60 anni, per non dimenticare

25 aprile 2005

25 aprile 1945. Quei giorni hanno formato il popolo italiano. Non saranno mai dimenticati. Quale commozione suscita ancora oggi nei giovani di allora e in quelli di oggi, la celebrazione dell’insurrezione generale delle forze della Resistenza, che liberò molte città in tutta l’Italia del Nord prima della resa, il 2 maggio, di quasi un milione di soldati tedeschi alle Forze Alleate.
Questa non è una festa di reduci.
Ricordare i testimoni di quelle giornate significa riscoprire il valore della libertà: quella libertà che rimane ancora oggi il bene supremo, consacrato dalla Costituzione italiana. La libertà, che dà un senso alla nostra vita, che ci consente di sperare nel nostro avvenire; la libertà, in cui oggi tutti ci riconosciamo e che tutti ci unisce. Abbiamo il dovere di ricordare ai giovani, perché ne resti una forte traccia nei loro cuori, i sentimenti di quelle giornate: non soltanto la memoria, ma l’assenza, l’anima.
Dobbiamo trasmettere lo spirito di allora, e che riunificò in uno slancio di rinascita comune, dalle Alpi alla Sicilia, il nostro popolo; l’aria di libertà, che allora sentivano quei giovani di poter finalmente respirare un’Italia libera e democratica, diede a tutto il popolo italiano la forza per affrontare le dure prove del dopoguerra.
La speranza è che i giovani avvertano, nell’affrontare i problemi della vita di oggi e del loro avvenire, lo stesso entusiasmo, la stessa fiducia nella capacità di costruire un futuro migliore. I giovani di allora lo avvertirono.
Ai giovani, vogliamo trasmettere le passioni sincere e profonde che permisero a tanti combattenti, in quella primavera del ’45. Non lasciatevi sopraffare dalle tragedie del tempo; il ricordo degli amici caduti, delle popolazioni innocenti martoriate dalla guerra, del conflitto che aveva dilaniato la Nazione e l’Europa.
Tutto mancava in quel lontano 1945, ma l’Italia era libera. Al mattino i nostri genitori affrontavano la giornata con la convinzione che prima di sera si sarebbe compiuto un altro passo avanti, verso la ricostruzione materiale, civile e politica delle nostre città.
Ragazze, ragazzi: affrontate con lo stesso spirito i problemi dell’oggi e del domani, i problemi del vostro futuro. Inseritevi sempre più nella società civile, scegliendo quelle iniziative sociali, civili e politiche che più si addicono alla personale inclinazione di ciascuno di voi.
Noi, gli anziani, cercando di far rivivere in voi lo spirito del 25 aprile 1945, vi vogliamo aiutare a risolvere i problemi dell’oggi, a costruire insieme il futuro di domani.
Abbiate fiducia, abbiate entusiasmo. Che lo spirito della Giornata della Liberazione riscaldi i vostri cuori, illumini le vostre menti; che il Tricolore dell’Italia libera e unita, sia sempre simbolo del vostro essere cittadini.

Antonio Ciracì

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