore approfondimento, compito che spetta alle forze politiche.
Noto soltanto che con questa operazione si è bloccata la defezione annunciata di un altro consigliere della maggioranza, rinviando una grave crisi politico-amministrativa.
Ma vediamo cosa è accaduto praticamente nel Consiglio comunale del 28.11.05.
| Presenti | Assenti | Votanti |
|---|---|---|
| 15 | 2 | 15 |
| UDC | 6 | Forza Italia | 3 |
| DC | 1 |
| Gruppo Misto | 2 |
| Gruppo opposizione | 3 |
Esito dello scrutinio – a voto segreto – :
| Nomina | Voti |
|---|---|
| Presidente del Collegio dei Revisori | 7 |
| Dottore commercialista | 10 |
| Ragioniere | 8 |
Dall’esame della votazione si evince chiaramente che, fino alla elezione del Revisore ragioniere, i partiti della maggioranza avevano utilizzato 15 voti dei 20 a loro disposizione per eleggere con 7 voti il presidente, 8 il commercialista, con un residuo di voti 5.
Per il commercialista hanno votato i consiglieri Antonio Scatigna e Mario Miccoli, dissociatosi dalla maggioranza e costituitosi successivamente in Gruppo Misto.
All’atto della votazione del Revisore ragioniere, 5 consiglieri della maggioranza utilizzano i 5 voti rimasti a loro disposizione per votare, insieme ai 3 consiglieri dell’opposizione, il ragioniere revisore (5+3=8).
E’ chiaro, quindi, che per eleggere il ragioniere Cosimo Palmisano, espressione dei DS e consigliere comunale di questo partito a Ceglie Messapica, è stato necessario far convergere sul suo nome i 5 voti della maggioranza, (in questo caso, anche dell’UDC, partito a cui appartiene il Sindaco).
Se poi, come sembra, 2 consiglieri di Forza Italia non votano il ragioniere, ma il commercialista, la presenza dei consiglieri dell’UDC in questi 5 voti è massiccia.
Lascio agli attenti lettori tutte le valutazioni di ordine politico ed etico sull’accaduto.
Mi sia consentito, però, una previsione: non vorrei che questo “INCIUCIO” consumato nel nostro Comune, fosse il preludio per la futura nomina a Revisore dei Conti, presso il Comune di Ceglie Messapica di un consigliere comunale di Forza Italia in carica a San Michele Salentino.
Seguirò con molto interesse gli accadimenti futuri e mi riservo di ritornare sull’argomento.
Certo che la presente sarà tenuta nella giusta considerazione, la ringrazio per la sua disponibilità e cortesia.
Colgo l’occasione per salutarla cordialmente e inviarle i più fervidi voti augurali per le prossime festività.
Dott. Francesco Chirulli


